D'Alimonte: "Attenti alla Lombardia, se Moratti ruba voti a Meloni segnale per Fratelli d'Italia"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Se in Lombardia i consensi per Fratelli d'Italia fossero inferiori a quelli delle ultime politiche, perché Letizia Moratti pesca anche in quel partito, allora sarebbe un segnale per Giorgia Meloni. Significherebbe che non può contare ciecamente sul suo nuovo elettorato. Il risultato del voto nazionale del 2022 è stato clamoroso, ma è anche friabile". Roberto D'Alimonte, politologo, docente della Luiss, indica i possibili scenari. Le fibrillazioni nel governo? "Solo se Salvini venisse umiliato in casa sua, in Lombardia". A urne ancora aperte, è tempo di ipotesi. Ma un dato è certo: il crollo dell'affluenza è causato "dal distacco degli elettori, ma anche da candidati con poco appeal".
Professor D'Alimonte, l'affluenza nel primo giorno di voto per le regionali di Lombardia e Lazio è molto bassa: c'era da aspettarselo?
"Che la tendenza fosse questa c…
ROMA - "Se in Lombardia i consensi per Fratelli d'Italia fossero inferiori a quelli delle ultime politiche, perché Letizia Moratti pesca anche in quel partito, allora sarebbe un segnale per Giorgia Meloni. Significherebbe che non può contare ciecamente sul suo nuovo elettorato. Il risultato del voto nazionale del 2022 è stato clamoroso, ma è anche friabile". Roberto D'Alimonte, politologo, docente della Luiss, indica i possibili scenari. Le fibrillazioni nel governo? "Solo se Salvini venisse umiliato in casa sua, in Lombardia". A urne ancora aperte, è tempo di ipotesi. Ma un dato è certo: il crollo dell'affluenza è causato "dal distacco degli elettori, ma anche da candidati con poco appeal".
Professor D'Alimonte, l'affluenza nel primo giorno di voto per le regionali di Lombardia e Lazio è molto bassa: c'era da aspettarselo?
"Che la tendenza fosse questa c'era da aspettarselo, ma così bassa sorprende. Però va segnalato che l'affluenza è ormai al ribasso tanto alle politiche quanto alle amministrative e alle europee".
Sempre più forte è il distacco degli elettori?
"Sì, c'è un distacco dal voto, in questo caso collegato anche al fatto che i candidati non hanno molto appeal, non sono 'eccitanti'. In una fase di politica liquida come questa, il fattore personalità, leadership, candidati conta moltissimo. Non ci sono più i partiti che portavano al voto gli elettori, né ci sono le ideologie che li motivavano ad andare a votare. Il traino è tutto sulle spalle dei candidati, perciò devono essere attraenti. Non ci sono poi nemmeno 'issues' mobilitanti".
L'astensionismo quale schieramento favorisce?
"Credo sia trasversale. Anche perché c'è un altro motivo per il crollo della partecipazione".
Quale?
"La partecipazione crolla perché da tempo si sa chi avrebbe vinto, e cioè il centrodestra.
Salvo miracoli.
"Non ci sono miracoli in vista".
Se il centrosinistra non si allea, rischia di perdere sempre e comunque?
"Aassolutamente sì, così come è successo alle politiche a settembre. Anche in questa tornata elettorale, da un lato c'è un centrodestra unito e dall'altro un centrosinistra diviso. E' questo fattore che rende l'esito scontato. Tra l'altro, un centrosinistra che si separa in modi diversi in Lombardia e nel Lazio: Pd e 5Stelle si alleano in Lombardia e corrono ciascuno per sé nel Lazio, dove fino a ieri hanno governato insieme in Regione. Giochi surreali della politica italiana! In Lombardia Giuseppe Conte, il leader pentastellato, non aveva nessuna speranza di superare il Pd: alle politiche i grillini hanno ottenuto il 7,5%. Nel Lazio invece nel voto nazionale avevano raccolto il 15%, a fronte del 19,3% del Pd. Perciò è plausibile che il M5Stelle abbia voluto sfidare i Dem in questa regione, puntando a diventare il primo partito dell'opposizione".
Sono elezioni regionali, eppure molto rischiose per entrambi gli schieramenti?
"Di queste regionali l'analisi politica più interessante riguarda i rapporti di forza tra Lega e Fratelli d'Italia e quelli tra Pd e 5Stelle. In Lombardia il candidato del Terzo Polo, Letizia Moratti, è relativamente forte e rappresenta un elemento di disturbo per il centrodestra. Infatti su di lei confluiranno, secondo me, voti non solo da Forza Italia e dalla Lega, ma anche da FdI. Perciò è molto probabile che Meloni non otterrà in Lombardia lo stesso risultato positivo che ha avuto alle politiche".
D'altra parte se la vittoria di Meloni fosse troppo rumorosa, provocherebbe grossi problemi nel centrodestra?
"Potrebbe, certo. Ma la mia ipotesi è che questo accadrebbe nel caso in cui Meloni umiliasse Salvini a casa sua, in Lombardia.Il fattore Moratti non lo permetterà".
Autonomia e presidenzialismo risentiranno del voto?
"Non penso. Certamente Salvini continuerà a utilizzare il tema dell'autonomia insieme a quello fiscale per riguadagnare terreno. Ma non essendoci una vera alternativa, il governo Meloni non rischia".