Il primo è stato Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Poi Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura e deputato di FdI. Fino a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. La richiesta - a cui si sono aggiunti altri espinenti del centrodestra - è la stessa per tutti: ricordare le foibe nella serata di Sanremo di venerdì sera. E proprio per tramandare la memoria del 10 febbraio, la premier Giorgia Meloni ha firmato il Dpcm con cui viene isituito il comitato per ii coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo istriano, fiumano e dalmata. Inoltre, da domani alle 18 Palazzo Chigi sarà illuminato con il tricolore.
Sangiuliano: "Ricordare le foibe a Sanremo"
"Il 10 febbraio è la giornata dedicata al ricordo dell'orrore delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Sono rispettosissimo dell'autonomia dell'arte e del lavoro culturale degli artisti. Ma da cittadino, prima che da ministro, credo sarebbe un gesto importante che il Festival di Sanremo dedicasse un momento, domani sera, proprio al Giorno del Ricordo", ha dichiarato il ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, rivolgendo un appello agli organizzatori del Festival di Sanremo affinché si dedichi uno spazio, all'interno dell'evento, al giorno del ricordo delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.
L'appello di FdI
Anche Fratelli d'Italia, con il capogruppo Tommaso Foti, ha rilanciato su un tema caro alla destra: Sanremo, chiede, renda omaggio alle vittime delle foibe. "Il Festival di Sanremo ha domani l'occasione di rendere omaggio a quegli italiani che, per tanti anni, hanno vissuto il dramma di essere esuli in Patria. Il Giorno del Ricordo, che ricorre il 10 Febbraio, è stato istituito infatti per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale", afferma Foti. "Sergio Endrigo, compianto artista protagonista per anni sul palco dell'Ariston, visse di persona questa tragedia e ci ha raccontato il dramma di lasciare la propria terra nel celebre brano "1947". Sarebbe davvero bello farlo riascoltare domani a tutti gli italiani in prima serata, ad ottanta anni dall'inizio della pulizia etnica da parte dei partigiani".
A fare la stessa richiesta sulle foibe è Federico Mollicone di FdI. Che però commenta anche il brano di Fedez: "Secondo me quella canzone è semplicemente brutta. Poi, per quanto riguarda gli attacchi agli esponenti di governo, penso che la definizione più giusta se la sia data da solo: 'comunista col Rolex'. Cerca il martirologio, ma non saremo di certo noi a darglielo...", dice all'Adnkronos il deputato e presidente della Commissione Cultura della Camera. I senatori di Fratelli d'Italia Lavinia Mennuni, Roberto Menia e Andrea De Priamo, condividono l'appello: "Sarebbe un bel segnale per l'Italia s "Come giustamente sottolineato dalle associazioni degli esuli, il Festival musicale di Sanremo ormai costituisce una vetrina per il lancio di messaggi di ogni tipo. Sarebbe pertanto auspicabile quanto doveroso - prosegue una nota - se nella kermesse musicale vista da milioni di italiani, molti dei quali giovani che spesso poco sanno delle foibe, fosse ricordata questa drammatica pagina della nostra storia nazionale per troppo tempo censurata. Sarebbe infine anche un modo per ricordare i grandi artisti giuliani-dalmati, attori e cantanti, come Laura Antonelli, Gianni Garko, Wilma Goich, Alida Valli, Sergio Endrigo, anche loro esuli che scelsero per amore dell'Italia di rimanere liberi ed italiani".
La Russa a Basovizza
Alla vigilia del Giorno del Ricordo, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha visitato la Foiba di Basovizza (Trieste) e ha incontrato due parenti di Norma Cossetto, la ragazza di Istria gettata in una foiba nell'ottobre del 1943, dopo essere stata torturata e stuprata dai partigiani jugoslavi, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.. "E' un ricordo che abbiamo sempre nel nostro cuore, ma veramente, non sono parole", ha detto La Russa.
Le proteste contro Fedez
Contro Fedez che ha strappato la fotografia di Bignami vestito da nazista, Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, spiega: "Non è che tutto è permesso a tutti. Lui ha usato la Rai, che è un palcoscenico di una tv pubblica. Un po' di senso del rispetto sarebbe stato utile. Anche l'attacco al ministro Roccella è stato sbagliato e tra l'altro non credo le sia stato dato spazio per difendersi". Secondo il leader di Noi moderati, "a Fedez serviva il gesto clamoroso affinché si parlasse di lui. Ma il festival di Sanremo è uno spettacolo di cultura nazionale, dove vigono due condizioni: il rispetto del pluralismo e nell'affermazione delle proprie idee il rispetto dell'altro. Io non continuerei ad invitarlo ma questa è la Rai e faccia quello che vuole. Anche se senza Fedez il festival non perde niente".