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Mollicone (FdI) contro l'Archivio degli anarchici: "Inneggia a Cospito, di storico non ha nulla". Interrogazione del Pd

Federico Mollicone 
Per il presidente della commissione Cultura il centro di Imola che conserva 8mila testi, tra cui scritti di Nenni, Pertini e Calamandrei, conterrebbe contenuti di stampo sovversivo
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La scure contro gli anarchici si abbatte anche contro l'Archivio storico di Imola, centro che da anni conserva la storia del movimento libertario italiano. Per Federico Mollicone di Fratelli d'Italia, presidente della commissione Cultura, il contenuto dell'Archivio va verificato. Il motivo: secondo il deputato di FdI ospiterebbe interventi della galassia a sostegno della liberazione di Alfredo Cospito, che - sostiene Mollicone - "di storico non hanno proprio nulla". Anzi, il sospetto di Mollicone è che possa avere contenuti di stampo sovversivo. 

L'Archivio di Imola in realtà dal 1985 - anno della sua fondazione - conserva gli scritti di personaggi che hanno fatto la storia della Repubblica. Esponenti non sempre riconducibili al pensiero anarchico, tantomeno di stampo sovversivo, come Pietro Nenni, Sandro Pertini, Piero Calamandrei e Enzo Tortora. Il Centro oggi può contare su un patrimonio di importanza decennale: ottomila volumi, …

La scure contro gli anarchici si abbatte anche contro l'Archivio storico di Imola, centro che da anni conserva la storia del movimento libertario italiano. Per Federico Mollicone di Fratelli d'Italia, presidente della commissione Cultura, il contenuto dell'Archivio va verificato. Il motivo: secondo il deputato di FdI ospiterebbe interventi della galassia a sostegno della liberazione di Alfredo Cospito, che - sostiene Mollicone - "di storico non hanno proprio nulla". Anzi, il sospetto di Mollicone è che possa avere contenuti di stampo sovversivo. 

L'Archivio di Imola in realtà dal 1985 - anno della sua fondazione - conserva gli scritti di personaggi che hanno fatto la storia della Repubblica. Esponenti non sempre riconducibili al pensiero anarchico, tantomeno di stampo sovversivo, come Pietro Nenni, Sandro Pertini, Piero Calamandrei e Enzo Tortora. Il Centro oggi può contare su un patrimonio di importanza decennale: ottomila volumi, duemila riviste millecinquecento manifesti; ma anche film, documentari, registrazioni audio e raccolte musicali. Un patrimonio che nel 2010 gli ha consentito di entrare nella lista dei luoghi di "interesse storico" del ministero della Cultura. Ora quel riconoscimento viene messo in discussione. 

La teoria del presidente della commissione Cultura, in sintesi, è quella secondo cui l'archivio anarchico svolgerebbe una funzione di propaganda sovversiva anziché di studio e ricerca. Più che una teoria, quella di Mollicone sembra una certezza: "Non contesterei l'importanza storica dell'Archivio se questo riguardasse solo documenti di carattere storico. Ma così non è", sostiene. "Sul sito dell'archivio storico convivono link e collegamenti ad altri siti di riviste anarchiche tuttora in pubblicazione, con interventi a favore di Alfredo Cospito e contro l'abolizione del 41 bis". Tutte attività "contemporanee, di organizzazioni attive nello scenario politico attuale". Nulla, insomma - secondo l'esponente di FdI - "che abbia a che vedere con il riconoscimento della storicità di questo archivio". 

Alcuni giorni fa Mollicone aveva invocato l'intervento del ministero della Cultura per chiedere che all'Archivio venisse revocato il riconoscimento di "bene di interesse storico". Il deputato ora fa sapere di aver portato la questione all'attenzione del dicastero guidato da Gennaro Sangiuliano. L'obiettivo, però, non è più la revoca dello status, quanto "la scissione dei documenti storici da quelli attuali". Il problema, secondo il deputato, è che all'interno del sito dell'archivio sarebbero presenti "collegamenti" a "siti di organizzazioni anarchiche che fanno politica". Il parlamentare, dunque, non si è limitato a chiedere l'intervento del ministero della Cultura, ma anche quello del Viminale per "valutare se ci sono testi inneggianti all'omicidio o al terrorismo". 

Il Pd annuncia un'interrogazione

Il Partito democratico ha annunciato un'interrogazione che chiama in causa proprio Sangiuliano. I dem chiedono al ministro "se non ritenga di intervenire per tutelare il patrimonio contenuto nell'archivio". Peccato che il ministero si sia già iniziato a muovere nella direzione indicata da Mollicone. "Ricordiamo al presidente che un archivio storico ha il preciso compito di conservare più carte possibile a scopo di studio, attività che nulla ha a che vedere con la propaganda e il dibattito politico", scrivono in una nota i parlamentari dem Toni Ricciardi e Irene Manzi.

L'archivio di Imola ha preferito non replicare alle accuse del deputato, ma sulla questione è intervenuto il Centro studi Giuseppe Pinelli che, come quello di Imola, da anni cura un archivio anarchico. "Si confonde innanzitutto il lavoro culturale degli archivi con la propaganda politica", si legge in un comunicato diffuso dopo le parole di Mollicone. "Se gli archivi non potessero preservare tutti i documenti esistenti in merito a un movimento politico, o riferiti a un certo periodo storico, che tipo di storia si finirebbe a fare?".