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Zelensky a Sanremo solo con un testo. Il compromesso dopo le polemiche

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In Rai assicurano che la decisione di inviare una lettera e non un videomessaggio è stata presa dall'Ucraina
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In Rai assicurano che no, loro non c'entrano: la decisione di inviare un testo scritto al Festival di Sanremo, anziché il videomessaggio che Volodymyr Zelensky avrebbe dovuto registrare per la serata conclusiva, è stata presa dalle autorità ucraine. Comunicata giovedì scorso dall'ambasciatore in Italia, Yaroslav Melnyk, al direttore dell'Intrattenimento Prime time Stefano Coletta, che con il diplomatico aveva già qualche giorno intavolato una trattativa sul tenore del contributo previsto al clou dell'evento nazionalpopolare più atteso della tv.



A propiziarlo era stato Bruno Vespa, che rivendica la paternità dell'iniziativa, ma non la sua esecuzione. Quasi a volersi tirare fuori. "Io ho fatto il postino", racconta a Repubblica il conduttore di Porta a Porta. "Zelensky mi ha fatto sapere che voleva intervenire a Sanremo. Ho trasmesso in azienda la richiesta e Amadeus lo ha invitato nella serata fi…

In Rai assicurano che no, loro non c'entrano: la decisione di inviare un testo scritto al Festival di Sanremo, anziché il videomessaggio che Volodymyr Zelensky avrebbe dovuto registrare per la serata conclusiva, è stata presa dalle autorità ucraine. Comunicata giovedì scorso dall'ambasciatore in Italia, Yaroslav Melnyk, al direttore dell'Intrattenimento Prime time Stefano Coletta, che con il diplomatico aveva già qualche giorno intavolato una trattativa sul tenore del contributo previsto al clou dell'evento nazionalpopolare più atteso della tv.



A propiziarlo era stato Bruno Vespa, che rivendica la paternità dell'iniziativa, ma non la sua esecuzione. Quasi a volersi tirare fuori. "Io ho fatto il postino", racconta a Repubblica il conduttore di Porta a Porta. "Zelensky mi ha fatto sapere che voleva intervenire a Sanremo. Ho trasmesso in azienda la richiesta e Amadeus lo ha invitato nella serata finale", prosegue. "Quindi ho messo in contatto Coletta con l'ambasciatore ucraino per trovare la soluzione migliore. Mi fa piacere che anche il pubblico sanremese possa essere messo a parte direttamente dell'atroce vicenda ucraina".

Dopo giorni di polemiche infuocate, la scelta di leggere un semplice testo scritto ha difatti il sapore di un nuovo compromesso, visto che il collegamento live con Kiev era stato escluso in partenza dai vertici Rai, nonostante i precedenti di Zelensky al Festival di Cannes, di Venezia e ai Golden Globes. D'altra parte Matteo Salvini era stato il primo ad augurarsi che "il palcoscenico della città dei fiori rimanga riservato alla musica". Seguito da Carlo Calenda - "Parrebbe molto strano vedere un presidente impegnato a difendere il suo Paese tra una canzone e l'altra" - e pure da Giuseppe Conte: "Non è necessario avere Zelensky in un contesto così leggero". Posizioni ostili, che non sono passate inosservate.

Tanto da alimentare più di un sospetto sul punto di caduta finale. "È una soluzione pilatesca che scontenta tutti", tuona non a caso da destra Maurizio Lupi. "Spero che non sia stata la Rai a chiedere un messaggio scritto di Zelensky anziché un video", rincara da sinistra il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, "altrimenti sarebbe umiliante per il pubblico italiano e per la Tv di Stato, non per il leader ucraino a cui va il nostro sostegno".

Ma il direttore dell'Intrattenimento, Stefano Coletta, giura che niente di tutto questo è avvenuto: "Dal momento in cui nell'intervista tra Vespa e Zelensky è emerso l'interesse del presidente ucraino, è iniziato un colloquio quotidiano con l'ambasciatore Melnyk", conferma il dirigente di Viale Mazzini. "Nel pomeriggio del 2 febbraio l'ambasciatore ha risposto che il presidente avrebbe preferito inviare un testo, che sarebbe stato letto da Amadeus". Trovata che, oltre alle proteste nei palazzi romani, scatena anche il sarcasmo di Mosca, dove il festival è seguito sin dai tempi dell'Unione Sovietica: "Può essere che vinca questo concorso musicale con un rap?", ironizza la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova. Parole che fanno andare su tutte le furie Pierferdinando Casini: "Sono riusciti a farsi ridicolizzare pure dai russi", attacca il senatore del Pd. "Credo che Biagio Agnes si rivolti nella tomba a pensare a come si sia ridotta la tv pubblica e per l'ignavia che ne caratterizza ogni decisione".

Tuttavia il direttore dell'Intrattenimento respinge ogni sospetto. Prima dice che il messaggio registrato di Zelensky era soltanto un'ipotesi: "Si era parlato di una modalità partecipativa, in video o in collegamento. Della possibilità che intervenisse di persona, mai". Quindi, precisa, nessuno in Rai ha mai pensato di intervenire per modificare il contributo inviato da Kiev: "Mi sembra complicato poterlo censurare. Il controllo di noi dirigenti è preventivo alla messa in onda di ogni programma", taglia corto Coletta, "ma sorrido all'idea di un dirigente Rai che possa censurare un presidente". È invece eccitatissimo Amadeus, cui toccherà farsi latore del messaggio: "Lo leggerò in ucraino, lingua che conosco perfettamente", scherza. Poi però si fa serio e conclude: "È molto romantico ricevere questa lettera".