Politica

Mattarella firma il Milleproroghe, ma con riserva. E scrive al governo: "Modificare le norme sui balneari"

Sergio Mattarella 
Sergio Mattarella
  
Il presidente della Repubblica sottolinea che il rinvio dei bandi si presterebbe a possibile contenziosi e impugnazioni da parte dell'Ue, del Consiglio di Stato e degli enti locali. E dice di attendersi una inversione di tendenza anche sull'abuso della decretazione di urgenza. Fonti di Palazzo Chigi: "Il richiamo del Colle merita attenzione"
2 minuti di lettura

La notizia era trapelata ieri. E oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto Milleproroghe approvato alla Camera accompagnandolo però da osservazioni sulle norme sulle concessioni balneari inserite nel provvedimento. Il capo dello Stato esprimendo riserve sul merito e sul metodo del decreto, ha deciso comunque di promulgarlo.

"Rispetto alla norma che formalmente è in vigore, quanto richiamato dal capo dello Stato meriterà attenzione e approfondimento da parte del governo nel confronto con le forze parlamentari", sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

La firma del Milleproroghe

Mattarella nella lettera ha sottolineato: "Sono consapevole della delicatezza, sotto il profilo costituzionale, del rinvio alle Camere esercitato nei confronti di una legge di conversione di un decreto-legge, a pochi giorni dalla sua scadenza: farebbe, inevitabilmente, venir meno, con effetti retroattivi, in molti casi in maniera irreversibile, tutte le numerose altre disposizioni che il decreto-legge contiene, determinando incertezza e disorientamento nelle pubbliche amministrazioni e nei destinatari delle norme. Ho ritenuto, quindi, di promulgare la legge di conversione in questione".

Le concessioni balneari

Le riserve del Capo dello Stato sul Milleproroghe si riferiscono, però, alla necessità di non rinviare ulteriormente le gare per le concessioni balneari. Sulle concessioni demaniali, scrive il Presidente, "è evidente che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali accrescono l'incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di governo e Parlamento". E' necessario, dunque, che vengano corrette le norme sui balneari che in ogni caso si presterebbero a contenziosi e probabili impugnazioni con l'Unione europea, il Consiglio di Stato, enti locali e non solo.

I tecnici del Quirinale avrebbero infatti ravvisato nel provvedimento

"una copertura finanziaria insufficiente in proiezione temporale che, al fine di assicurare il pieno rispetto dell'art. 81 della Costituzione, dovrà essere integrata con il primo provvedimento legislativo utile".

L'abuso di decreti da parte del governo

Per quanto riguarda invece l'abuso di decretazione da parte del governo e di norme disomogenee, il presidente della Repubblica attende una inversione di tendenza, come assicurato recentemente dalla premier Meloni. "Ho apprezzato - conclude nella lettera - l'iniziativa che la presidente del Consiglio dei ministri ha di recente assunto, in dialogo con i presidenti delle Camere, sottolineando l'abuso della decretazione d'urgenza e la circostanza che i decreti legge siano da tempo divenuti lo strumento di gran lunga prevalente attraverso il quale i governi esercitano l'iniziativa legislativa".

E ha aggiunto: "Come ha osservato" la presidente del Consiglio, "un'inversione di tendenza potrà aversi con il recupero di un'adeguata capacità di programmazione legislativa da parte del governo e di una corrispondente attitudine del Parlamento a consentire l'approvazione in tempi ragionevoli dei disegni di legge ordinaria. Rispetto a questa iniziativa del governo auspico piena collaborazione istituzionale e invito tutte le forze politiche a valutarla con senso di responsabilità".

I commenti dei lettori