Affluenza elezioni regionali, ha già vinto l’astensione. Oggi urne aperte ancora fino alle 15
di Clemente Pistilli , di Clemente PistilliUn vincitore già c'è. Tanto nel Lazio quanto in Lombardia si voterà fino alle 15 di oggi. A trionfare alle regionali c'è però già un partito ed è quello degli astenuti. Come abbondantemente previsto e temuto. Tanto che alle 23 di domenica alle urne si era recato solo il 29,7% degli elettori, meno della metà rispetto alle elezioni del 2018.
Qualche differenza tra le due tornate elettorali c'è. Cinque anni fa si votava infatti in un solo giorno e le regionali coincidevano con le politiche. Oggi le urne resteranno aperte fino alle prime ore del pomeriggio. Il trend è comunque chiaro. I più a Roma hanno preferito dirigersi sulle spiagge di Ostia e a Milano sui Navigli piuttosto che prendere la scheda elettorale e recarsi ai seggi. Sia nelle piazze che sui social la campagna elettorale non ha coinvolto più di tanto i cittadini. A dominare è stata l'indifferenza. Un dato su cui …
Un vincitore già c'è. Tanto nel Lazio quanto in Lombardia si voterà fino alle 15 di oggi. A trionfare alle regionali c'è però già un partito ed è quello degli astenuti. Come abbondantemente previsto e temuto. Tanto che alle 23 di domenica alle urne si era recato solo il 29,7% degli elettori, meno della metà rispetto alle elezioni del 2018.
Qualche differenza tra le due tornate elettorali c'è. Cinque anni fa si votava infatti in un solo giorno e le regionali coincidevano con le politiche. Oggi le urne resteranno aperte fino alle prime ore del pomeriggio. Il trend è comunque chiaro. I più a Roma hanno preferito dirigersi sulle spiagge di Ostia e a Milano sui Navigli piuttosto che prendere la scheda elettorale e recarsi ai seggi. Sia nelle piazze che sui social la campagna elettorale non ha coinvolto più di tanto i cittadini. A dominare è stata l'indifferenza. Un dato su cui si riflette da tempo e che sta diventando uno dei principali problemi del Paese.
Avvisaglie c'erano state nello stesso 2018. Nicola Zingaretti venne confermato alla guida del Lazio, mentre il Pd subiva uno dei colpi più duri della sua storia alle politiche, con un 32,9% dei consensi, neppure due punti percentuali in più dello sfidante Stefano Parisi, mentre Attilio Fontana faceva per la prima volta ingresso al Pirellone, raccogliendo l'eredità di Roberto Maroni, con il 40,8% delle preferenze, lasciando il dem Giorgio Gori con un misero 29,1%. Nel Lazio però il presidente fu scelto soltanto dal 50,96% degli elettori e in Lombardia dal 59,23%. Affluenza bassa, ma di gran lunga migliore di quella che si va delineando attualmente.
"Andate a votare. È un'elezione importante, spero che l'affluenza sia adeguata", ha detto la premier Giorgia Meloni. "Chi rimane a casa, e non vota, non è vero che non sceglie, ma lascia che altri scelgano per se stesso e questo non è bello per una democrazia". le ha fatto eco il leader pentastellato Giuseppe Conte. "Votato! Sperando che siamo in tanti oggi e domani a farlo", ha twittato il dem Enrico Letta. Appelli lanciati anche dai candidati presidenti nelle due Regioni. Ma che al fotofinish possa essere abbattuto l'astensionismo sembrano crederci poco anche loro.
Domani si saprà chi governerà il Lazio e la Lombardia per i prossimi cinque anni. Fino all'ultimo giorno a Roma si sono dati battaglia soprattutto Alessio D'Amato, per il centrosinistra e il Terzo Polo, Francesco Rocca, per il centrodestra, e Donatella Bianchi, per i 5 Stelle. A Milano lo scontro è stato invece tra Attilio Fontana, per le destre, Pierfrancesco Majorino, per i giallorossi, e Letizia Moratti, per il Terzo Polo. A decretare il vincitore appare però già chiaro che sarà la minoranza dei cittadini.