Al voto i circoli Pd, la partita è già a due. Ma tra i candidati è guerra sui numeri
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioÈ battaglia sui numeri tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein. Venerdì si è iniziato a votare nei circoli: prima fase del congresso Pd. Alla spicciolata arrivano i primi dati. Il governatore fornisce i risultati arrivati al suo comitato, dopo che i sostenitori della deputata fanno sapere di essere in vantaggio in alcune roccaforti, a Genova come a Siena città. Differenze sui piccoli numeri, avvio non proprio affollato di tesserati nelle sedi (si proseguirà fino al 12): si decide quali dei quattro candidati alla segreteria andranno al ballottaggio alle primarie dei gazebo il 26 febbraio. Dalle prime proiezioni, sarà spareggio Bonaccini-Schlein.
Ma il clima è teso, archiviato il fair play. La prima sintesi delle cifre è accompagnata da una nota dura dei supporter di Bonaccini: "Per evitare diffusione di dati parziali e fuorvianti e soprattutto per rispetto degli iscritti al Pd, che non si meritano tristi strumentalizzazio…
È battaglia sui numeri tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein. Venerdì si è iniziato a votare nei circoli: prima fase del congresso Pd. Alla spicciolata arrivano i primi dati. Il governatore fornisce i risultati arrivati al suo comitato, dopo che i sostenitori della deputata fanno sapere di essere in vantaggio in alcune roccaforti, a Genova come a Siena città. Differenze sui piccoli numeri, avvio non proprio affollato di tesserati nelle sedi (si proseguirà fino al 12): si decide quali dei quattro candidati alla segreteria andranno al ballottaggio alle primarie dei gazebo il 26 febbraio. Dalle prime proiezioni, sarà spareggio Bonaccini-Schlein.
Ma il clima è teso, archiviato il fair play. La prima sintesi delle cifre è accompagnata da una nota dura dei supporter di Bonaccini: "Per evitare diffusione di dati parziali e fuorvianti e soprattutto per rispetto degli iscritti al Pd, che non si meritano tristi strumentalizzazioni...", i numeri sono su 2.787 voti validi e Bonaccini è al 53,5 mentre Schlein al 36,3%. Passano poche ore, ed è la squadra di Schlein a fornire i contro-dati e su un campione più ampio di 5.142 voti validi, in 163 circoli: Bonaccini 2.532 (49,2%); Schlein 2.042 (39,7%); Cuperlo 428 (8,3%); De Micheli 140 (2,7%). Non solo. Schlein chiede al Nazareno, la sede dem, che sia il partito a diffondere i dati, ponendo fine alle iniziative individuali. Il commento politico dei supporter di Schlein è: "Siamo più che soddisfatti, la partita è aperta". Nuovo aggiornamento di Bonaccini su 6.149 voti validi: il governatore è al 52,3% (3.219); Schlein al 35,8 (2.207), Cuperlo all'8,2% (504) e De Micheli al 3,5% (219). Nella scomposizione per regioni (fonte Bonaccini), Schlein sarebbe in vantaggio in Liguria, in Veneto e in Trentino Alto Adige, ma saldamente in testa dappertutto Bonaccini, che in Emilia Romagna doppia la sfidante. Sicilia e Sardegna non pervenuti. Cuperlo segue con un certo distacco. De Micheli si sfoga: "In questi primi giorni di voto sembra una resa dei conti, sono preoccupata da questo clima".
È il congresso in cui il Pd si gioca il tutto per tutto e che vede il ritorno degli scissionisti di Articolo Uno. Una partita in cui i Dem fanno i conti con il passato renziano. Nell'Assemblea dei bersaniani ieri - che è un successo per il leader Roberto Speranza, il quale porta in dote al Pd 9.000 tesserati - di questo si parla. Ma la scommessa dei bersaniani è un nuovo Pd, che sappia "sradicare le scorie del renzismo". È l'invito di Pierluigi Bersani: "Il problema non si risolve scegliendo un segretario, ci vuole altro. Per noi un processo di apertura, un partito che si rivolga a tutto il Paese, per carità, ma partendo da un punto di vista di una sinistra moderna, non di un centro pigliatutto, che sradichi le scorie del renzismo con un progetto chiaro". E perciò "sosteniamo il candidato che mostri di essere più estraneo alle esigenze del continuismo e minori compromessi con la stagione renziana". Appoggio quindi a Schlein. Ragiona Bersani: "Il problema è: sarà nuovo? Quanto sarà nuovo? Sarà vecchio? Non c'è la fata turchina che ci garantisce questa cosa, bisogna combattere, a partire dal punto dove siamo arrivati". Il punto è il nuovo manifesto del Pd e il processo costituente da continuare con il nuovo segretario. Intanto si cerca di mettere ordine sul caos tessere, soprattutto in Campania con gli iscritti gonfiati. Ok poi sul voto online ai gazebo, con Spid e se c'è una distanza dai seggi di 20 chilometri.