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“Sì al salario minimo”. Bonaccini raccoglie l’assist di Calenda

Nella sfida per le primarie pd Schlein è in testa nelle grandi città. La replica del comitato del governatore: “Lei vince solo nella Ztl”
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ROMA - Ormai è quasi un duetto. Uno lancia l’idea, l’altro risponde: facciamolo. E viceversa. Una sintonia che diventa, giorno dopo giorno, sempre più evidente. Specie su alcuni temi, dov’è più facile incontrarsi. Sui quali — è opinione d’entrambi — avviare subito un percorso comune in Parlamento, così da gettare le basi per un accordo più ampio in chiave elettorale.


Prove tecniche d’intesa all’opposizione? Non è un mistero, e loro non fanno nulla per nasconderlo: Stefano Bonaccini e Carlo Calenda si sentono spesso. Convinto, il secondo, che sarà il primo a conquistare la leadership del Pd. E che per allargare le crepe della maggioranza si debba colpire uniti, individuando un terreno di lotte condivise. Ecco perché "l’ho detto a Bonaccini", ha rivelato l’altro giorno il capo del Terzo polo a Metropolis, il web-talk del gruppo Gedi: "Facciam…

ROMA - Ormai è quasi un duetto. Uno lancia l’idea, l’altro risponde: facciamolo. E viceversa. Una sintonia che diventa, giorno dopo giorno, sempre più evidente. Specie su alcuni temi, dov’è più facile incontrarsi. Sui quali — è opinione d’entrambi — avviare subito un percorso comune in Parlamento, così da gettare le basi per un accordo più ampio in chiave elettorale.


Prove tecniche d’intesa all’opposizione? Non è un mistero, e loro non fanno nulla per nasconderlo: Stefano Bonaccini e Carlo Calenda si sentono spesso. Convinto, il secondo, che sarà il primo a conquistare la leadership del Pd. E che per allargare le crepe della maggioranza si debba colpire uniti, individuando un terreno di lotte condivise. Ecco perché "l’ho detto a Bonaccini", ha rivelato l’altro giorno il capo del Terzo polo a Metropolis, il web-talk del gruppo Gedi: "Facciamo insieme una battaglia per introdurre subito il salario minimo a 9 euro. Il M5S ci sta, io pure".

E il governatore, che l’aveva già inserito in cima alla sua piattaforma congressuale, a DiMartedì ha rilanciato: "La prima cosa che farà il Pd se sarò segretario è raccogliere le firme per una legge d’iniziativa popolare per introdurre il salario minimo legale". Idem sulla sanità, da sempre chiodo fisso del presidente emiliano. "Per l’anniversario del lockdown organizziamo una grande manifestazione per celebrare lo straordinario lavoro di medici e infermieri e chiedere di rafforzare organici, retribuzioni e ospedali, che vanno difesi dai tagli scandalosi del governo", la proposta di Calenda. "Facciamola", la replica di Bonaccini a Metropolis.


Certo, prima dovrà vincere le primarie. Una traversata che si sta rivelando meno tranquilla del previsto. Sebbene nel voto dei circa 25mila iscritti che si sono fin qui espressi il governatore è 12 punti avanti — 49 a 37% — in diverse città medie e grandi Elly Schlein è balzata in testa. Il che galvanizza i suoi sostenitori, fiduciosi nel sorpasso: se non nei circoli, dove comunque si proverà a recuperare, ai gazebo del 26 febbraio. Quando a contare sarà il voto d’opinione, più che quello d’apparato.


Al momento la deputata è avanti a Milano (36,3% a 27,5), a Siena (50,6 a 36.9), a Venezia (51 a 33), a Genova (62,3 a 31,8), La Spezia (58,2 a 28,9), mentre a Bologna è testa a testa: 45,5 Bonaccini, 45 Schlein. Risultati ancora parziali, che tuttavia non sembrano preoccupare gli avversari. "In tutta Italia il vantaggio di Stefano è ampio, solido e si sta consolidando", assicura Dario Nardella, capo del Comitato. "Già più ampio del distacco con cui Renzi vinse contro Cuperlo e Zingaretti contro Martina", precisa il senatore Alfieri.


C’è soprattutto un dato che gonfia d’orgoglio i Bonaccini boys: Schlein va meglio nei quartieri bene, più ci si allontana dal centro più cala, mentre il presidente emiliano cresce. Qualche esempio. Nel capoluogo lombardo, al circolo Aniasi di Corso Garibaldi, lei prende 47 voti, lui 29. Ma a Milano Bollate il rapporto si inverte: Bonaccini 36, Schlein 12. Idem nel capoluogo piemontese. A Torino 7, circolo sui colli, la deputata incassa 63 preferenze, il governatore 49; però a Barriera di Milano finisce al contrario: 12 a 50. Velenosissima e un po’ scontata la battuta: "Schlein è come il vecchio Pd: vince nella Ztl, perde in periferia".