Pd, scatta il 'var': processo ai leader dem post-regionali. Scintille tra Bonaccini e Schlein
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioScatta il "var" nel Pd e l'analisi della pesante sconfitta alle regionali si trasforma in un processo ai leader che hanno governato il partito fin qui. Il risultato non è solo da metabolizzare, consolandosi con la tenuta dei dem che hanno ottenuto qualche decimale in più in lista rispetto al 19,1% di cinque mesi fa alle politiche: in Lombardia il 21,82% e nel Lazio il 20,25%.
La consegna di Letta al suo successore
C'è da rilanciare e rifondare un Pd disastrato, che gli elettori hanno di nuovo punito o abbandonato astenendosi. Enrico Letta, il segretario uscente, si è fatto da parte. E al suo successore lascia una consegna: "Il Pd è il perno per costruire una alternativa alla destra. Dal Pd non si prescinde, non abbiamo fatto e non faremo la fine dei socialisti francesi". Ma tocca ora a Stefano Bonaccini o a Elly Schlein, i due sfidanti alle primarie nei gazebo del 26 febbraio, indicare la strada della riscossa. Son…
Scatta il "var" nel Pd e l'analisi della pesante sconfitta alle regionali si trasforma in un processo ai leader che hanno governato il partito fin qui. Il risultato non è solo da metabolizzare, consolandosi con la tenuta dei dem che hanno ottenuto qualche decimale in più in lista rispetto al 19,1% di cinque mesi fa alle politiche: in Lombardia il 21,82% e nel Lazio il 20,25%.
La consegna di Letta al suo successore
C'è da rilanciare e rifondare un Pd disastrato, che gli elettori hanno di nuovo punito o abbandonato astenendosi. Enrico Letta, il segretario uscente, si è fatto da parte. E al suo successore lascia una consegna: "Il Pd è il perno per costruire una alternativa alla destra. Dal Pd non si prescinde, non abbiamo fatto e non faremo la fine dei socialisti francesi". Ma tocca ora a Stefano Bonaccini o a Elly Schlein, i due sfidanti alle primarie nei gazebo del 26 febbraio, indicare la strada della riscossa. Sono loro infatti i più votati nei circoli, primo round del congresso dem, anche se mancano ancora gli iscritti laziali e lombardi che hanno avuto una settimana in più per esprimersi, a causa del voto alle regionali. Bonaccini ha avuto il 54,3% e Schlein il 33,7. E la partecipazione è stata buona: hanno già votato 130 mila tesserati. Adesso occhi puntati sui gazebo, che assegneranno la leadership dem.
Scintille tra Bonaccini e Schlein
Tra Bonaccini e Schlein sono scintille. Schlein accusa la nomenklatura del partito di avere "fossilizzato il Pd, che perciò va decarbonizzato". Boccia tutto il gruppo dirigente, anche "l'usato sicuro" Bonaccini che è stato "parte integrante del gruppo dirigente che ha governato il Pd negli ultimi dieci anni". Invita a evitare fotoritocchi, mentre bisogna ricostruire dalle fondamenta il partito e restituirgli una identità di sinistra. Segnala che solo lei non è mai appartenuta al gruppo dirigente. Risponde ironico il governatore emiliano-romagnolo, ricordando che Schlein è una nuova recluta: "Se non sei neanche iscritto al partito fai fatica a far parte di un gruppo dirigente". Poi mitiga: "Se vinco chiederò a Schlein di darmi una mano e se vincerà lei io le darò una mano senza chiedere nulla". Bonaccini tende la mano anche agli altri due competitor arrivati rispettivamente terzo e quarta: Gianni Cuperlo e Paola De Micheli. Su chi confluiranno i loro voti ai gazebo?
Bonaccini e la stoccata a Calenda
Ma la questione delle questioni è quale sinistra si vuole costruire. "Se vogliamo diventare una sinistra minoritaria e ideologica serve a poco. Per vincere dobbiamo essere una sinistra riformista", è l'affondo di Bonaccini alla sfidante movimentista. Stoccata pure per Carlo Calenda del Terzo Polo e per i 5Stelle: "Il Pd ha perso nettamente, l'ho detto. Ma Calenda, come i Stelle, devono porsi il problema che, avendo perso peggio del Pd, senza il Pd non vanno da nessuna parte".
Processo anche ai dirigenti locali
Processo anche ai gruppi dirigenti locali, a cominciare da Bettini-Zingaretti-Orlando nel Lazio. Nicola Zingaretti, il governatore uscente ora deputato, rilancia: "Era già tutto chiaro, da tempo divisi e senza una credibile proposta di governo si perde sempre, in primo luogo perché il nostro popolo infastidito e non convinto, rimane a casa. Spero che quest'ultimo schiaffo porti tutti a riflettere ea voltar pagina".