I pacifisti tornano in piazza un anno dopo l'invasione russa dell'Ucraina
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioCattolici, sinistra, ecologisti, associazioni impegnate nel sociale, sindacati, movimenti non violenti danno voce alla pace. A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, nella notte tra il 23 e il 24 di febbraio, i pacifisti preparano centinaia di manifestazioni. Lo slogan è una speranza ma anche una bussola: “La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno”.
Un vasto mondo – un arcipelago arcobaleno, come si dice – si muove. Non ha mai taciuto in realtà, perché “la pace non tace”. Francesco Vignarca, della Rete italiana Pace e Disarmo, che è confluita in “Europe for peace”- motore della mobilitazione di questi mesi e ora in 100 città italiane e in decine di luoghi in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Gran Bretagna. Austria – cita le carovane della pace in Ucraina, i diversi viaggi di interposizione non violenta di “Stop the war now”, a cui hanno partecipati tanti vesco…
Cattolici, sinistra, ecologisti, associazioni impegnate nel sociale, sindacati, movimenti non violenti danno voce alla pace. A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, nella notte tra il 23 e il 24 di febbraio, i pacifisti preparano centinaia di manifestazioni. Lo slogan è una speranza ma anche una bussola: “La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno”.
Un vasto mondo – un arcipelago arcobaleno, come si dice – si muove. Non ha mai taciuto in realtà, perché “la pace non tace”. Francesco Vignarca, della Rete italiana Pace e Disarmo, che è confluita in “Europe for peace”- motore della mobilitazione di questi mesi e ora in 100 città italiane e in decine di luoghi in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Gran Bretagna. Austria – cita le carovane della pace in Ucraina, i diversi viaggi di interposizione non violenta di “Stop the war now”, a cui hanno partecipati tanti vescovi. Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi si sta spendendo personalmente sul fronte della pace (sabato sarà alla mobilitazione di Bologna), come del resto molte realtà cattoliche, interpretando gli appelli di Papa Bergoglio. Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio ed ex ministro, sarà in piazza per la fiaccolata in Campidoglio a Roma sabato sera, insieme con il segretario della Cgil, Maurizio Landini.
E questa notte, a mezzanotte, partirà la marcia Perugia-Assisi. “Nella notte simbolo della terza guerra mondiale in cui siamo stati trascinati vogliamo restare svegli, in piedi, in cammino per andare incontro alle vittime e provare a sentire il loro sentire: il buio, il freddo, l'incertezza, la paura, la stanchezza”: sono le parole con cui Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, ha annunciato l’appuntamento inedito. È la seconda volta in 61 anni di storia della Perugia-Assisi, voluta dal filosofo Aldo Capitini, che l’appuntamento è notturno. Lotti invita: “Dobbiamo restare svegli perché non possiamo dormire sonni tranquilli mentre si sta consumando questa tragedia. In piedi perché non c'è altro modo per aprire “le porte della notte” che oggi ci imprigionano. In cammino perché dobbiamo reagire all'immobilismo e alla rassegnazione generale, perché dobbiamo fermare l'escalation, ottenere il “cessate-il-fuoco”, scongiurare il disastro totale, perché la pace va ricercata anche quando il buio si sta facendo pesto”.
E davvero si potrebbero lasciare da parte le polemiche sul pacifismo che da un anno, dall’invasione della Russia all’Ucraina, attraversano il nostro discorso pubblico, provando ad ascoltare, se non a testimoniare, la pace. Nel libro “Guerra alla guerra” (Laterza) di Matteo Pucciarelli c’è una formidabile ricostruzione del pacifismo italiano, con i suoi volti, le sue voci, le sue sigle, anche le sue liti (perché pure i pacifisti litigano). Una storia non solo importante, anche significativa della migliore utopia politica di cui disponiamo.
La pace non ammette botteghe. Quindi la vicenda di Capitini, così come l’impegno di Acli, di Arci, di Emergency, di Libera di don Ciotti, di Legambiente, di Beati i Costruttori di pace, della Cgil, dell’Anpi, per citare solo alcuni protagonisti del pacifismo, rappresentano un insegnamento. Sull’Associazione dei partigiani poi, guidati da Gianfranco Pagliarulo, per la contrarietà all’invio di armi a Kiev si sono scatenate accuse. Oggi Pagliarulo torna in un dibattito Facebook con alcuni esponenti cattolici, tra cui Rosy Bindi, sul rischio dell’escalation e sul no all’equidistanza, ma sì alla pace.
Gli appuntamenti, quindi.
Sono 100 le città coinvolte in mobilitazioni pacifiste, tra queste Milano, Torino, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari, Firenze, Bologna, Ancona, Terni, Genova, Bolzano, Modena, Lecce, Messina, La Spezia, Sassari, Cosenza. In tutta Europa previsti oltre 20 appuntamenti in Germania (tra cui Berlino, Francoforte, Amburgo), in Spagna (Barcellona, Madrid, Siviglia) e Portogallo. Più di 15 gli eventi confermati in Francia (compresa Parigi) e mobilitazioni programmate anche a Londra, Bruxelles e Vienna. Iniziative - ha spiegato la rete Europe for peace - che si inseriscono nel solco della manifestazione nazionale di Roma del 5 novembre (a cui parteciparono 100 mila persone), con parole d’ordine come “La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli" e inviti al cessate il fuoco, al negoziato, a misure concrete verso il disarmo nucleare.
Questa notte la marcia per la pace straordinaria da Perugia ad Assisi si concluderà sulla tomba di San Francesco. Ospiti delle iniziative anche tre pacifiste provenienti da Ucraina, Russia e Bielorussia.
Sabato sera a Roma l’appuntamento-clou è con la fiaccolata in Campidoglio. Ieri nell’omelia per la messa dell’inizio Quaresima a Bologna, il cardinale Zuppi ha invitato all’impegno per la pace: “Questa Quaresima è piena di tristezza e di angoscia, a causa della tempesta terribile della violenza e della guerra che continua”.