'Gnazio scatenato. Il busto del Duce l'ha regalato a sua sorella. Avere un figlio gay sarebbe un dispiacere, "come se fosse milanista". "Mules? Come si chiama il vicepresidente della Camera", irride Giorgio Mulé di Forza Italia. Come Gianfranco Fini tira le orecchie a Giovanni Donzelli sul caso Cospito: "Non è stato utile dal punto di vista della comunicazione, ma non c'è nessun problema etico". L'Ignazio La Russa show lo potete vedere stasera su Rai 2 nel programma di Francesca Fagnani, Belve.
La Russa è una belva furba della comunicazione politica. Un tempo i politici parlavano una lingua incomprensibile agli umani, dicevano "non un monocolore democristiano bensì dei democristiani nel monocolore", dai tempi di Bossi e Berlusconi basta infilare una monetina nel jukebox per ottenere un po' di taglio e cuci su Twitter. Dopodiché La Russa è il presidente del Senato, la seconda c…
'Gnazio scatenato. Il busto del Duce l'ha regalato a sua sorella. Avere un figlio gay sarebbe un dispiacere, "come se fosse milanista". "Mules? Come si chiama il vicepresidente della Camera", irride Giorgio Mulé di Forza Italia. Come Gianfranco Fini tira le orecchie a Giovanni Donzelli sul caso Cospito: "Non è stato utile dal punto di vista della comunicazione, ma non c'è nessun problema etico". L'Ignazio La Russa show lo potete vedere stasera su Rai 2 nel programma di Francesca Fagnani, Belve.
La Russa è una belva furba della comunicazione politica. Un tempo i politici parlavano una lingua incomprensibile agli umani, dicevano "non un monocolore democristiano bensì dei democristiani nel monocolore", dai tempi di Bossi e Berlusconi basta infilare una monetina nel jukebox per ottenere un po' di taglio e cuci su Twitter. Dopodiché La Russa è il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, e qui salta fuori la difficoltà. Ma conta ancora qualcosa?
"Non amo piacere a tutti", dice La Russa a Fagnani. "Ma nemmeno mi prendo troppo sul serio. A volte sono superficiale". E meno male che con l'età "ho attenuato un po' il carattere: meglio essere né 'La Rissa' né pompiere". Naturalmente si diverte a dare scandalo: "Odio questo politically correct!" A farsi beffa dei capisaldi culturali della sinistra: "Una giornata particolare è un brutto film perché colloca l'omofobia in una parte sola e in un periodo solo". E il fascismo? "Ah, ecco, devo stare attento, perché il mondo non separa le cose importanti dal contesto in cui si dicono le cose. A volte sarebbe bello fare battute... Il busto l'ho dato a mia sorella, mi ha detto che papà l'aveva regalato alla famiglia, non a me".
Di battuta in battuta La Russa, 75 anni, ha scalato la Repubblica. Meloni ha sempre detto che fu fondamentale nel varo di Fratelli d'Italia. "Silvio Berlusconi comincia a capire che Giorgia non è una ragazzina cresciuta troppo in fretta, ma una leader di Stato. Qualche volta temo che il Cavaliere sia consigliato, con l'età uno cambia. Il suo vaffa il giorno della mia elezione non era per me: era per Giorgia che aveva posto dei paletti sui ministri, su Licia Ronzulli in particolare. Ma più che per Giorgia era per Fratelli d'Italia", ha aggiunto. Mutismo sullo squadrismo di Firenze. Meloni tace, Federico Mollicone derubrica l'aggressione a un militare "fronteggiamento", La Russa parla della violenza politica degli anni Settanta: "Non credo di avere fatto qualcosa per cui devo chiedere perdono".
E infine una spruzzatina di merlo maschio: "Il livello estetico delle donne a destra è calato, è aumentato quello della capacità. Quelle di sinistra non le guardo. Un figlio gay? Una persona come me, eterosessuale, vuole che il figlio gli assomigli".