De Micheli: "Voterò Bonaccini. Io delusa? Poteva andare peggio. Ora torniamo a fare proseliti"
Giovanna Casadio , Giovanna CasadioPaola De Micheli, a lei cosa piace di più: il Pd laburista di Bonaccini o quello di sinistra, ecologista e femminista di Schlein?
"Non faremo apparentamenti , non daremo appoggi ufficiali. Alla luce della discussione all'interno del gruppo che mi ha sostenuta, ho lasciato la massima libertà di votare "il" o "la" candidata preferito. A titolo personale voterò Bonaccini e chiederò a chiunque vinca di lavorare alla riforma del partito, al nuovo statuto dei lavori, alla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e di avere la garanzia di assoluta contrarietà all'autonomia differenziata".
Come mai lei donna non appoggia una donna?
"Mi costa non votare una donna. Ma penso che le tesi che ho sostenuto in questo congresso siano più vicine ad alcune opinioni di Bonaccini. Ho rispetto per Schlein e spero diventi amicizia".
Ma è delusa di essere arrivata ultima con il 4% n…
Paola De Micheli, a lei cosa piace di più: il Pd laburista di Bonaccini o quello di sinistra, ecologista e femminista di Schlein?
"Non faremo apparentamenti , non daremo appoggi ufficiali. Alla luce della discussione all'interno del gruppo che mi ha sostenuta, ho lasciato la massima libertà di votare "il" o "la" candidata preferito. A titolo personale voterò Bonaccini e chiederò a chiunque vinca di lavorare alla riforma del partito, al nuovo statuto dei lavori, alla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e di avere la garanzia di assoluta contrarietà all'autonomia differenziata".
Come mai lei donna non appoggia una donna?
"Mi costa non votare una donna. Ma penso che le tesi che ho sostenuto in questo congresso siano più vicine ad alcune opinioni di Bonaccini. Ho rispetto per Schlein e spero diventi amicizia".
Ma è delusa di essere arrivata ultima con il 4% nella corsa per la segreteria del Pd?
"È meno di quello che speravo, ma più di quello che credevo. In alcune province del Paese, in Basilicata, Sicilia, Calabria sono arrivata seconda. Però la polarizzazione nella comunicazione e nella gestione del congresso è stata tale che poteva andare anche peggio".
Contenta perché?
"Innanzitutto perché sono stata fuori dalla "comfort zone", cioè dal modo di pensare e agire consueto. Poi per le persone. Questo partito ha militanti meravigliosi. Sono in ballo da marzo scorso, dalle amministrative a Piacenza dove sono stata la più votata, poi le politiche, infine la campagna elettorale per la segreteria del Pd. Sono un po' stanchina".
Ma lo rifarebbe?
"Si, dopo quindici giorni di riposo. Abbiamo portato innovazione nella sfida congressuale. La nostra proposta ha avuto un grande successo di critica. Abbiamo portato noi il massimo della novità. Perché è stato un congresso molto legato al passato. Tanti argomenti erano già nel programma delle politiche 2022, mentre con l'associazione "Rigenerazione democratica", siamo stati innovativi".
Ora cosa l'aspetta? Cosa si aspetta?
"Mi aspetto che si possa davvero iniziare a costruire la nuova casa comune e un centrosinistra che sia realista, radicale, visionario e concreto. Noi faremo in modo di essere strumento affinché questo accada, cercando di essere utili".
Lei si è candidata per prima, quindi ha fatto una maratona. Cosa ha imparato in questa lunga marcia?
"Da una parte ho trovato grandissima attenzione. C'è bisogno di rifondare il partito, la partecipazione degli iscritti deve diventare anche decisione. Dall'altra parte ho potuto investire sulla futura classe dirigente che ho trovato in giro per l'Italia. Giovani, donne moltissime. E poi si è visto che sono una che non si tira indietro ed è coerente".
Al Pd cosa manca?
"Oltre all'innovazione, un mandato di proselitismo per i nostri iscritti che li renda protagonisti. Manca inoltre l'orgoglio di tornare a essere egemoni a sinistra. Dobbiamo essere più consapevoli delle trasformazioni sociali profonde. Abbiamo bisogno di essere nella modernità e tutto ciò ci renderà più autorevoli. Dobbiamo pretendere comportamenti individuali più coerenti col fatto di essere una comunità. Bene il pluralismo, però nella correttezza e rispetto reciproco".
Non teme che si elegga un segretario, il quale poi, come il passato insegna, sia fatto fuori in fretta?
"No. Il destino del Pd è nelle mani delle democratiche e dei democratici. Dipende da noi, da quanto vogliamo essere veramente il Partito democratico"