“Rischio infiltrati ai gazebo del Pd”. I sospetti incrociati degli sfidanti delle primarie
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Alla vigilia delle primarie per eleggere domani il nuovo segretario del Pd, due sono le incognite: la partecipazione, che potrebbe rivelarsi un flop, e la “manomissione” del voto con alcuni 5Stelle o moderati terzopolisti disposti a infiltrarsi ai gazebo.
Stefano Bonaccini e Elly Schlein, i due sfidanti, affilano le armi. Ma anche i sospetti corrono da un fronte all’altro. E viaggiano soprattutto sui social dove, attorno al Pd e alle sue primarie, circola di tutto: dall’elettore di sinistra che annuncia di votare Schlein domenica, ma “mai il Pd” alla denuncia, che arriva dalla Campania, di troppe schede chieste per domenica e che nasconderebbero truppe cammellate ai gazebo.
È Sandro Ruotolo, portavoce campano di Schlein, ad attaccare: “Ma è normale che a Salerno, città del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vengano date 70mila schede, quando nel 2019 votarono 33mila persone mentre a Napoli,…
ROMA - Alla vigilia delle primarie per eleggere domani il nuovo segretario del Pd, due sono le incognite: la partecipazione, che potrebbe rivelarsi un flop, e la “manomissione” del voto con alcuni 5Stelle o moderati terzopolisti disposti a infiltrarsi ai gazebo.
Stefano Bonaccini e Elly Schlein, i due sfidanti, affilano le armi. Ma anche i sospetti corrono da un fronte all’altro. E viaggiano soprattutto sui social dove, attorno al Pd e alle sue primarie, circola di tutto: dall’elettore di sinistra che annuncia di votare Schlein domenica, ma “mai il Pd” alla denuncia, che arriva dalla Campania, di troppe schede chieste per domenica e che nasconderebbero truppe cammellate ai gazebo.
È Sandro Ruotolo, portavoce campano di Schlein, ad attaccare: “Ma è normale che a Salerno, città del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vengano date 70mila schede, quando nel 2019 votarono 33mila persone mentre a Napoli, che è tre volte più grande di tutta la provincia di Salerno, 60mila a fronte dei 55 mila votanti del 2019? Battiamo alle urne questa idea della politica dei signori delle tessere e dei pacchetti di voti”.
Arturo Scotto, coordinatore di Articolo uno, schleiniano, rincara: “Evitiamo che questa festa di partecipazione possa trasformarsi in una conta alterata, non sporchiamo le primarie di un nuovo Pd che deve essere una casa inclusiva per migliaia di persone che se ne sono andate e che vogliono tornare”.
Per la movimentista Schlein i gazebo sono l’occasione della rimonta: dovrebbe ribaltare il risultato del voto nei circoli, dove Bonaccini l’ha superata con uno stacco di 18 punti. Però Schlein è convinta che il popolo della sinistra potendo battere un colpo, lo farà. Dice: “La sensazione è che questa bella partecipazione si tradurrà in mobilitazione. E come al solito non ci vedranno arrivare”. Per il fronte di Bonaccini il rischio è che i grillini in ordine sparso si presentino a votare: tuttavia tanti da modificare il vantaggio.
Dal Nazareno e dalla commissione congresso escludono infiltrazioni significative. Indicano il vademecum del voto: gazebo aperti dalle 8 alle 20, dove recarsi con tessera elettorale (sul sito del Pd si può vedere quale è il gazebo corrispondente), documento di identità, due euro e un modulo da sottoscrivere e firmare dichiarandosi elettori del Pd. Dichiarare il falso sarebbe grave.
Però chi ha più esperienza tra i Dem segnala che l’incidente è sempre in agguato. La battuta che circola è: “Alle primarie del Pd è successo di tutto, mancano solo i marziani…”. Ci furono i cinesi in fila a Napoli, schiere di persone convinte a presentarsi ai gazebo, liti dal Piemonte alla Calabria, esponenti di destra o di liste civiche riconosciuti e respinti, accordi sottobanco quasi sempre svelati. “Ma noi siamo diversi dagli altri partiti e coinvolgiamo centinaia di migliaia di persone arginando chi vuole rovinarci la festa”, commenta Alessandro Alfieri, della mozione Bonaccini.
Tra banner, messaggi social, il Pd punta comunque a risalire la china della popolarità e riuscire a coinvolgere. Silvia Roggiani, presidente della commissione congresso, a Radio Immagina, ringrazia gli oltre 20 mila volontari che saranno nei 5.500 seggi allestiti. La speranza è che siano presi d’assalto da un milione di persone, e che maltempo e disaffezione non rovinino la festa.
Oggi si chiude la campagna elettorale: Bonaccini sarà a Reggio Calabria e Schlein prima a Torino e poi concluderà a Palermo. Domenica sera si saprà chi è il segretario che sostituirà Enrico Letta.