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Come si vota alle elezioni regionali 2023 in Lazio e Lombardia

Tutte le informazioni utili su quando e come votare. È ammesso il voto disgiunto, non è previsto il ballottaggio
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Sono quasi 13 milioni i cittadini di Lombardia e Lazio chiamati a votare per rinnovare il Consiglio regionale ed eleggere il presidente della Regione. Le urne sono aperte domenica 12 febbraio (dalle 7 alle 23) e lunedì 13 (dalle 7 alle 15). Sulle elezioni regionali pesa anche questa volta l'incognita astensione, ritenuta il vero nemico da battere.

Lombardia

E' un test politico non piccolo (circa il 26% dei 51 milioni di elettori italiani), e soprattutto riguarda due territori importanti. In Lombardia gli elettori sono circa 8 milioni. A sfidarsi qui sono quattro candidati: il governatore uscente Attilio Fontana, leghista, appoggiato da tutto il centrodestra; Pierfrancesco Majorino sostenuto da Pd, sinistra e Movimento 5Stelle; Letizia Moratti, ex assessora al Welfare della giunta Fontana, che corre per il Terzo Polo; Mara Ghidorzi di Unione Popolare.

Speciale regionali Lombardia

Lazio

Nel Lazio, dove a votare sono quasi 5 milioni di cittadini, la competizione…

Sono quasi 13 milioni i cittadini di Lombardia e Lazio chiamati a votare per rinnovare il Consiglio regionale ed eleggere il presidente della Regione. Le urne sono aperte domenica 12 febbraio (dalle 7 alle 23) e lunedì 13 (dalle 7 alle 15). Sulle elezioni regionali pesa anche questa volta l'incognita astensione, ritenuta il vero nemico da battere.

Lombardia

E' un test politico non piccolo (circa il 26% dei 51 milioni di elettori italiani), e soprattutto riguarda due territori importanti. In Lombardia gli elettori sono circa 8 milioni. A sfidarsi qui sono quattro candidati: il governatore uscente Attilio Fontana, leghista, appoggiato da tutto il centrodestra; Pierfrancesco Majorino sostenuto da Pd, sinistra e Movimento 5Stelle; Letizia Moratti, ex assessora al Welfare della giunta Fontana, che corre per il Terzo Polo; Mara Ghidorzi di Unione Popolare.

Speciale regionali Lombardia

Lazio

Nel Lazio, dove a votare sono quasi 5 milioni di cittadini, la competizione è tra l'ex presidente della Croce Rossa Francesco Rocca, cadidato di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia; Alessio D'Amato, assessore uscente alla Salute, appoggiato da Pd e Terzo Polo; Donatella Bianchi per il M5Stelle; Rosa Rinaldi di Unione Popolare e Sonia Pecorilli del Partito comunista italiano.

Speciale regionali Lazio

Niente ballottaggio

L'elezione sarà diretta e senza ballottaggio. Non ci sarà cioè un secondo tempo, come avviene per i sindaci: vince il candidato presidente che avrà ottenuto più voti. Il secondo classificato viene eletto immediatamente nel consiglio regionale.

La composizione del consiglio avviene su base proporzionale. Il territorio regionale viene diviso in tanti collegi quante sono le province di quella regione. Diversa l'attribuzione poi dei seggi per Lombardia e Lazio sulla base delle rispettive leggi elettorali. In Lombardia infatti le liste che appoggiano il governatore vincitore ottengono i 55% dei seggi ripartiti in modo proporzionale se il candidato ha avuto meno del 40% di consensi, se ottiene più consensi salgono al 60%.

Nel Lazio è più semplice: le liste pro neo governatore avranno un premio di 10 seggi (sui 50), che saranno ripartiti in modo proporzionale. Possono esserci correzioni per fare sì che ogni provincia abbia almeno un consigliere. Il rischio è che il neo presidente si ritrovi con una "anatra zoppa", ovvero una maggioranza difforme rispetto ai partiti che lo hanno sostenuto. E' accaduto ad esempio al governatore uscente, il dem Nicola Zingaretti nel 2018. E quindi si aprono i giochi delle alleanze in consiglio per governare.

Sì al voto disgiunto

Per le regionali infatti è possibile il voto disgiunto, ovvero si può votare un candidato presidente e una lista che ne appoggi un altro. L'elettore si trova sulla scheda elettorale il nome dei candidati presidenti e, nel riquadro corrispondente, quello della lista o delle liste che lo appoggiano.

Dove si può mettere la X

Può segnare con una "X" il nome del candidato presidente: in questo caso il voto non viene trasferito ad alcuna lista. Può altresì contrassegnare solo la lista, nel qual caso il voto si trasferisce anche al candidato presidente che la sostiene. Ma appunto si può scegliere un candidato e anche una lista che sostiene un altro candidato presidente: è il voto disgiunto.

Infine è possibile esprimere una o due preferenze, facendo però attenzione: se si sceglie la doppia preferenze, deve essere alternata per genere, ovvero maschile e femminile.