Addio al 'ping pong' delle leggi tra Camera e Senato, ecco il 'monocameralismo di fatto'
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniAddio al 'ping pong' tra Camera e Senato. Oggi la staffetta tra i due rami è stata sostituita da un più veloce "monocameralismo di fatto": una prassi consolidata, ormai, specchio di un sistema al bivio tra Costituzione e necessità di un iter snello e senza intoppi. L'espressione indica la prassi di emendare una legge solo in una delle due Camere, relegando la seconda ad un semplice funzione di ratifica. È successo per tutte le leggi approvate dall'inizio della legislatura. Le radici affondano nella lentezza dell'iter ordinario, ma stridono con i dettami costituzionali secondo cui le due Camere devono esercitare il potere in maniera collettiva.
Con il governo Meloni 10 legge emendate da una sola Camera
Si tratta dell'articolo 70 della Carta fondamentale, venuto meno nel corso degli ultimi anni. Anche durante il corso di questa legislatura. Da quando si è insediato il nuovo parlamento tutte e 10 le leggi approv…
Addio al 'ping pong' tra Camera e Senato. Oggi la staffetta tra i due rami è stata sostituita da un più veloce "monocameralismo di fatto": una prassi consolidata, ormai, specchio di un sistema al bivio tra Costituzione e necessità di un iter snello e senza intoppi. L'espressione indica la prassi di emendare una legge solo in una delle due Camere, relegando la seconda ad un semplice funzione di ratifica. È successo per tutte le leggi approvate dall'inizio della legislatura. Le radici affondano nella lentezza dell'iter ordinario, ma stridono con i dettami costituzionali secondo cui le due Camere devono esercitare il potere in maniera collettiva.
Con il governo Meloni 10 legge emendate da una sola Camera
Si tratta dell'articolo 70 della Carta fondamentale, venuto meno nel corso degli ultimi anni. Anche durante il corso di questa legislatura. Da quando si è insediato il nuovo parlamento tutte e 10 le leggi approvate sono state emendate solo da una Camera. All'altra è toccato giusto dare il via libera a decisioni già prese dal ramo che per primo ha esaminato il provvedimento: Montecitorio, nella maggior parte dei casi. Perché secondo i dati messi a disposizione da Openpolis, su un totale 360 proposte emendative, 257 sono state approvate alla Camera (il 71 per cento) e le altre 103 al Senato. Ciò significa che nella maggior parte dei casi Palazzo Madama si è limitata a dare l'ok alle modifiche di Montecitorio senza avere la possibilità di mettere bocca nel merito dei correttivi approvati in prima lettura dai deputati.
Il caso dell'ultima legge di bilancio
È il caso delle legge di bilancio approvata allo scadere del 2022. Ampiamente emendata dalla Camera (235 proposte di modifica approvate), ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato senza che quest'ultimo abbia avuto la possibilità di suggerire altre modifiche. Colpa soprattutto dei tempi stretti con cui il parlamento si è dovuto confrontare per evitare l'esercizio provvisorio.
Eliminata la 'navetta' parlamentare
In questo contesto, fatto di tempi stretti e scadenze brevi, l'eliminazione della cosiddetta 'navetta' parlamentare risulta la soluzione più efficace. Provò a stralciarla in maniera strutturale Matteo Renzi, all'epoca presidente del consiglio, con il referendum costituzionale del 2016, il quale - nei fatti - avrebbe abolito il bicameralismo perfetto e attenuato il 'ping pong' tra Camera e Senato.
Fallita la riforma, la prassi è rimasta. Già allora la maggior parte delle leggi venivano approvate con non più di due passaggi. Una tendenza, quella all'accelerazione, dimostrata anche dal progressivo svuotamento del dibattito parlamentare a favore dei provvedimenti proposti dal governo (via decreto o ddl) e molto spesso approvati con il voto fiducia, strumento che mette la pietra tombale su ogni tipo di emendamento proposto dalle Aule. Sempre secondo Openpolis, sulle 10 leggi approvate 9 state sono conversioni di decreti-leggi emanati dall'esecutivo, alcuni dei quali approvati dal parlamento attraverso la fiducia. Si tratta, ad esempio, del decreto aiuti quater del decreto Rave.
L'undicesimo provvedimento, invece, sarà il dl Ong. Già approvato con la fiducia alla Camera, ora passerà al Senato per il via libera definitivo. Ancora una volta i tempi sono stretti. Il provvedimento va approvato entro il 3 marzo, pena la sua decadenza. Due settimana alla deadline.