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La Lega non è più il primo partito in Lombardia ma Salvini tira un sospiro di sollievo: nessun tracollo, anche nel Lazio tiene

Il Carroccio perde posizioni nella sua roccaforte ma la poltrona del segretario non vacilla più. Nel partito si ringrazia il ddl Autonomia di Calderoli: "Ha funzionato in vista del voto". Un doppio risultato che placherà i malumori interni, fuori i ribelli di Bossi dal nuovo consiglio regionale
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Il cigolio sulla poltrona di segretario federale della Lega di Matteo Salvini - a dicembre saranno dieci anni di dominio - è sparito: queste Regionali, in primis quelle della Lombardia, mandano via le nubi minacciose che si stavano avvicinando. Il Carroccio non è più il primo partito nella sua roccaforte, ma recupera terreno su Fratelli d'Italia rispetto al 26 settembre scorso. Il 16-17 per cento va più che bene specie se si pensa che i pessimisti prevedevano un risultato attorno, se non sotto, al 10 per cento. Attilio Fontana insomma non sarà un presidente commissariato dalla destra tricolore e mettendo insieme i voti di Lega e lista del presidente l'equilibrio è quasi perfetto.

Salvini arriva in via Bellerio alle 15,20, dopo un pranzo al 'solito' ristorante sardo poco lontano dalla sede coi collaboratori più stretti. Ha l'espressione sollevata, i primi numeri ufficiosi l'hanno rinfrancato, ad attenderlo al…

Il cigolio sulla poltrona di segretario federale della Lega di Matteo Salvini - a dicembre saranno dieci anni di dominio - è sparito: queste Regionali, in primis quelle della Lombardia, mandano via le nubi minacciose che si stavano avvicinando. Il Carroccio non è più il primo partito nella sua roccaforte, ma recupera terreno su Fratelli d'Italia rispetto al 26 settembre scorso. Il 16-17 per cento va più che bene specie se si pensa che i pessimisti prevedevano un risultato attorno, se non sotto, al 10 per cento. Attilio Fontana insomma non sarà un presidente commissariato dalla destra tricolore e mettendo insieme i voti di Lega e lista del presidente l'equilibrio è quasi perfetto.

Salvini arriva in via Bellerio alle 15,20, dopo un pranzo al 'solito' ristorante sardo poco lontano dalla sede coi collaboratori più stretti. Ha l'espressione sollevata, i primi numeri ufficiosi l'hanno rinfrancato, ad attenderlo al quartier generale ci sono lo stesso Fontana e Roberto Calderoli. "Aver portato a casa l'autonomia ha funzionato", è la lettura condivisa dagli astanti.

Poi ci sarebbe anche il Lazio, strappato al centrosinistra. Lì il Carroccio si attesta attorno al 9, come cinque anni fa. Lontano dai fasti delle Europee del 2019 quando superò il 40 per cento, ma era un'epoca fa, una congiunzione astrale irripetibile.

Con questo doppio risultato i malumori interni al Carroccio si placheranno. Umberto Bossi non tifava certo per la sconfitta del vecchio amico Fontana, ma la minoranza di Comitato Nord adesso avrà meno motivazioni pratiche per contestare la guida del 'Capitano'. E nel nuovo Consiglio regionale lombardo non ci saranno più i ribelli: tutte le nuove candidature erano state accuratamente vagliate e vidimate dal grande capo.