Costantini: "Un incubo. Per effetto del decreto oggi tante imprese fermeranno il lavoro"
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - "Quello che sta avvenendo in questi minuti è talmente grave che non l'avrei immaginato nemmeno nel mio peggiore incubo". Dario Costantini, presidente di Cna, la confederazione che raggruppa 623 mila artigiani e piccole imprese, è convinto che il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che vieta la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, e blocca le operazioni di acquisto dei crediti incagliati da parte degli enti locali, fermerà il mercato immediatamente: "Domani mattina (oggi, ndr) tantissime imprese non usciranno con i furgoni a lavorare".
Non vi aspettavate una decisione di questo tipo da parte del governo?
"Le sto rispondendo con il telefono del nostro portavoce perché il mio ha la batteria esaurita: finora ho dovuto rispondere a tutte le telefonate arrivate da ogni parte d'Italia. No, non ne avevamo sentore, anche se certo ci aspettavamo delle risposte dal governo, avevamo pos…
ROMA - "Quello che sta avvenendo in questi minuti è talmente grave che non l'avrei immaginato nemmeno nel mio peggiore incubo". Dario Costantini, presidente di Cna, la confederazione che raggruppa 623 mila artigiani e piccole imprese, è convinto che il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che vieta la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, e blocca le operazioni di acquisto dei crediti incagliati da parte degli enti locali, fermerà il mercato immediatamente: "Domani mattina (oggi, ndr) tantissime imprese non usciranno con i furgoni a lavorare".
Non vi aspettavate una decisione di questo tipo da parte del governo?
"Le sto rispondendo con il telefono del nostro portavoce perché il mio ha la batteria esaurita: finora ho dovuto rispondere a tutte le telefonate arrivate da ogni parte d'Italia. No, non ne avevamo sentore, anche se certo ci aspettavamo delle risposte dal governo, avevamo posto queste tematiche, l'allarme sulle nostre 40 mila imprese in enorme sofferenza a causa di tutte le difficoltà legate alla cessione dei crediti".
Quante di queste imprese rischiano davvero la chiusura?
"Tutte e 40 mila. E sono imprese che hanno lavorato in osservanza di una legge dello Stato, facendo lo sconto in fattura perché era una possibilità prevista dalla normativa vigente. Si sono messe in gioco, hanno pagato i materiali, eseguito i lavori con tutte le difficoltà legate alle norme che in corso d'opera sono cambiate in continuazione, non sono state pagate, e adesso rischiano la chiusura".
L'intervento degli enti locali, a cominciare dalle Regioni, sarebbe stato d'aiuto, avrebbe potuto contribuire a risolvere la situazione dei crediti incagliati?
"Non sarebbe stata la risposta definitiva a un problema così grave, ma sarebbe stato comunque utile per alleviare il fardello dei crediti bloccati, a condizione che anche le banche coinvolte fossero a loro volta disposte a riprendere ad acquistare i crediti incagliati".
E ora invece?
"È necessario che lo Stato con urgenza si faccia carico di trovare una soluzione definitiva, considerato che l'ultimo intervento è stato inefficace".
Il governo vi ha convocati per lunedì. Cosa chiederete?
"Avevamo già iniziato a discutere, stavamo avviando un tavolo, e adesso arriva una decisione di questa portata: veniamo a sapere da una conferenza stampa che si mettono in sofferenza le imprese e tutte le famiglie dietro a queste imprese. E parlo anche dei cittadini che hanno deciso di efficientare il loro patrimonio edilizio. Il timore è che adesso si fermi tutto. Ogni volta che si è intervenuto in modo così repentino sul Superbonus e sugli altri bonus edilizi c'è stato uno stop immediato, in attesa di chiarezza. Domani i clienti ci chiameranno e ci chiederanno conto di quello che sta succedendo. E tutte le imprese che hanno già in mano i preventivi per i nuovi lavori rimarranno bloccate".