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Troppe sbandate comunicative, FdI chiama a rapporto deputati e senatori: "Uniformatevi alla linea di Meloni"

Lunedì il vertice con i parlamentari in una sala di Montecitorio, presieduto da Giovanni Donzelli
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Dentro FdI c’è un grande problema chiamato comunicazione. Il tema preoccupa i vertici di via della Scrofa, tanto che sui cellulari di tutti i parlamentari meloniani, qualche giorno fa, è comparso questo messaggino: “Buongiorno a tutti. Lunedì 30 gennaio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari, il partito ha organizzato un breve corso di comunicazione per deputati e senatori”. È il tentativo di mettere riparo alle sbandate comunicative, troppe, di questi primi 100 giorni da principale forza di governo. Emendamenti non concordati, proposte di legge scombiccherate, presentate e derubricate dopo le polemiche, uscite “non in agenda”, che sarebbe quella del governo, quella di Giorgia Meloni. Urgeva un vertice. C’è stato, senza troppa pubblicità, lunedì, dentro Montecitorio. Obiettivo, come si legge nella comunicazione interna, fornire “specifiche tecniche e prat…

Dentro FdI c’è un grande problema chiamato comunicazione. Il tema preoccupa i vertici di via della Scrofa, tanto che sui cellulari di tutti i parlamentari meloniani, qualche giorno fa, è comparso questo messaggino: “Buongiorno a tutti. Lunedì 30 gennaio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari, il partito ha organizzato un breve corso di comunicazione per deputati e senatori”. È il tentativo di mettere riparo alle sbandate comunicative, troppe, di questi primi 100 giorni da principale forza di governo. Emendamenti non concordati, proposte di legge scombiccherate, presentate e derubricate dopo le polemiche, uscite “non in agenda”, che sarebbe quella del governo, quella di Giorgia Meloni. Urgeva un vertice. C’è stato, senza troppa pubblicità, lunedì, dentro Montecitorio. Obiettivo, come si legge nella comunicazione interna, fornire “specifiche tecniche e pratiche riguardanti la comunicazione social e tradizionale, e su come interfacciarsi con i vari referenti della comunicazione del partito”.

La riunione - allargata a staff, portavoce, consulenti digitali degli eletti - è stata presieduta da Giovanni Donzelli. Chiamato a dettare la linea sulla comunicazione di FdI, casualità, proprio alla vigilia dell’intervento alla Camera sul caso Cospito, che si è trasformato in un boomerang per il partito della premier, con l’opposizione che ha chiesto le dimissioni dello stesso Donzelli da vicepresidente del Copasir e di Andrea Delmastro dal ruolo di sottosegretario alla Giustizia. Durante il vertice, raccontano i presenti, è stato chiesto ai parlamentari di “uniformare” le uscite alla linea di Palazzo Chigi. Meno interventi fuori tema, non concordati, più dichiarazioni a traino di Meloni. E lo stesso vale per le proposte di legge e gli emendamenti. Che già secondo i regolamenti interni, è stato ricordato, affidano ai capigruppo la “preventiva analisi” di tutti gli atti parlamentari che intendono presentare deputati e senatori.

Serviva ribadirlo, evidentemente, visto che in queste settimane la navigazione per la premier è stata resa più complicata anche per le sortite dei suoi. Dall’emendamento per prorogare le gare dei balneari, presentato e poi ritirato in Senato, al ddl depositato dal vice-ministro Edmondo Cirielli che chiedeva il carcere per i clienti delle prostitute e per chi si apparta in auto, invocando una stretta a tutela della “pubblica moralità”, poi semi-cestinato su direttiva di Palazzo Chigi, che ha fatto sapere: “Non è nell’agenda di governo”. Ma dato che metterci una toppa è sempre peggio che intervenire in via preventiva, gli eletti sono stati convocati e avvisati. Per evitare altri incidenti. Chissà se basterà.