Azzariti: “Nel ddl Autonomia troppe forzature, diritti ridotti e Costituzione lesa”
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - La riforma Calderoli? "È un insieme di forzature che produrranno una forte rottura dei delicati equilibri della nostra Costituzione". Sarà una legge spacca Italia? "Peggio, spacca Costituzione". Conseguenze imprevedibili e definitive? "Molti, tra i diritti fondamentali, rischiano di essere ulteriormente compressi in gran parte del territorio nazionale". Il costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti ha letto e riletto, in questi giorni, le diverse bozze del ddl Calderoli e i suoi dubbi investono il disegno complessivo, e sono andati via via aumentando.
Allora mi dica subito il suo timore più grave.
"Innanzitutto vorrei avvertire che, oltre al ddl Calderoli, bisogna prestare molta attenzione a quello che è già stato fatto. Nella legge di bilancio di fine anno è stato inserito un meccanismo, a mio parere incostituzionale, per determinare gli ormai famosi Lep, i livelli essenziali delle prestazion…
ROMA - La riforma Calderoli? "È un insieme di forzature che produrranno una forte rottura dei delicati equilibri della nostra Costituzione". Sarà una legge spacca Italia? "Peggio, spacca Costituzione". Conseguenze imprevedibili e definitive? "Molti, tra i diritti fondamentali, rischiano di essere ulteriormente compressi in gran parte del territorio nazionale". Il costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti ha letto e riletto, in questi giorni, le diverse bozze del ddl Calderoli e i suoi dubbi investono il disegno complessivo, e sono andati via via aumentando.
Allora mi dica subito il suo timore più grave.
"Innanzitutto vorrei avvertire che, oltre al ddl Calderoli, bisogna prestare molta attenzione a quello che è già stato fatto. Nella legge di bilancio di fine anno è stato inserito un meccanismo, a mio parere incostituzionale, per determinare gli ormai famosi Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, individuati neppure dal Governo, ma da una “cabina di regia”, e fissati tramite dei Dpcm".
Giusto, quei Decreti del presidente del Consiglio usati in tempi di Covid da Conte e per i quali è stato molto contestato?
"Le due situazioni non sono comparabili, l’attuale utilizzo è molto più grave. In questo caso si deve considerare che i Lep sono sottoposti a riserva assoluta di legge. L’articolo 117 della Costituzione recita che 'lo Stato ha legislazione esclusiva' su queste specifiche materie. Quindi non basta il via libera della legge di bilancio (nel caso di Conte era un decreto legge). Bisogna ricordare poi che la legittimazione, anche costituzionale, di quei Dpcm nasceva dalla drammatica necessità di salvare vite. Urgenza estrema che, per fortuna, in questo caso non è ravvisabile".
E invece qui esigenze altrettanto primarie degli italiani - la tutela dell’ambiente, l’energia, la scuola, la sanità, il lavoro - finiranno per avere risposte diverse a seconda della Regioni in cui il cittadino vive.
"Purtroppo la situazione è assai più confusa. Tant’è che ci si accontenta di una formale 'determinazione' dei Lep, senza però preoccuparsi troppo di garantirne poi l’effettività. I diritti costano, e la pretesa espressa, sia nella legge di bilancio, sia nel ddl Calderoli, di trasferire alle Regioni materie sui diritti fondamentali a bilancio invariato, tradisce, come diceva Carlo Marx, la 'falsa coscienza' delle classi dirigenti".
Calderoli è un teorico delle autonomie e ovviamente privilegia quelle del Nord. Nel suo progetto è insito l’obiettivo di spaccare l’Italia in due?
"Io, da giurista, pretendo solo che le leggi siano chiare nella sostanza e nelle finalità perseguite. Se si vogliono privilegiare le Regioni ricche lo si dica, sebbene da costituzionalista sono costretto a rilevare che questo dimostrerebbe l’intento lesivo dei principi supremi della nostra Carta. Basta rileggere i tre articoli fondamentali che devono sovrintendere a qualunque riforma delle autonomie".
E quali sarebbero?
"L’articolo 5 che 'promuove le autonomie locali' a patto però che si preservi 'l’unità e l’indivisibilità della Repubblica'. Preceduto dall’articolo 2 che impone di garantire '“i diritti inviolabili dell’uomo', evidentemente su tutto il territorio nazionale, e non solo imprecisati livelli essenziali. E soprattutto l’articolo 3 che non solo impone l’uguaglianza formale tra tutti i cittadini, ma assegna alla Repubblica il compito di 'rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”, direi quelli delle regioni meridionali in primo luogo'".
Rispetto a questi vizi costituzionali, il Parlamento potrà avere effettivi poteri di controllo o dovrà subire le scelte del governo?
"Parliamoci chiaro, qui le Camere sono relegate a un ruolo di mera ratifica. Potranno solo inizialmente esprimere un parere non vincolante e alla fine approvare soltanto, con maggioranza assoluta, l’intesa assunta tra il governo e la Regione interessata. Se si guarda nel suo complesso l’operazione sull’autonomia differenziata, dobbiamo convincerci che Calderoli, a nome dell’intero governo, sta cercando di ridisegnare lo stato sociale senza che il Parlamento possa proferire parola".