Regionali, l'appello di Ciani: "Un voto per la pace: tutti alle urne alle 11 per ricordare l'articolo della Costituzione contro la guerra"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniCon la bandiera della pace sullo sfondo il deputato Paolo Ciani lancia un appello agli elettori in vista delle elezioni di Lazio e Lombardia. "Andate a votare alle 11, qualsiasi lista vogliate scegliere ", scandisce nel video in cui promuove l'iniziativa rivolta ai cittadini delle due regioni al voto. Un gesto simbolico: 11 come l'undicesimo articolo della Costituzione, quello che fissa il principio secondo cui "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"
L'obiettivo della proposta - spiega il deputato romano - è quello di "promuovere un gesto pacifista in occasione di un appuntamento democratico molto importante". Le elezioni cadono a pochi giorni dall'anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina. "Sarà una modalità particolare per esprimere, oltre al voto per le regionali, la nostr…
Con la bandiera della pace sullo sfondo il deputato Paolo Ciani lancia un appello agli elettori in vista delle elezioni di Lazio e Lombardia. "Andate a votare alle 11, qualsiasi lista vogliate scegliere ", scandisce nel video in cui promuove l'iniziativa rivolta ai cittadini delle due regioni al voto. Un gesto simbolico: 11 come l'undicesimo articolo della Costituzione, quello che fissa il principio secondo cui "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"
L'obiettivo della proposta - spiega il deputato romano - è quello di "promuovere un gesto pacifista in occasione di un appuntamento democratico molto importante". Le elezioni cadono a pochi giorni dall'anniversario dell'inizio della guerra in Ucraina. "Sarà una modalità particolare per esprimere, oltre al voto per le regionali, la nostra volontà che venga presto la pace".
Ciani, segretario di Demos (Democrazia Solidale), da anni legato alla Comunità di Sant'Egidio, è stato uno dei 46 deputati a votare contro il decreto con cui a gennaio la Camera ha autorizzato il governo all'invio di armi a Kiev. "Sono solidale con gli ucraini che da un anno stanno subendo un'invasione ingiustificata", chiarisce. "Ma allo stesso tempo sono molto preoccupato che l'Italia e l'Europa con il passare dei mesi abbiano apertamente abbandonato la ricerca di una via diplomatica".
Una scelta, quella del deputato romano, presa contro il suo gruppo di appartenenza (il Partito democratico), ma in linea con le posizioni sull'invio di armamenti portate avanti dalla galassia cattolico-pacifista. "Ritengo - aggiunge - che accanto ad un sostegno militare ci debba essere un sostegno di carattere umanitario. In quell'occasione feci notare come si sia prolungato il lancio delle armi e come non si sia prolungato il decreto di accoglienza per i profughi che scade i primi di marzo".