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Primarie Pd, scontro tra Bonaccini e Schlein sulla vecchia nomenklatura dem. Il governatore apre a Conte

Elly Schlein e Stefano Bonaccini (ansa)
Domenica prossima si vota per scegliere il nuovo segretario: preoccupa l'astensione ai gazebo. Il governatore a Firenze: "Bisogna cambiare il gruppo dirigente". La rivale a Roma: "Fermiamo l'autonomia differenziata"
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ROMA - Volata finale verso le primarie del Pd: stasera si chiudono i congressi dei circoli e, tra sette giorni, domenica prossima si vota nei gazebo. Ma il percorso è accidentato: la grana delle tessere gonfiate torna a tenere banco, dopo che a Caserta è stato sospeso il congresso dem su decisione della sezione civile del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo il ricorso di 400 militanti.   

E intanto la sfida tra i due competitor ai gazebo del 26 febbraio, Stefano Bonaccini e Elly Schlein entra nel vivo senza esclusione di colpi. Anche se per entrambi c'è un problema su tutti: portare a votare in piazza almeno 800 mila persone. Sarebbero comunque la metà di quanti nel 2019 si presentarono alle primarie per Nicola Zingaretti.

Bonaccini è a Firenze al Nelson Mandela Forum strapieno, con il sindaco Dario Nardella. Il governatore apre a Giuseppe Conte: "Ho apprezzato che nei giorni scorsi Carlo Calenda abbia detto che &e…

ROMA - Volata finale verso le primarie del Pd: stasera si chiudono i congressi dei circoli e, tra sette giorni, domenica prossima si vota nei gazebo. Ma il percorso è accidentato: la grana delle tessere gonfiate torna a tenere banco, dopo che a Caserta è stato sospeso il congresso dem su decisione della sezione civile del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo il ricorso di 400 militanti.   

E intanto la sfida tra i due competitor ai gazebo del 26 febbraio, Stefano Bonaccini e Elly Schlein entra nel vivo senza esclusione di colpi. Anche se per entrambi c'è un problema su tutti: portare a votare in piazza almeno 800 mila persone. Sarebbero comunque la metà di quanti nel 2019 si presentarono alle primarie per Nicola Zingaretti.

Bonaccini è a Firenze al Nelson Mandela Forum strapieno, con il sindaco Dario Nardella. Il governatore apre a Giuseppe Conte: "Ho apprezzato che nei giorni scorsi Carlo Calenda abbia detto che è pronto a collaborare su alcuni temi con le opposizioni, spero che si aggiunga Conte con gli amici del Movimento 5 Stelle: è giusto che su alcuni temi ci si metta insieme per fare opposizione". Poi Bonaccini lancia l'appello: "Dateci un'altra chance, dobbiamo ripartire. Mi aspetto che venga tanta gente a votare dalla Toscana". Quindi attacca: "Bisogna cambiare il gruppo dirigente nazionale che, vedo, nella sua gran parte non sostiene certamente me. Nulla di grave o di male, ci mancherebbe. Noi abbiamo bisogno di un nuovo gruppo dirigente perché veniamo da troppe sconfitte, e la coda lunga la si è vista anche nelle due principali regioni italiane, Lombardia e Lazio, con due sonore sconfitte dopo quella delle politiche. Prima che vinca io è bene che vinca il nostro partito - continua il governatore emiliano-romagnolo - Ai diritti civili si associno quelli sociali. Voglio un gruppo dirigente del Pd che consumi le suole delle scarpe e parli a tutti".

Schlein è a Roma al Testaccio, manifestazione affollata di circa duemila persone. Il leit motiv è: "Non abbiamo bisogno di nessun padrone delle tessere, dei circoli, delle persone e tantomeno delle donne". Sulla vecchia nomenklatura infatti i due incrociano le spade. Bonaccini aveva già replicato: "Franceschini, Orlando, Zingaretti, Bettini, Boccia coloro che sono stati al governo e hanno guidato il partito stanno tutti con Elly". Gelida la risposta di Schlein in una intervista al Corriere: "È una affermazione sessista, tipica di una società patriarcale, per cui se una donna si fa strada dev'essere sempre strumento di qualcun altro. Serve una rottura, una cesura netta con il passato. Preferisco cento volte i dirigenti che hanno capito che o si cambia o si muore, rispetto a quelli che accusano me e fingono di aver passato gli ultimi anni nei campi a raccogliere margherite, anziché nelle stanze dove si sono prese tutte le decisioni del partito, comprese le alleanze". Altro affondo sull'autonomia differenziata che il governatore emiliano-romagnolo aveva preso in considerazione, ma non certo nella versione del ministro leghista Roberto Calderoli. Schlein denuncia: "Lo dico a qualche nostro presidente di Regione: non ci serve cambiare alcuni tratti dell'autonomia differenziata, la dobbiamo fermare perché divide l'Italia e noi invece vogliamo ricucirla". Inoltre si dice convinta di vincere: "Ne sono assolutamente certa. Lo sento". Gli ultimi dati dei circoli diffusi ieri dalla commissione per il congresso presieduta da Silvia Roggiani, mostrano Bonaccini al 54% e Schlein a 33,9. Mentre Gianni Cuperlo e Paola De Micheli sono rispettivamente al 7,5 e al 4,4% su un totale di 132 mila iscritti votanti. Sempre ieri si sono chiuse le preiscrizioni per il voto online. Tuttavia le primarie aperte possono ribaltare i pronostici.