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Al circolo genovese dove Schlein ha una maggioranza bulgara: "Ondata di speranza"

Il circolo Pd di Sestri Ponente 

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Agli iscritti al Pd di Voltri non interessa, per ora, la fuga a livello nazionale della mozione Bonaccini. E, a prescindere da quel che sarà dopo il 26 febbraio, nel capoluogo ligure il partito cresce 
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Nell'ultima delegazione della città, a Voltri, il mare dall'altra parte della strada e le gru del porto a occupare l'orizzonte, ci si racconta "come fossimo un paese, ci si conosce tutti" - è voce condivisa - ma nel circolo dem di quartiere si tiene al rigoroso rispetto della privacy degli iscritti. Al momento della firma sul verbale del congresso di circolo ("Votanti 49, 46 voti Schlein, 2 Bonaccini, uno Cuperlo", si riassume a fine giornata), nessuno rivendica o attribuisce la paternità dei tre voti finiti in minoranza. "Un'idea su chi siano ce l'abbiamo, ma ci fermiamo lì". Se la percentuale bulgara ottenuta dalla candidata della sinistra dem e i silenzi degli sconfitti stupiscono fino ad un certo punto, in una periferia di storia e militanza operaia, la discussione interna pare però dire tanto del momento del partito. A Genova, città laboratorio dove il Pd è rimasto primo partito anc…

Nell'ultima delegazione della città, a Voltri, il mare dall'altra parte della strada e le gru del porto a occupare l'orizzonte, ci si racconta "come fossimo un paese, ci si conosce tutti" - è voce condivisa - ma nel circolo dem di quartiere si tiene al rigoroso rispetto della privacy degli iscritti. Al momento della firma sul verbale del congresso di circolo ("Votanti 49, 46 voti Schlein, 2 Bonaccini, uno Cuperlo", si riassume a fine giornata), nessuno rivendica o attribuisce la paternità dei tre voti finiti in minoranza. "Un'idea su chi siano ce l'abbiamo, ma ci fermiamo lì". Se la percentuale bulgara ottenuta dalla candidata della sinistra dem e i silenzi degli sconfitti stupiscono fino ad un certo punto, in una periferia di storia e militanza operaia, la discussione interna pare però dire tanto del momento del partito. A Genova, città laboratorio dove il Pd è rimasto primo partito anche nel voto delle Politiche, in controtendenza sui dati nazionali e regionali, ma "forse non solo qui".

Una sessantina di iscritti, età media tra i cinquanta e i sessanta, a tirare le fila in questo circolo è un gruppo di trentenni "nati e cresciuti con il Pd, che al Pd chiedono ora spazio e coraggio", spiega il segretario Ugo Truffelli, 35 anni. Nonostante "i mesi terribili del partito", si fa cenno all'estate e al tonfo elettorale come agli sviluppi più recenti dello scandalo europeo, è anche da periferie come questa che si sta tirando la volata al congresso sul territorio. A fine programma delle convenzioni nei circoli, ai numeri, le nuove tessere registrate dalla federazione genovese sono quasi 600: tanti ex ritrovati, ma pure tanti militanti della prima ora. Rimane tutto da verificare il fatto che questa "ondata di speranza" - viene definita - si debba all'interesse crescente per la candidatura di Elly Schlein, ma almeno a Voltri la correlazione viene data per scontata. E non solo perché Schlein a livello locale ha doppiato Stefano Bonaccini, 60 a 30.

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"Se Elly da noi prende il 94 per cento, votata da ventenni e trentenni, qualcosa vorrà dire - riflette Viola Boero, 34 anni, tra gli iscritti - Sono anni che chiediamo un cambiamento, e ora è arrivato il volto perfetto per rappresentarlo". Non interessa, per ora, la fuga a livello nazionale della mozione Bonaccini, in netto vantaggio dal via alle convenzioni di circolo. Si fanno spallucce anche quando si fa notare che l'ultimo a imbarcare tanto entusiasmo e così tanti nuovi iscritti a bordo è stato il Matteo Renzi dem, ere geologiche fa. "Abbiamo finalmente una donna che parla di disuguaglianze, precarietà, redistribuzione, che apre al mondo e dice cose di sinistra. A Genova il Pd cresce perché questo rinnovamento c'è già stato nell'ultimo anno e mezzo, e i numeri ci dicono è la strada giusta da seguire anche nel Paese".

Se il partito genovese in congresso nei circoli non si è comunque risparmiato veleni, ricorsi e accuse incrociate tra mozioni ("Bonaccini parla di uscire dalla traversata del deserto, ma nel deserto ci ha accompagnato anche lui", è una stoccata tra le tante, tra i pro Schlein di Voltri), quello che è certo è che nella Genova dove il centrosinistra colleziona sconfitte dal 2015 il Pd sta crescendo. A prescindere da quel che sarà del mondo dem dopo il 26 febbraio, "non sappiamo se si possa definire un effetto congresso, o se sia il frutto del lavoro sul territorio per rinnovare il gruppo dirigente, aprire il confronto, tornare credibili nell'affrontare certi temi, a sinistra soprattutto", continua Truffelli, il segretario. "Ma è chiaro che la discussione di questi tempi ha risvegliato una voglia di partecipare che non va tradita. Pensavamo di esser morti, abbiamo riscoperto che un altro futuro è possibile". Così si dice, a salone del circolo già svuotato. E' denominato "Sala Rinascita": comunque andrà, un nome che vale già un congresso.