FdI propone di insegnare il tiro a segno nelle scuole. Fazzolari nega, ma è bufera
di Lorenzo De Cicco e Antonio Fraschilla , di Lorenzo De Cicco e Antonio FraschillaROMA - Le pistole in mano ai ragazzini, il tiro a segno nelle scuole. È il modello del Pis, il partito ultra-nazionalista polacco, gemellato con Fratelli d’Italia nei Conservatori europei, che ad agosto ha proposto, tramite il ministro dell’istruzione Przemysaw Czarnek, "lezioni di tiro" per fare "familiarizzare con le arm" i bambini. Forse suggestionato dagli alleati di Varsavia, il sottosegretario all’Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari (FdI), braccio destro di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, avrebbe proposto al generale Franco Federici, consigliere militare della premier, di "fare un tavolo per un progetto di insegnamento del tiro a segno nelle scuole", secondo quanto riportato ieri da La Stampa. L’interessato ha smentito ieri mattina, ore 8.25, parlando di notizia "infondata", minacciando querele e raccontando che il progetto in cantiere verterebbe su "tutt’altro"» cio&egrav…
ROMA - Le pistole in mano ai ragazzini, il tiro a segno nelle scuole. È il modello del Pis, il partito ultra-nazionalista polacco, gemellato con Fratelli d’Italia nei Conservatori europei, che ad agosto ha proposto, tramite il ministro dell’istruzione Przemysaw Czarnek, "lezioni di tiro" per fare "familiarizzare con le arm" i bambini. Forse suggestionato dagli alleati di Varsavia, il sottosegretario all’Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari (FdI), braccio destro di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, avrebbe proposto al generale Franco Federici, consigliere militare della premier, di "fare un tavolo per un progetto di insegnamento del tiro a segno nelle scuole", secondo quanto riportato ieri da La Stampa. L’interessato ha smentito ieri mattina, ore 8.25, parlando di notizia "infondata", minacciando querele e raccontando che il progetto in cantiere verterebbe su "tutt’altro"» cioè sulla necessità di migliorare l’addestramento di militari e forze di polizia e di creare un canale privilegiato per reclutare gli atleti di queste discipline.
Il quotidiano di Torino ha confermato "parola per parola" il contenuto dell’articolo, mentre il sottosegretario ha parlato di "microfoni aperti" durante il colloquio con Federici a margine di una conferenza stampa, aggiungendo però di non voler fornire l’audio. Meloni, ad ogni modo, ha fatto scudo: "Fazzolari ha smentito, il caso non esiste". Così come il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Nella maggioranza però si è smarcato il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, uno abituato a imbracciare carabine nelle fiere. A Radio Capital ha parlato di una trovata "non illuminata". Anche l’opposizione ha attaccato Fazzolari. Il M5S ha parlato di "Far West nelle scuole", il Terzo Polo di un disegno per fornire agli istituti "meno libri e più armi", il Pd ha presentato un’interrogazione dal titolo: "«Libri e moschetto".
Non è la prima volta che col centrodestra al governo si discute della possibilità di introdurre il tiro a segno nelle scuole. Un primo progetto risale al 2010, si chiamava “Allenati per la vita” e prevedeva corsi facoltativi per gli studenti della Lombardia, tra cui il tiro con le pistole ad aria compressa. Nei depliant era citato il ministero della Difesa, guidato all’epoca da Ignazio La Russa. Il Miur di Mariastella Gelmini, dopo le polemiche, si dissociò, parlando di iniziativa autonoma dell’Ufficio regionale. A Vicenza invece una scuola aveva avviato un’attività extra in un poligono di tiro locale. Unico partito a difendere l’iniziativa, FdI.
La passione per le armi del sottosegretario Fazzolari comunque non è un mistero. A maggio il senatore era stato ospite d’onore della Fiera delle armi a Verona, accolto con interviste e applausi perché poco prima aveva fatto approvare, dall’opposizione, un emendamento per eliminare il divieto della cartuccia 9 per 19. "Mi diletto nel mondo del tiro — raccontava — e reputo che i legali possessori di armi debbano avere maggiore tutela". Poi si scagliava contro alcune proposte di legge che avrebbero introdotto "l’impossibilità di tenere le munizioni a casa". E chiedeva un allentamento delle regole per ottenere il porto d’armi. Norme troppo stringenti, a sentire Fazzolari, che però non hanno evitato la strage di Roma nella quale è morta anche Elisabetta Silenzi, amica di Meloni, uccisa in una sparatoria causata da un possessore di armi da poligono. Sempre a Verona il senatore prometteva, con una nuova maggioranza, di «togliere limitazioni insensate".
Fazzolari è stato anche socio accomodante insieme al tesoriere di FdI Roberto Mele in una società che offriva consulenza anche nel settore militare e che aveva un nome che era un programma: Ares, il nome del dio della guerra e delle armi.