Primarie Pd, il sondaggio: indeciso un elettore su tre
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleCircola un sondaggio che sta galvanizzando i sostenitori di Elly Schlein. Ha il difetto di essere stato commissionato dal suo comitato elettorale, quindi è chiaro per chi propende, ma il pregio di approfondire vari aspetti della sfida per la leadership democratica. Uno dei quali ha più di tutti attirato l'attenzione di chi tifa per la deputata bolognese: un elettore del Pd su tre non avrebbe ancora deciso per chi votare. Dato che, a quattro giorni dall'apertura dei gazebo, rende le primarie mai come stavolta contendibili.
La quota di "primaristi" indecisi
Al contrario di quanto accaduto in passato, a fare la differenza potrebbe dunque essere la quota di elettori progressisti che certamente andrà ai seggi, domenica prossima, ma è incerta se sbarrare il nome del governatore emiliano o viceversa quello dell'ex vice. Secondo la rilevazione effettuata da Euromedia Research fra il 15 e il 17 febbraio, infatti, il 34,2 per cento dei &…
Circola un sondaggio che sta galvanizzando i sostenitori di Elly Schlein. Ha il difetto di essere stato commissionato dal suo comitato elettorale, quindi è chiaro per chi propende, ma il pregio di approfondire vari aspetti della sfida per la leadership democratica. Uno dei quali ha più di tutti attirato l'attenzione di chi tifa per la deputata bolognese: un elettore del Pd su tre non avrebbe ancora deciso per chi votare. Dato che, a quattro giorni dall'apertura dei gazebo, rende le primarie mai come stavolta contendibili.
La quota di "primaristi" indecisi
Al contrario di quanto accaduto in passato, a fare la differenza potrebbe dunque essere la quota di elettori progressisti che certamente andrà ai seggi, domenica prossima, ma è incerta se sbarrare il nome del governatore emiliano o viceversa quello dell'ex vice. Secondo la rilevazione effettuata da Euromedia Research fra il 15 e il 17 febbraio, infatti, il 34,2 per cento dei "primaristi" deve ancora sciogliere la riserva. Una cifra che, se proiettata su un'affluenza sostenuta, oltre il milione di persone, consentirebbe a Schlein - o almeno è quello che sperano i suoi supporter - di recuperare il gap registrato fra gli iscritti e poi di rimontare su Bonaccini. I meno convinti, guardando alle aree geografiche di provenienza, vivrebbero nel Nord-Est, dove a oscillare tra l'uno e l'altra è quasi la metà (il 46,9 per cento) degli elettori. Segue il Nord-Ovest con il 38,9 e le isole con il 34,3, mentre al Centro e al Sud sembrano più risoluti. Ma c'è anche un altro elemento che più in generale restituisce un po' di ottimismo: dall'analisi realizzata dall'istituto di Alessandra Ghisleri emerge che il congresso sta facendo bene al Partito democratico, risalito nelle intenzioni di voto al 17.8% (+0,7), di nuovo sopra al M5Stelle. E se il 76.7% degli elettori dem preferirebbe non cambiare nome al partito, sono quattro le parole chiave che ne esprimono i valori principali: democrazia, giustizia sociale, diritti sociali e civili, lavoro. Non a caso quelle più pronunciate da Elly Schlein.
Il parere degli altri sondaggisti
E allora basteranno gli indecisi a sovvertire il verdetto delle sezioni, che hanno regalato a Bonaccini una vittoria netta? Gli altri sondaggisti qualche dubbio ce l'hanno. Spiega Antonio Noto: "Le primarie non hanno mai smentito il voto nei circoli, chi ha vinto fra gli iscritti ha sempre vinto ai gazebo. Poi certo, che nelle grandi città - laddove, anche nei circoli, c'è un voto più di opinione e meno influenzato dalle correnti - abbia prevalso Schlein qualcosa significa, ma nelle altre aree del Paese Bonaccini è andato fortissimo. Al Sud, dove si sono mobilitati in suo favore i presidenti di Regione come De Luca ed Emiliano, non c'è stata quasi gara. Per cui se le primarie saranno un voto di apparato allargato, se cioè andranno a votare in prevalenza i parenti e gli amici degli iscritti, si riproporranno percentuali molto simili a quelle che abbiamo già visto. Se invece l'affluenza sarà molto alta e avrà la meglio il voto d'opinione, allora le cose per Schlein potrebbero mettersi bene. Ma gli italiani hanno disertato le urne in Lazio e in Lombardia, c'è una disaffezione generalizzata. E in più non mi pare che il Pd in questo momento sia particolarmente attrattivo". Dunque, anche stavolta, il risultato potrebbe non riservare sorprese. Lo dice pure Roberto Weber, patron di Ixe: "Noi abbiamo testato la fiducia dei candidati e Bonaccini sta una decina di punti avanti a Schlein. Quando è così è davvero complicato ribaltare il pronostico". Anche se per Rado Fonda, ricercatore di Swg, c'è un dato che potrebbe rimescolare le carte: "In tutti i test che abbiamo fatto Bonaccini è in testa, ma se i "primaristi" saranno molti di più nelle città rispetto alle province non è detto che Schlein non possa recuperare. Poiché l'affluenza non credo sarà ampia, possono bastare poche migliaia di voti per spostare l'asticella da una parte o dall'altra". Ecco perché, ancora, non è detta l'ultima parola.