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Derby nero dentro FdI. Rampelli incassa il voto e prova a riprendersi il partito nella capitale

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Il vicepresidente della Camera avrà in Ghera un fedelissimo nella giunta di Rocca
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ROMA - Seduti su un divanetto di Montecitorio Luca Sbardella, fedelissimo del ministro Francesco Lollobrigida, e Fabio Rampelli, il vicepresidente della Camera finito sul libro nero di Giorgia Meloni, discutono animatamente. Il derby delle fazioni dentro Fratelli d'Italia continua a dispetto del trionfo elettorale. Ma chi l'ha vinto nel Lazio, il cuore dell'impero meloniano? Il candidato forte di "Lollo", Giancarlo Righini, ha preso 38mila preferenze; quello di Rampelli, Fabrizio Ghera, 29mila. Dei ventidue consiglieri "Lollo" ne ha eletti venti, Rampelli due. Insomma, non c'è stata partita. "Però a Roma Ghera è stato il più votato. Non era facile" sussurra in Transatlantico, Rampelli. Nella Capitale, Ghera 19354 voti, Righini, 16782. Sul divanetto i volti sono tesi. Rampelli gesticola, sembra giustificarsi. Poi i due proseguono la discussione alla buvette.

Ora Rampelli chiederà di rivedere il commissari…

ROMA - Seduti su un divanetto di Montecitorio Luca Sbardella, fedelissimo del ministro Francesco Lollobrigida, e Fabio Rampelli, il vicepresidente della Camera finito sul libro nero di Giorgia Meloni, discutono animatamente. Il derby delle fazioni dentro Fratelli d'Italia continua a dispetto del trionfo elettorale. Ma chi l'ha vinto nel Lazio, il cuore dell'impero meloniano? Il candidato forte di "Lollo", Giancarlo Righini, ha preso 38mila preferenze; quello di Rampelli, Fabrizio Ghera, 29mila. Dei ventidue consiglieri "Lollo" ne ha eletti venti, Rampelli due. Insomma, non c'è stata partita. "Però a Roma Ghera è stato il più votato. Non era facile" sussurra in Transatlantico, Rampelli. Nella Capitale, Ghera 19354 voti, Righini, 16782. Sul divanetto i volti sono tesi. Rampelli gesticola, sembra giustificarsi. Poi i due proseguono la discussione alla buvette.

Ora Rampelli chiederà di rivedere il commissariamento della federazione romana, dove un esponente a lui vicino, Massimo Milani, un mese è stato sostituito da Giovanni Donzelli, quello del caso Cospito. Cosi ha voluto "Giorgia". Allo stesso tempo Rampelli, con enorme senso del partito, continua pubblicamente a ripetere che non ci sono correnti, perché "siamo tutti meloniani. Se avessi voluto fare una corrente tutti se ne sarebbero accorti perché non mi mancano le capacità organizzative, ma per farla occorrerebbe dissentire dalla linea politica del leader che invece mi rappresenta integralmente". Però, a un amico, a sera dice: "La politica è un brutto ambiente. E se ti accoltella un fratello ti fa più di un estraneo. È che io sono molto educato".

Con Ghera comunque Rampelli avrà un suo uomo nella giunta di Francesco Rocca. Entrerà nella stanza dei bottoni. Ma la star è Righini, mister preferenze. Viene da Velletri. Ha 53 anni. Vice direttore di banca. Del bancario ha i modi felpati. "Con Ghera siamo amici. Nel 2013 arrivai primo io, e lui secondo. Nel 2018 lui primo e io secondo. Ora io primo, lui secondo". Ghera, di rimando: "Siamo una grande squadra, poi ognuno porta il suo candidato, ma questo è normale in politica". Ghera ha 52 anni. Una vita in politica, già assessore con Gianni Alemanno a Roma. Si augura che il commissariamento possa rientrare. Fu un invito a votarlo, spacciato su carta intestata del partito, a far infuriare Meloni. Ci ripenserà? In tanti dubitano. "In Fratelli d'Italia ci sono due partiti. Una largamente maggioritario, l'altro di nicchia", rivela una fonte. Il derby doveva fare chiarezza. Ma ognuno rivendica la sua vittoria. Rampelli non ha certo vinto, ma rivendica di non avere perso. È probabile che ci sarà una tregua in un partito abituato solo a dire "grazie Giorgia".

Fratelli d'Italia nel Lazio ha ottenuto il 33,6 per cento. "Mi ricordo quando ero l'unico consigliere in Regione. Facevo tutto da solo. Nessuno mi considerava. Ne abbiamo fatta di strada". Con Lollobrigida si conoscono da trent'anni. "Io ero consigliere a Velletri, Francesco a Subiaco". E ora sono la classe dirigente del Paese.

Dice Ghera: "Gli elettori vogliono scelte nette. Noi le offriamo. Perciò i centristi sono in crisi. Perché stanno nel mezzo. Per prendere trentamila voti devi incontrare duecentomila persone. Battevo il territorio venti ore al giorno. Anche coop rosse, sindacalisti Cgil. E la gente era stanca della sinistra. Diceva che negli ultimi tempi non c'era stato ascolto. Zingaretti, impegnandosi nella segreteria pd, aveva mollato la presa". Righini concorda: "Le categorie mi dicevano: "Non ci ascoltano" Quelli più arrabbiati erano medici, infermieri. Eppure D'Amato insisteva nel dire che aveva fatto un buon lavoro".

Fabio Rampelli, 62 anni, fisico da nuotatore, sta lontano dalle piscine da un mese e mezzo. La vasca è stato il derby con Lollobrigida. Chi vinceva si prendeva il partito romano. "Se fosse stato vero quello che hanno imputato a Milani sarebbe stato gravissimo, ma non è vero, e la verità va ristabilita" è la sua tesi difensiva. La sua vicenda di resta un piccolo mistero. Lo scopritore di Giorgia ripudiato. L'unico mai promosso. Mai candidato. Né a Roma, né nel Lazio. Sbardella e Rampelli escono dalla buvette. Le loro strade si dividono.