Provenzano: “Gli attacchi al Pd? È squadrismo. La leader FdI ora cacci i suoi o si renderà complice”
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - Vicesegretario Provenzano cosa risponde all’appello alla responsabilità lanciato dalla premier a tutte le forze politiche?
"L’appello avrebbe dovuto rivolgerlo giorni fa a Donzelli e Delmastro, chiedendogli di scusarsi con il Partito democratico, o avrebbe dovuto farlo lei per loro. Ma proprio perché c’è grande preoccupazione per il clima di minacce che si respira nel Paese — e mi lasci esprimere solidarietà a quanti sono stati bersaglio di violenze e intimidazioni — siamo noi che invitiamo la presidente del Consiglio a ristabilire una corretta dialettica democratica e l’unità nella lotta alle mafie e al terrorismo infranta, sporcata e minata da quei due, che non possono stare un minuto di più al loro posto".
Intanto Delmastro anziché scusarsi ha rincarato, accusandovi di esservi inchinati alla mafia.
"Una miserabile infamia. Il partito erede di uomini come Pio La Torre e Piers…
ROMA - Vicesegretario Provenzano cosa risponde all’appello alla responsabilità lanciato dalla premier a tutte le forze politiche?
"L’appello avrebbe dovuto rivolgerlo giorni fa a Donzelli e Delmastro, chiedendogli di scusarsi con il Partito democratico, o avrebbe dovuto farlo lei per loro. Ma proprio perché c’è grande preoccupazione per il clima di minacce che si respira nel Paese — e mi lasci esprimere solidarietà a quanti sono stati bersaglio di violenze e intimidazioni — siamo noi che invitiamo la presidente del Consiglio a ristabilire una corretta dialettica democratica e l’unità nella lotta alle mafie e al terrorismo infranta, sporcata e minata da quei due, che non possono stare un minuto di più al loro posto".
Intanto Delmastro anziché scusarsi ha rincarato, accusandovi di esservi inchinati alla mafia.
"Una miserabile infamia. Il partito erede di uomini come Pio La Torre e Piersanti Mattarella sulla lotta alla mafia non accetta lezioni da nessuno, tanto meno dalla destra che alza il tetto del contante, un evidente favore a evasori, corruttori, a chi ricicla soldi sporchi e dunque anche alla criminalità organizzata".
Donzelli e Delmastro però hanno detto che non si dimetteranno mai.
"Infatti devono essere cacciati. Da loro due non mi aspetto niente. Un vicepresidente del Copasir che utilizza per fini politici informazioni sensibili di cui non poteva entrare in possesso e un sottosegretario che ha la colpa ancor più grave di averle rivelate sono pericolosi per la sicurezza nazionale. Come faranno forze dell’ordine e magistratura a mandare le loro note riservate al ministero della Giustizia sapendo che la sera, Delmastro, le spiattella al suo coinquilino? Una totale mancanza di senso dello Stato".
Lo sa, vero, che il ministro Nordio ha detto che quelle notizie non erano coperte da segreto?
"Nessuno di noi contesta questo dato, ma delle due l’una. O ha ragione il Dap quando sostiene che non erano comunque divulgabili, quindi Delmastro non può restare lì, oppure Nordio pur di proteggere quei due si carica di una responsabilità enorme: negare le ragioni stesse del 41 bis, pensato proprio per non consentire ai detenuti costretti al carcere duro di comunicare con l’esterno. Siamo noi del Pd che stiamo difendendo quello strumento indispensabile contro la mafia e il terrorismo, non chi ha spiattellato ai quattro venti conversazioni riservate per colpire avversari politici".
Se il Guardasigilli continuerà sulla linea della reticenza, alzerete il tiro e proverete a sfiduciarlo?
"Intanto abbiamo chiesto che torni in Parlamento. Il primo discorso è stato imbarazzato e imbarazzante, ora dovrà dire in modo netto se ha o no il controllo del suo ministero".
E lo dimostrerà mandando via il sottosegretario alla Giustizia?
"Vorrei che fosse chiara una cosa: alla luce di quanto accaduto, qui c’è in ballo la qualità della democrazia".
Crede che sia in pericolo?
"Quando il principale partito di governo sferra in maniera compatta, con metodi squadristi, un attacco al primo partito d’opposizione, non può che scattare un allarme. Spero che oggi Giorgia Meloni interrompa il suo silenzio e pronunci parole limpide di condanna, altrimenti sarà complice dello scempio che hanno fatto dello stato di diritto e dell’avvelenamento dei pozzi nel confronto politico".
Col suo prolungato tacere la premier ha voluto coprire i suoi fedelissimi e colleghi di partito?
"Non c’è dubbio. E lo stesso vale per gli ultimi atti di Nordio, ma entrambi possono ancora sanare questa ferita, mandando via Delmastro e Donzelli e scusandosi al posto loro non solo per aver infangato l’onorabilità e la storia del Pd, ma per aver prodotto un grave vulnus istituzionale".
Tuttavia era opportuno, visto il clima intorno all’anarchico Cospito, che quattro parlamentari del Pd andassero a parlarci in carcere?
"Non solo i nostri hanno spiegato le ragioni e i dettagli di quella visita, ma è una prerogativa dei parlamentari mai sindacata da nessuno. E lo stesso è avvenuto sia quando la destra andava da Dell’Utri condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, sia quando il deputato Donzelli legittimamente non andava in carcere a trovare suo fratello".