Fiaccolata per la pace, in piazza M5S (senza il Pd). E Conte apre al piano cinese
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoNon c'era la folla del 5 novembre, ma il format stavolta era diverso: più piazze lungo lo Stivale. E dunque a Roma, ai Fori imperiali, a manifestare per la pace si radunano in 3-4mila. Big del Pd avvistati: zero. Fatta eccezione per l'ex ministro Roberto Speranza, accanto alle bandiere del suo vecchio partito, Articolo 1. E per Paolo Ciani, il deputato dem che ha votato contro gli aiuti all'Ucraina in dissenso dalla linea del Nazareno, che difatti ammette: "Ho visto qualche consigliere locale del Pd, ma tra i parlamentari credo di essere l'unico". C'era, invece, Giuseppe Conte, fiaccola in mano insieme alla compagna Olivia Palladino, con seguito di parlamentari 5 Stelle, a partire dal capogruppo alla Camera, Francesco Silvestri.
L'ex premier, davanti a taccuini e telecamere, apre al piano di pace cinese, che non ha convinto gli Usa: "Qualche elemento positivo sicuramente c'è - dice Conte - laddove si riconosce il…
Non c'era la folla del 5 novembre, ma il format stavolta era diverso: più piazze lungo lo Stivale. E dunque a Roma, ai Fori imperiali, a manifestare per la pace si radunano in 3-4mila. Big del Pd avvistati: zero. Fatta eccezione per l'ex ministro Roberto Speranza, accanto alle bandiere del suo vecchio partito, Articolo 1. E per Paolo Ciani, il deputato dem che ha votato contro gli aiuti all'Ucraina in dissenso dalla linea del Nazareno, che difatti ammette: "Ho visto qualche consigliere locale del Pd, ma tra i parlamentari credo di essere l'unico". C'era, invece, Giuseppe Conte, fiaccola in mano insieme alla compagna Olivia Palladino, con seguito di parlamentari 5 Stelle, a partire dal capogruppo alla Camera, Francesco Silvestri.
L'ex premier, davanti a taccuini e telecamere, apre al piano di pace cinese, che non ha convinto gli Usa: "Qualche elemento positivo sicuramente c'è - dice Conte - laddove si riconosce il diritto di tutti i Paesi a conservare la propria sovranità. Per il resto occorre mettere tutte le parti, innanzitutto quelle belligeranti, intorno a un tavolo. Credo che nessuno oggi possa dettare delle condizioni dall'esterno e imporle". Quanto all'assenza del Pd, il leader del M5S stavolta non ha voglia di polemizzare: "Sono qui per la pace, pure con la fiaccola in mano, mi metto a fare la guerra al Pd?".
In piazza del Campidoglio si mischiano le bandiere della Cgil con quelle del mondo cattolico, da Sant'Egidio alle Acli. Si incrociano il capo di Sinsitra italiana, Nicola Fratoianni, e l'ex sindaco di destra di Roma, Gianni Alemanno. Naturalmente c'è Maurizio Landini, in mezzo a centinaia di bandiere rosse cigielline. Allude anche all'aggressione squadrista di Firenze, ad opera di studenti vicini a FdI, il segretario del primo sindacato italiano. "Siamo qui contro la guerra e qualunque violenza che tenta di riportare nella politica la violenza come strumento per l'agire".
Sotto al Marc'Aurelio, sul palco sale il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. E rimedia qualche fischio quando ricorda che "l'Ucraina va sostenuta senza se e senza ma". Aggiunge: "C'è un aggressore e un aggredito e quest'ultimo ha diritto di difendersi e deve essere aiutato". "E il Donbass?", gli urlano dal lato dei Musei capitolini. Ma a fine discorso i più applaudono.