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La crisi di FI, Crosetto lavora al cantiere centrista per puntellare il governo in vista delle europee

Il ministro della Difesa Guido Crosetto (reuters)
Il ministro della Difesa sarebbe al lavoro con Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi alla creazione di un asse di centro che metta al riparo la maggioranza dalle fibrillazioni
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Il cantiere era pronto a partire subito, già nei giorni scorsi. In particolare venerdì scorso, quando il capogruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber ha di fatto "scomunicato" il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per le sue frasi pro Putin. Una scomunica arrivata con la sponda della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come rivelato da Repubblica. Di certo c'è che in casa Fratelli d'Italia si aspettavano uno smottamento immediato degli azzurri e c'è chi sussurra che con la regia del ministro degli Esteri Antonio Tajani un drappello di deputati e senatori era pronto a creare gruppi autonomi in Parlamento. "Ma lo smottamento però non c'è stato, tutti i deputati e i senatori hanno dato pieno sostegno a Berlusconi e Tajani è andato a Monaco da Weber e poi formalmente ha chiuso l'incidente mettendoci la faccia", sottolineano i falchi berlusconiani, sempre più convinti che il …

Il cantiere era pronto a partire subito, già nei giorni scorsi. In particolare venerdì scorso, quando il capogruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber ha di fatto "scomunicato" il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per le sue frasi pro Putin. Una scomunica arrivata con la sponda della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come rivelato da Repubblica. Di certo c'è che in casa Fratelli d'Italia si aspettavano uno smottamento immediato degli azzurri e c'è chi sussurra che con la regia del ministro degli Esteri Antonio Tajani un drappello di deputati e senatori era pronto a creare gruppi autonomi in Parlamento. "Ma lo smottamento però non c'è stato, tutti i deputati e i senatori hanno dato pieno sostegno a Berlusconi e Tajani è andato a Monaco da Weber e poi formalmente ha chiuso l'incidente mettendoci la faccia", sottolineano i falchi berlusconiani, sempre più convinti che il ministro forzista sia ormai la quinta colonna meloniana nel partito.

Comunque resta per la presidente del Consiglio e in fondo anche per Weber il problema di rafforzare il centro non solo per evitare fibrillazioni al governo, mettendo da canto l'asse Salvini-Berlusconi, ma anche in vista delle prossime europee per scongiurare un calo della deputazione popolare eletta a Bruxelles. Insomma oggi il problema è il futuro di Forza Italia. Così se il cantiere non è partito già, si sta lavorando alla sua apertura. E per conto di Meloni al lavoro c'è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in questi giorni parla e tanto con molti centristi e moderati che al momento sono dentro la Lega, Forza Italia e il gruppo Udc-Noi con l'Italia. Lo fa per testare umori, ricevere suggerimenti ma anche per ventilare possibili scenari futuri come la costruzione della "mitologica" casa centrista che tutti vorrebbero mettere in piedi da diversi anni a questa parte ma che nessuno ha mai realizzato in concreto, se non con operazioni di palazzo che si sono rivelate pessime quando si sono confrontate con gli elettori.

Ma questa volta la storia potrebbe andare diversamente e nel mondo moderato c'è grande fibrillazione. In molti, da Gianfranco Rotondi eletto nelle file Fdi a Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi, quest'ultimo alla guida di un gruppo parlamentare autonomo da Forza Italia nato grazie all'appoggio di Fdi che ha "prestato" il deputato siciliano Calogero Pisano, guardano allo stesso Crosetto come possibile frontman di una cosa nuova centrista.  Il ministro dal canto suo, e sempre in raccordo con Meloni, sta sondando alcuni deputati e senatori per vedere se questa ipotesi trova consenso: "Lui d'altronde viene dalla Democrazia cristiana e non ha ruoli operativi in Fratelli d'Italia, oltre ad avere una grande esposizione mediatica e toni concilianti e moderati", dice chi lo ha sentito in questi giorni e sta alla finestra pronto a salire su questo carro.

Si sta insomma creando un asse Crosetto-Lupi-Tajani molto dialogante in queste ore. Asse al quale potrebbero aggiungersi altri volti di peso. Tra i palazzi della politica molto attivi in questi giorni che sanno di fine impero berlusconiano sono anche Gianni Letta, il gran ciambellano del potere azzurro da trent'anni a questa parte, e Matteo Renzi, ormai in rotta con Carlo Calenda e che vede franare l'ipotesi Terzo Polo visti i risultati alle ultime elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio. Letta e Renzi parlano e si sentono di continuo sempre con l'obiettivo non solo di creare un centro forte che non crei fastidio al governo, ma soprattutto un contenitore credibile da presentare alle prossime europee per dare una buona deputazione ai Popolari europei in vista di un accordo dal 2024 con i conservatori: un accordo che cambierebbe i rapporti di forza a Bruxelles. Un progetto che aiuterebbe molto la presidente del Consiglio Meloni, oggi isolata in Europa. Il cantiere non è proprio aperto, ma diciamo che i certificati per avere le autorizzazioni sono già stati firmati e il capocantiere è già stato individuato: Guido Crosetto.