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Primarie Pd, Zanda: "Sarà una festa ma la prossima volta votino solo gli iscritti"

"Il doppio voto nei circoli e poi ai gazebo è un metodo bizzarro", dice l'ex senatore dem
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"Nessuno può sapere in quanti andranno a votare, però io azzardo che saranno tanti. Tra 700mila e un milione di persone, dipenderà anche dalla pioggia". Nonostante i marosi sui quali naviga il Pd, oggi ingrossati pure dal meteo avverso, Luigi Zanda - già tesoriere e senatore di lungo corso - resta ottimista.


Sotto il milione non sarà flop?
"Bisogna sempre far riferimento al quadro generale. L'astensionismo è purtroppo un fenomeno diffuso, guardi il dato delle regionali in Lombardia e Lazio. La gente non va ai seggi non perché si scoccia di uscire di casa, ma perché è cresciuto il disamore per la politica. È la ragione per cui le primarie del Pd sono qualcosa di straordinario, un autentico esercizio di partecipazione e democrazia".

Se questo rischio esiste, non era meglio allargare il voto da remoto anziché restringerlo?
"È una prospettiva che non mi piace: il voto no…

"Nessuno può sapere in quanti andranno a votare, però io azzardo che saranno tanti. Tra 700mila e un milione di persone, dipenderà anche dalla pioggia". Nonostante i marosi sui quali naviga il Pd, oggi ingrossati pure dal meteo avverso, Luigi Zanda - già tesoriere e senatore di lungo corso - resta ottimista.


Sotto il milione non sarà flop?
"Bisogna sempre far riferimento al quadro generale. L'astensionismo è purtroppo un fenomeno diffuso, guardi il dato delle regionali in Lombardia e Lazio. La gente non va ai seggi non perché si scoccia di uscire di casa, ma perché è cresciuto il disamore per la politica. È la ragione per cui le primarie del Pd sono qualcosa di straordinario, un autentico esercizio di partecipazione e democrazia".

Se questo rischio esiste, non era meglio allargare il voto da remoto anziché restringerlo?
"È una prospettiva che non mi piace: il voto non è un sondaggio che si fa può fare online, la democrazia può ben valere la fatica di andare al seggio o ai gazebo. L'hanno capito persino i 5Stelle che avevano fatto della democrazia diretta il loro mantra e adesso non solo se ne sono dimenticati, per fortuna, ma quando di tanto in tanto fanno una consultazione sul web i partecipanti sono sempre pochini. I nostri 150mila iscritti che hanno votato nei circoli se li sognano".

Ma se pure si raggiungerà il milione, sarebbe comunque tre volte meno del 2007.
"Fare confronti con il debutto delle primarie per eleggere segretario Walter Veltroni è improprio. Erano altri tempi e poi lì c'era l'entusiasmo di scegliere il candidato voluto da quasi tutto il partito. E lo stesso vale per Bersani, Renzi e Zingaretti: pure allora fu un plebiscito perché il vincitore era scontato in partenza. Queste invece sono primarie nuove, che arrivano in un momento difficilissimo per il partito e io penso che possano rappresentare il punto di inversione della rotta".

La contendibilità gonfierà le vele all'affluenza?
"Io credo di sì. Dopodiché, come hanno già detto Bonaccini e Schlein bisogna modificare le regole. Sei mesi per fare un congresso sono un'enormità e le primarie devono servire per selezionare i candidati alla guida delle istituzioni - comuni, regioni e governo - mentre sarebbe bene che il segretario del partito lo eleggessero gli iscritti. Il doppio voto nei circoli e poi ai gazebo è un metodo bizzarro".

E ve ne siete accorti adesso?
"Finora non c'era il rischio di due maggioranze diverse, una nei circoli e una nei gazebo. Questo risultato produrrebbe una spaccatura molto grave con aspetti serissimi sulla tenuta del Pd. Non solo negherebbe agli iscritti il diritto di scegliersi il segretario, ma li delegittimerebbe".

Non bisognava pensarci prima?
"Stiamo attraversando una fase molto complicata, abbiamo cambiato lo Statuto per far votare Elly Schlein e Articolo1. Visto che c'eravamo potevamo affrontare questioni di maggiore sostanza".

Visto il crollo dei tesserati, non è più rappresentativo un leader eletto alle primarie?
"Ridiamo forza al partito sui territori e aumenteranno anche gli iscritti".

Lei per chi voterà?
"Per Stefano Bonaccini perché è un amministratore solido e perché non posso votare per una deputata che si è iscritta al partito il giorno prima di candidarsi".