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Un anno di guerra in Ucraina. Cortei e assemblee, le iniziative dei pacifisti in tutta Italia

Quattro giorni di mobilitazioni, dal 22 al 25 febbraio, in varie città. Lo slogan: "La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno"
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Cortei, assemblee, fiaccolate, dibattiti, tende e digiuni, una marcia Perugia-Assisi in notturna: un anno dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la rete dei movimenti pacifisti, nonviolenti e antimilitaristi raggruppata attorno alla sigla 'Europe for peace' ha organizzato numerose iniziative in tutta Italia. Tutte focalizzate il 22, 23, 24 e 25 febbraio. "La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno", è lo slogan che fa da cappello alle varie mobilitazioni. Non ci sarà quindi una sola grande manifestazione, simile a quella di Roma dello scorso 5 novembre dove parteciparono oltre 100 mila persone. Ad aprire la quattro giorni di eventi sarà lo storico cammino inaugurato da Aldo Capitini nel 1961, tra Perugia e Assisi: appuntamento giovedì 23 febbrario alle ore 24, per poi terminare presso la tomba di San Francesco alle 6 del mattino del 24.

Ma in quasi ogni città italiana - sono oltre 50 al momento - c'è alm…

Cortei, assemblee, fiaccolate, dibattiti, tende e digiuni, una marcia Perugia-Assisi in notturna: un anno dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la rete dei movimenti pacifisti, nonviolenti e antimilitaristi raggruppata attorno alla sigla 'Europe for peace' ha organizzato numerose iniziative in tutta Italia. Tutte focalizzate il 22, 23, 24 e 25 febbraio. "La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno", è lo slogan che fa da cappello alle varie mobilitazioni. Non ci sarà quindi una sola grande manifestazione, simile a quella di Roma dello scorso 5 novembre dove parteciparono oltre 100 mila persone. Ad aprire la quattro giorni di eventi sarà lo storico cammino inaugurato da Aldo Capitini nel 1961, tra Perugia e Assisi: appuntamento giovedì 23 febbrario alle ore 24, per poi terminare presso la tomba di San Francesco alle 6 del mattino del 24.

Ma in quasi ogni città italiana - sono oltre 50 al momento - c'è almeno un evento promosso da Rete pace disarmo, Emergency, Comunità di Sant'Egidio, Cgil, Cisl e Uil, Anpi, Arci, Legambiente, partiti politici di sinistra e così via. "Torniamo a chiedere cessate il fuoco, de-escalation militare e negoziati perché oltre alle crisi che già osserviamo, il rischio di un conflitto nucleare è concreto" - dice Sergio Bassoli, coordinatore della Rete italiana pace e disarmo - "La risposta delle città alla mobilitazione è diffusa in tutto il territorio italiano ed anche in Europa ci sono segnali positivi. In Italia siamo già a 85 iniziative distribuite in 74 città. Parlamento e governo debbono ascoltare la maggioranza degli italiani che non vogliono che questa guerra continui. La scelta coraggiosa e responsabile è quella della pace con il cessate il fuoco e con il negoziato con tutti gli attori seduti al tavolo perché in gioco non c'è solo l'Ucraina ma il futuro di tutti noi".

Da Milano a Bologna, da Acireale ad Asti, da Padova a Palermo e Parma, le manifestazioni partono da un presupposto: quanto avvenne un anno fa fu "una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale (da parte della Russia, ndr) che chiede giustizia immediata".

Mercoledì 22 poi il Movimento Nonviolento, impegnato nella cella Campagna di obiezione alla guerra in Russia, Bielorussia e Ucraina, porta a Roma tre esponenti dei rispettivi paesi, dove l'obiezione di coscienza al servizio militare non è garantita: Darya Berg (Go by the forest), Olga Karach (Our house) e Kateryna Lanko (Pacifist movement). Le tre attiviste resteranno in Italia fino al 26 per prendere parte ad altri appuntamenti della galassia pacifista. Gli eventi si concluderanno simbolicamente nella Capitale nel pomeriggio di sabato 25 febbraio con l’evento promosso dalla coalizione nazionale: una fiaccolata di Pace che si concluderà al Campidoglio.