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Meloni a Bruxelles, Tinagli (Pd): "Il governo deve cambiare strategia: il sovranismo isola l'Italia e danneggia i cittadini"

Irene Tinagli, vicesegretaria del Pd e presidente della commissione Econ all'Europarlamento 
La vicesegretaria dem e presidente della commissione Econ all'Europarlamento, dopo l'esclusione della premier dal vertice di Parigi e il gelo a Bruxelles con Macron: "La presidente del Consiglio paga il doppio binario che ha voluto. Spero che il dialogo con la Francia continui"
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"La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rischia di isolare l'Italia in un momento molto delicato per il nostro Paese e alla vigilia di discussioni importanti in Europa che ci riguardano molto da vicino, su tutti il tema del Pnrr e quello dei vincoli di bilancio". Irene Tinagli, vicesegretaria del Partito democratico e presidente della commissione Econ all'Europarlamento, è molto preoccupata per le tensioni crescenti tra Italia e Francia e in generale con i paesi forti dell'Ue.

Onorevole Tinagli, teme ci sia già un isolamento dell'Italia dopo il caso Zelensky e l'incontro organizzato a Parigi da Emmanuel Macron senza invitare la presidente Meloni?
"Penso di sì e questo isolamento è frutto della politica recente italiana. La premier all'inizio sembrava voler proseguire in una strategia del doppio binario nei rapporti con l'Europa: su alcuni temi rassicurare, difendendo l'Ucraina o invocando prudenza sul bila…

"La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rischia di isolare l'Italia in un momento molto delicato per il nostro Paese e alla vigilia di discussioni importanti in Europa che ci riguardano molto da vicino, su tutti il tema del Pnrr e quello dei vincoli di bilancio". Irene Tinagli, vicesegretaria del Partito democratico e presidente della commissione Econ all'Europarlamento, è molto preoccupata per le tensioni crescenti tra Italia e Francia e in generale con i paesi forti dell'Ue.

Onorevole Tinagli, teme ci sia già un isolamento dell'Italia dopo il caso Zelensky e l'incontro organizzato a Parigi da Emmanuel Macron senza invitare la presidente Meloni?
"Penso di sì e questo isolamento è frutto della politica recente italiana. La premier all'inizio sembrava voler proseguire in una strategia del doppio binario nei rapporti con l'Europa: su alcuni temi rassicurare, difendendo l'Ucraina o invocando prudenza sul bilancio. Su questi temi sembrava voler tranquillizzare Bruxelles. Mentre su altri temi a partire dall'immigrazione voleva tenere il binario sovranista che le consentiva di tenere buono il suo elettorato. Questo doppio binario non poteva reggere, perché con gli stessi interlocutori non puoi avere posture differenti in base al tema. La fiducia si costruisce a 360 gradi. Ci chiedevano quanto poteva durare, è in effetti è durato poco".

In Europa si è passati dalla foto di Mario Draghi, Macron e Olaf Scholz che in treno andavano a Kiev, alle foto con la faccia tesa di Meloni, isolata da vertici importanti. Come si è arrivati secondo lei a questo?
"Nel momento in cui il governo e la premier hanno provato a concentrarsi sul tema immigrazione è scoppiato lo scontro diplomatico con Francia e Germania. Sono posizioni che certo non sono passate inosservate in Europa. Il governo italiano paga anche una serie di leggerezze e di comportamenti poco istituzionali, per non parlare delle posizioni eterogenee degli alleati sulla guerra in Ucraina. In parte Meloni paga il doppio binario che ha voluto, ed anche lo scotto di avere una maggioranza che dimostra leggerezza nel maneggiare tematiche importanti, vedi il caso Donzelli e Delmastro. Le dichiarazioni ondivaghe e ambigue che ancora oggi Berlusconi e Salvini fanno, ultima la montatura del caso Zelensky a Sanremo, non aiutano a dare l'immagine di un governo compatto ed autorevole su queste tematiche. È evidente che l'Italia oggi non gode dell'autorevolezza di qualche mese fa quando ancora c'era Draghi a palazzo Chigi".

Ma al di là di qualche sgarbo, pensa davvero che l'Italia rischia l'isolamento di fronte a decisioni importanti nell'Ue?
"Già il fatto di essere esclusi da vertici importanti che riguardano la sicurezza europea e la politica estera dell'Ue penso sia già penalizzante, altro che semplici sgarbi. L'Italia su questi temi dovrebbe restare in prima fila, come lo è stata con il governo di Mario Draghi. Comunque è il futuro che preoccupa. Adesso ci sono dossier europei molto importanti che verranno discussi a Bruxelles".

Quali sono a Bruxelles i passaggi alle porte importanti  per il nostro Paese?
"In Europa si sta discutendo del futuro del patto di stabilità e delle nuove regole macroeconomiche. Queste sono partite fondamentale per il nostro futuro. Non è un caso se Draghi su questi temi aveva lavorato molto approfonditamente con tutti i suoi consulenti economici ed era arrivato a scrivere un documento congiunto con Macron. Un asse franco-italiano sulle regole di bilancio è stato un passaggio importantissimo. Adesso con il nuovo governo tutto è stato accantonato. Eppure con la Germania molto rigida su questi temi l'asse franco-italiano era ed è fondamentale. Poi c'è il tema del fondo sovrano, degli aiuti di Stato e del Pnrr e mi pare che il governo Meloni si sia concentrato solo sul cambiare il Pnrr e cambiare qualche progetto, quando sul tavolo ci sono partite molto importanti. Rischiamo di non portare a casa risultati utili per l'Italia".

Teme che i rapporti con la Francia siano davvero compromessi?
"Mi auguro che il dialogo vero continui, anche perché penso che anche la Francia debba avere vantaggio dai rapporti con l'Italia. Ma è il governo Meloni che deve cambiare strategia, e lo deve fare nel profondo: prendendo decisioni chiare su tutti i temi senza doppi binari e senza seguire la sua vera vena, quella sovranista che in Europa ci isola creando un danno a tutti gli italiani".