Bocca chiusa sull’Autonomia. Frenare i mal di pancia dei parlamentari del Sud. Almeno fino alla fatidica soglia delle regionali, deputati e senatori, sia meloniani che berlusconiani, sono chiamati via chat a evitare il fuoco amico sul ddl firmato Lega. Eppure i “distinguo” montano, la contrarietà è trasversale tra parlamentari, non solo del Sud. E imparabile arriva, da tecnico, il contropiede del ministro alla Sanità, Orazio Schillaci. Che ieri è netto, come medico, nel richiamare "la necessità" che la salute non sia affidata a ventuno regioni, ma "guidata" dal ministero: per "aiutare chi non ce la fa". È la stessa posizione di chi, come i senatori Fi Mario Occhiuto o Franco Silvestro, criticano con Repubblica i vuoti rischiosi del ddl Calderoli passato in Consiglio dei ministri. "Facciamo prima un bel Piano di investimenti per il Sud: e poi sì, competere anche tra territori può…
Bocca chiusa sull’Autonomia. Frenare i mal di pancia dei parlamentari del Sud. Almeno fino alla fatidica soglia delle regionali, deputati e senatori, sia meloniani che berlusconiani, sono chiamati via chat a evitare il fuoco amico sul ddl firmato Lega. Eppure i “distinguo” montano, la contrarietà è trasversale tra parlamentari, non solo del Sud. E imparabile arriva, da tecnico, il contropiede del ministro alla Sanità, Orazio Schillaci. Che ieri è netto, come medico, nel richiamare "la necessità" che la salute non sia affidata a ventuno regioni, ma "guidata" dal ministero: per "aiutare chi non ce la fa". È la stessa posizione di chi, come i senatori Fi Mario Occhiuto o Franco Silvestro, criticano con Repubblica i vuoti rischiosi del ddl Calderoli passato in Consiglio dei ministri. "Facciamo prima un bel Piano di investimenti per il Sud: e poi sì, competere anche tra territori può fare bene al Paese", premette il calabrese Occhiuto (fratello di Roberto, il governatore). "Dobbiamo procedere senza aumentare disuguaglianze già troppo forti: questo deve essere chiaro2, ricorda Silvestro, responsabile Enti locali in Campania.
Mentre tramonta la disastrosa settimana della maggioranza, insomma, l’input che arriva da Palazzo Chigi preserva l’asse con la Lega - che ha fornito massima copertura sul caso Donzelli-Delmastro, anche in cambio dell’ok al regionalismo spinto – e vigila sull’irrequietezza di Forza Italia. Che da giorni rivendica di aver “migliorato” il testo sull’Autonomia. I veti a "non uscire in ordine sparso" non stoppano però le preoccupazioni. Né la pacata apprensione di un ministro.
"Per la salute è necessario che le Regioni siano in qualche modo guidate dal ministero della Salute", dice Schillaci, già rettore di Tor Vergata, a margine del convegno sulla Giornata mondiale dell’oncologia. "Credo che il ministero debba avere non solo un potere di indirizzo e distribuzione dei fondi, ma anche sostenere un meccanismo virtuoso con le Regioni: per capire chi lavora meglio. E aiutare chi è in difficolta o non riesce a lavorare così bene". Guardare a chi sta in fondo alla lista: 'i cittadini di serie B' contro la cui emarginazione aveva espresso parole chiare la premier, lunedì scorso, per compensare l’inevitabile ok alla riforma.
"Accetto la sfida sul fatto che il Sud debba mostrare di saper amministrare e correre da solo- spiega l’azzurro Occhiuto - A Cosenza da sindaco credo di aver cambiato delle cose. Ma l’Autonomia funziona a patto di non cominciare la corsa con svantaggi clamorosi. Investimenti e fondo perequativo sono necessari. In quale gara uno dei concorrenti comincia con i pesi alle caviglie, se l’altro è leggero?". E il collega di Fi Silvestro, non meno esplicito: "Come dice Berlusconi, conosciamo le potenzialità del Sud. Ma certo con la frammentazione su Sanità, Scuola, Energia, Infrastrutture, si rischia di mandare il Paese in tilt. E poi, ricordiamocelo, noi eletti dobbiamo rispondere al territorio, non pregiudicare i destini di giovani e famiglie".