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D’Amato: “Alle elezioni regionali del Lazio partita aperta”. Ma Calenda accusa il Pd

Alessio D'Amato (ansa)

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Il leader del Terzo Polo: "I dem lo hanno lasciato solo sin dall'inizio"
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ROMA - "E io più di questo che dovevo fa’? Io c’ero. Sono loro che hanno lasciato solo D’Amato, ma dall’inizio", dice Carlo Calenda, nel retropalco. Loro sarebbero quelli del Pd. Garbatella, il quartiere di Giorgia Meloni, ex borgata, ora zona pop-chic di Roma. Il bar dei Cesaroni è a 100 metri dalla piazza dove Alessio D’Amato raduna i suoi, ultimo comizio per le Regionali. Piazza piccola, ma zeppa di militanti. Leader dem avvistati: zero. I candidati alla segreteria mandano un video. Ci sono molti Zingaretti boys, invece. E l’atmosfera, nonostante l’energia che sprizza il candidato governatore di Pd e Terzo Polo, è un po’ crepuscolare. Da ultimi giorni di un sistema di potere che ha governato a Roma per 15 anni: 5 alla Provincia, 10 alla Pisana. Quanto i sindaci Rutelli e Veltroni messi insieme. Clima da fine di un ciclo, ma chissà. D’Amato ci crede. Profonde entusiasmo in una serata fredda.

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ROMA - "E io più di questo che dovevo fa’? Io c’ero. Sono loro che hanno lasciato solo D’Amato, ma dall’inizio", dice Carlo Calenda, nel retropalco. Loro sarebbero quelli del Pd. Garbatella, il quartiere di Giorgia Meloni, ex borgata, ora zona pop-chic di Roma. Il bar dei Cesaroni è a 100 metri dalla piazza dove Alessio D’Amato raduna i suoi, ultimo comizio per le Regionali. Piazza piccola, ma zeppa di militanti. Leader dem avvistati: zero. I candidati alla segreteria mandano un video. Ci sono molti Zingaretti boys, invece. E l’atmosfera, nonostante l’energia che sprizza il candidato governatore di Pd e Terzo Polo, è un po’ crepuscolare. Da ultimi giorni di un sistema di potere che ha governato a Roma per 15 anni: 5 alla Provincia, 10 alla Pisana. Quanto i sindaci Rutelli e Veltroni messi insieme. Clima da fine di un ciclo, ma chissà. D’Amato ci crede. Profonde entusiasmo in una serata fredda.

È un politico vecchia maniera: 55 anni, viene dai Comunisti di Diliberto ma è stimato dal duo Calenda-Renzi per il pragmatismo. Fino a qualche mese fa non aveva social, altro che TikTok. Vanta da assessore alla Sanità un’ottima campagna vaccinale e "un tasso di letalità da Covid - ricorda - che era meno della metà rispetto al dato nazionale". Ma la partita è in salita, nonostante lui: il M5S va da solo, colpa del famoso inceneritore. E il vento spira a destra.


Calenda crede nel ribaltone, perché, dice, "di queste regionali non frega a nessuno, la gente guarda Sanremo". Scherza: "«Per attirare un po’ l’attenzione sono disposto perfino a dare un bacio a Bonelli". Risate. Finito l’intervento, si avvicina al leader dei Verdi che però respinge l’approccio: "Un bacio? No Carlo, meglio di no". Anche i “cocomeri” nel Lazio hanno avuto la loro micro-scissione: Fratoianni va con i 5Stelle. Si spera nella bassa affluenza. O nella capacità di mobilitazione che, dice il capo del Terzo Polo, "voi comunisti avete sempre avuto".


Zingaretti fa il motivatore: "Non è vero che senza M5S si perde, io qui ho vinto due volte. Non facciamo tornare la destra che in Regione comprava le Jeep con i soldi pubblici". Il riferimento è agli sperperi dell’era Polverini. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insiste sul voto disgiunto, consentito alle Regionali: "Votate anche altri partiti, ma scegliete D’Amato come presidente". Se il Pd perdesse anche la Pisana, il Campidoglio si ritroverebbe circondato da istituzioni di destra, dalla Regione al governo.

In piazza sbucano anche i due ex governatori del centrosinistra, Piero Badaloni e Piero Marrazzo. "Sono qui da militante - dice l’ex conduttore di Mi manda Rai3 - Nuove candidature? No, ho già dato. Ma per Alessio valeva la pena di esserci". D’Amato ringrazia. "Non siamo quelli della Ztl", arringa dal palco. Critica l’autonomia, ricorda la voragine finanziaria ereditata dalla destra. Rivendica i risultati contro il Covid: "Grazie al nostro modello non abbiamo avuto le bare di Bergamo". Solitario, forse finale, ma triste no: "Chiediamo il voto a testa alta, nulla è scontato".