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Il caso Delmastro riunisce le opposizioni, Renzi e Conte col Pd: pronti a sfiduciarlo

(ansa)
Terzo Polo, 5 Stelle e Pd d'accordo in maniera compatta su una azione parlamentare e annunciano il voto sulla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario agli Interni
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Giovanni Donzelli e Andrea Delmastro, i protagonisti del "Cospitogate" che hanno spifferato in giro documenti riservati per accusare il Partito democratico, hanno ottenuto un effetto che sa quasi di miracolo: compattare le opposizioni, da Matteo Renzi e Carlo Calenda a Giuseppe Conte, attorno alla difesa dei dem accusati da Fratelli d'Italia di "aiutare i mafiosi".

Quasi mai Terzo Polo, 5 Stelle e Pd si sono trovati d'accordo in maniera compatta su una azione parlamentare in questa legislatura: e adesso annunciano il voto sulla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario agli Interni Delmastro. Due testi sono stati già presentati a Montecitorio da 5 stelle e Pd e potrebbero adesso essere unificati in conferenza dei capigruppo alla Camera per calendarizzare il voto. Dal Terzo Polo trapela l'intenzione di "non presentare un altro testo, ma votare in caso quello del Pd".

In ogni caso le dichiarazioni di questi giorni dei le…

Giovanni Donzelli e Andrea Delmastro, i protagonisti del "Cospitogate" che hanno spifferato in giro documenti riservati per accusare il Partito democratico, hanno ottenuto un effetto che sa quasi di miracolo: compattare le opposizioni, da Matteo Renzi e Carlo Calenda a Giuseppe Conte, attorno alla difesa dei dem accusati da Fratelli d'Italia di "aiutare i mafiosi".

Quasi mai Terzo Polo, 5 Stelle e Pd si sono trovati d'accordo in maniera compatta su una azione parlamentare in questa legislatura: e adesso annunciano il voto sulla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario agli Interni Delmastro. Due testi sono stati già presentati a Montecitorio da 5 stelle e Pd e potrebbero adesso essere unificati in conferenza dei capigruppo alla Camera per calendarizzare il voto. Dal Terzo Polo trapela l'intenzione di "non presentare un altro testo, ma votare in caso quello del Pd".

In ogni caso le dichiarazioni di questi giorni dei leader sono state quasi unanimi a difesa del Partito democratico accusato da Donzelli e Dalmastro, con la protezione politica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di essere schierato dalla parte dei mafiosi che sostengono la battaglia contro il 41-bis dell'anarchico Alfredo Cospito.

Renzi è stato subito chiaro attaccando FdI: "Volete avere una visione moderna dello Stato, con una giustizia liberale, o volete rincorrere il giustizialismo forcaiolo di Donzelli e di Delmastro?". Carlo Calenda ha criticato il ministro Guido Crosetto che invocava ancora ieri unità contro gli attacchi allo Stato: "La questione è: ritieni o non ritieni che l'affermazione di Delmastro "la sinistra si inchina alla mafia" e quella equivalente di Donzelli siano appropriate per raggiungere l'unità che tanto auspichi?".

Giuseppe Conte ieri è tornato a chiedere le dimissioni di Delmastro: "Meloni deve imporre ai due suoi fedelissimi di dimettersi, perché quelle due persone hanno sbagliato".

Renzi e Calenda che dicono le stesse cose di Conte: un evento unico da diversi mesi a questa parte, forse anche da sempre. È questo il secondo miracolo politico che sono riusciti a compiere i due coinquilini di Fratelli d'Italia.


Intanto il Pd prima di presentare la mozione attende che in Parlamento torni il ministro della Giustizia Carlo Nordio per riferire sulla relazione del Dap e le intercettazioni divulgate da Fdi di Cospito che parla con alcuni mafiosi. Dopo sarà la conferenza dei capigruppo a fissare la data del voto sul testo di censura. Un voto che vedrà l'opposizione unita.