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Chi è Giovanbattista Fazzolari, il factotum appassionato di armi di Giorgia Meloni

Sempre insieme. Un tandem, fino alla corsa per Palazzo Chigi, per cui Fazzolari scrive il programma, da senatore e responsabile dell'ufficio Studi di Fratelli d'Italia
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È il factotum di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari. L'uomo che segue tutti i dossier caldi. Un po' ideologo, un po' "Gianni Letta di FdI", anche se lui (e non è l'unico a pensarla così) non si ritiene all'altezza del paragone. Non è stato promosso ministro, proprio per questo: permettergli di restare giorno per giorno al fianco della premier, che lo considera "la persona più intelligente che abbia conosciuto". Francesco Lollobrigida di lui dice: "È il mio migliore amico". È il perno del cerchio magico della leader. Da 25 anni.

Con la premier si incrociano ai tempi di Azione Giovani, fine anni '90. Fazzolari l'aiuta nella scalata alla cantera di Alleanza Nazionale. Il feeling scatta subito, il rapporto diventa simbiotico. Quando Gianfranco Fini designa Meloni ministra della Gioventù, quarto governo Berlusconi, Fazzolari, detto "Spugna" per l'approccio …

È il factotum di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari. L'uomo che segue tutti i dossier caldi. Un po' ideologo, un po' "Gianni Letta di FdI", anche se lui (e non è l'unico a pensarla così) non si ritiene all'altezza del paragone. Non è stato promosso ministro, proprio per questo: permettergli di restare giorno per giorno al fianco della premier, che lo considera "la persona più intelligente che abbia conosciuto". Francesco Lollobrigida di lui dice: "È il mio migliore amico". È il perno del cerchio magico della leader. Da 25 anni.

Con la premier si incrociano ai tempi di Azione Giovani, fine anni '90. Fazzolari l'aiuta nella scalata alla cantera di Alleanza Nazionale. Il feeling scatta subito, il rapporto diventa simbiotico. Quando Gianfranco Fini designa Meloni ministra della Gioventù, quarto governo Berlusconi, Fazzolari, detto "Spugna" per l'approccio da secchione e la capacità di incamerare informazioni, diventa il capo della segreteria tecnica del dicastero. Prima ancora, quando Meloni viene eletta vice-presidente della Camera, legislatura 2006-2008, era il suo consigliere giuridico a Montecitorio. Sempre insieme. Un tandem, fino alla corsa per Palazzo Chigi, per cui Fazzolari scrive il programma, da senatore e responsabile dell'ufficio Studi di Fratelli d'Italia.

Abituato alle sparate via tweet e agenzie (nel 2015 definì Mattarella un "aspirante demonio" e anche al governo non si è risparmiato, attaccando frontalmente la Bce), è schivo nei rapporti personali. Niente salotti. La sera monta in macchina e rincasa a Fregene, costa laziale. Delle sue passioni private si sa pochissimo. L'unica conosciuta: le armi. "Mi diverto e mi diletto nel mondo del tiro - raccontava un anno fa ospite di una fiera a Verona - E reputo che i legali possessori di armi meritino maggiore attenzione rispetto a quella che di solito hanno".

Favorevole a un allentamento dei requisiti per possedere il porto, nel 2021 mette a segno un colpo che lo rende popolare tra le aziende del comparto: riesce, dall'opposizione, a far decadere il divieto di utilizzo civile del calibro 9x19 per le pistole semiautomatiche. "Una svolta attesa da decenni", esulta, rilanciato dalla grancassa dei siti specializzati. Ma l'ultima sparata (smentita) è diventata un colpo a vuoto. E chissà come è stata commentata nella chat "PdcMeloni", creata da Fazzolari col sottosegretario Alfredo Mantovano, il capo di gabinetto Gaetano Caputi e il segretario generale Carlo Deodato. Una chat dove, ha raccontato il braccio destro di Meloni al Messaggero, "si parla di cose serie, ma anche di cazzeggio".