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Milleproroghe, la Camera approva il decreto. Ma il Quirinale richiama il governo sui balneari: "No al rinvio delle gare"

Sergio Mattarella 

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Via libera definitivo al testo che contiene la proroga di un anno dei bandi per le concessioni delle spiagge. Il Colle esamina in queste ore il testo: la firma della legge potrebbe essere accompagnata da una lettera con alcuni rilievi. Il rinvio va infatti contro le norme Ue e contro una sentenza del Consiglio di Stato
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ROMA - Via libera al decreto Milleproroghe. La Camera lo ha approvato con 142 voti favorevoli, 90 contrari e quattro astenuti. Ma il Quirinale potrebbe accompagnare la firma del provvedimento con una lettera di osservazioni sui balneari. Nel mirino ci sarebbe il rinvio delle gare per le concessioni delle spiagge. Questo è quanto trapelava ieri da fonti parlamentari. I tecnici del Colle avrebbero ravvisato due criticità: in primo luogo il rinvio striderebbe con l’indicazione europea - la direttiva Bolkenstein - di mettere a gara gli spazi demaniali, pena il rischio d’una procedura d’infrazione; e con una sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2021 che fissava la scadenza delle proroghe delle concessioni esistenti al 31 dicembre 2023. Il differimento di un anno – fortemente voluto da Forza Italia e Lega con un emendamento approvato al Senato a ridosso del voto nel Lazio – cozzerebbe con queste indicazioni.


Il Quirinale starebbe valutan…

ROMA - Via libera al decreto Milleproroghe. La Camera lo ha approvato con 142 voti favorevoli, 90 contrari e quattro astenuti. Ma il Quirinale potrebbe accompagnare la firma del provvedimento con una lettera di osservazioni sui balneari. Nel mirino ci sarebbe il rinvio delle gare per le concessioni delle spiagge. Questo è quanto trapelava ieri da fonti parlamentari. I tecnici del Colle avrebbero ravvisato due criticità: in primo luogo il rinvio striderebbe con l’indicazione europea - la direttiva Bolkenstein - di mettere a gara gli spazi demaniali, pena il rischio d’una procedura d’infrazione; e con una sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2021 che fissava la scadenza delle proroghe delle concessioni esistenti al 31 dicembre 2023. Il differimento di un anno – fortemente voluto da Forza Italia e Lega con un emendamento approvato al Senato a ridosso del voto nel Lazio – cozzerebbe con queste indicazioni.


Il Quirinale starebbe valutando il testo, giunto nei suoi uffici in serata. Lo schema sarebbe quello già utilizzato in passato: potrebbe esserci la promulgazione del decreto (che contiene ben 350 scadenze, tra cui smart working e cashback) accompagnata però da alcuni rilievi. Si vedrà se il governo deciderà di accoglierli.

Giorgia Meloni sembrava disponibile a cambiare la norma già durante l’esame a palazzo Madama, ma le resistenze di Lega e FI glielo hanno impedito. C’è stato un braccio di ferro nella maggioranza, anche perché i dubbi del Quirinale erano già emersi nel corso dell’abituale interlocuzione con Palazzo Chigi.

Un’analoga moral suasion sui diritti tv del calcio - la proposta di Claudio Lotito di allungare i contratti a Dazn - aveva indotto il governo a tornare sui propri passi. Sulle spiagge no. Resta adesso da capire se il richiamo formale del Quirinale indurrà il centrodestra a correggere il tiro: per ora ha solo legato il posticipo di un anno a un tavolo a palazzo Chigi per fare una mappatura del demanio e valutare se la Bolkenstein sia applicabile in base allo spazio disponibile.


La liberalizzazione è parte della riforma delle concorrenza voluta dal governo Draghi e legata ai fondi del Pnrr. Un impegno all’affidamento ai privati, con gare pubbliche aperte, assunto dunque anche con l’Europa: una ragione in più per non rinviare e trattare con Bruxelles, come stava facendo il ministro Raffaele Fitto, una soluzione soft per i balneari. Lo Stato incassa poco più di 100 milioni di euro all’anno dagli stabilimenti.


La proroga in base al Milleproroghe è fino a tutto il 2024, "in caso di impedimenti oggettivi all’espletamento delle gare". Quali sarebbero? Per il ministro meloniano per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani "ci sono decine di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare che non possiamo permettere che vengano spazzate via: la proroga serve a garantire loro nell’immediato e poi a intavolare una discussione in sede europea per trovare una soluzione". Secondo Luigi Marattin, di Iv, invece "la destra di governo ha dimostrato di rifiutare mercato, competizione e imprese, più simili ai Cobas che alla destra europea, ridotta alla difesa di piccoli gruppi legittimi di interesse".


Da Fratelli d’Italia è arrivata una proposta di legge - prima firma Maria Grazia Frijia - che interviene sul meccanismo relativo all’aggiornamento della misura dei canoni demaniali marittimi. "È dal 2010 che la destra tenta di disapplicare la direttiva Bolkestein, anche se è stata ribadita nel luglio 2016 da una sentenza della Corte di Giustizia Ue", ha ricordato il verde Angelo Bonelli.