Il Gran giurì su Donzelli spacca la maggioranza: Mulè si tira indietro dopo il veto di FdI, presiederà il M5S
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - La guerra nella maggioranza si traduce in uno scontro per la costituzione del gran giurì che, a Montecitorio, deve giudicare il comportamento di Giovanni Donzelli, deputato di FdI che in aula sul caso Cospito ha accusato il Pd di fare gli interessi dei mafiosi al 41 bis.
Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, espressione di Forza Italia e candidato naturale a guidare l'organismo (l'altro vice eletto nella maggioranza è Fabio Rampelli, collega di partito di Donzelli) decide di fare un passo indietro. La scelta viene motivata con ragioni di opportunità, visto che Mulè conduceva i lavori d'aula al momento del discusso intervento di Donzelli. In realtà è stato lo stesso deputato toscano, stretto collaboratore di Giorgia Meloni, a opporsi alla scelta di Mulè, che lo aveva criticato in televisione. Pur di non avere Mulè in quel ruolo, Donzelli accetterebbe che a presiedere il Gran giurì sia il 5 …
ROMA - La guerra nella maggioranza si traduce in uno scontro per la costituzione del gran giurì che, a Montecitorio, deve giudicare il comportamento di Giovanni Donzelli, deputato di FdI che in aula sul caso Cospito ha accusato il Pd di fare gli interessi dei mafiosi al 41 bis.
Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, espressione di Forza Italia e candidato naturale a guidare l'organismo (l'altro vice eletto nella maggioranza è Fabio Rampelli, collega di partito di Donzelli) decide di fare un passo indietro. La scelta viene motivata con ragioni di opportunità, visto che Mulè conduceva i lavori d'aula al momento del discusso intervento di Donzelli. In realtà è stato lo stesso deputato toscano, stretto collaboratore di Giorgia Meloni, a opporsi alla scelta di Mulè, che lo aveva criticato in televisione. Pur di non avere Mulè in quel ruolo, Donzelli accetterebbe che a presiedere il Gran giurì sia il 5 Stelle Sergio Costa.