Occhetto in fila al gazebo di piazza Farnese: "Voto Elly Schlein, lei traino della partecipazione e del ricambio"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Bonaccini e Schlein evitino una coabitazione a freddo nel Pd". Achille Occhetto - con basco, sciarpa e fumando la pipa - è in fila al gazebo di piazza Farnese. Attende paziente di votare alle primarie. Il leader, che con la svolta della Bolognina ha archiviato il Pci, cambiando la storia della sinistra, confida: "Io voto Schlein e credo che il successo di partecipazione si debba soprattutto all'aria fresca che lei ha portato".
Occhetto, il flop di partecipazione è stato scongiurato, anzi è stato un successo?
"Sì. Sono rimasto molto colpito dalla partecipazione, aspettando in fila il mio turno per votare. E poi i rappresentanti di entrambi i candidati, mi hanno accolto gioiosamente. Li ho ascoltati mentre dicevano che c'era una novità che l'ha provocata: non è stato un confronto tra i soliti".
Lo pensa anche lei?
"Io ho visto la freschezza dei partecipanti, il segno di un allargam…
ROMA - "Bonaccini e Schlein evitino una coabitazione a freddo nel Pd". Achille Occhetto - con basco, sciarpa e fumando la pipa - è in fila al gazebo di piazza Farnese. Attende paziente di votare alle primarie. Il leader, che con la svolta della Bolognina ha archiviato il Pci, cambiando la storia della sinistra, confida: "Io voto Schlein e credo che il successo di partecipazione si debba soprattutto all'aria fresca che lei ha portato".
Occhetto, il flop di partecipazione è stato scongiurato, anzi è stato un successo?
"Sì. Sono rimasto molto colpito dalla partecipazione, aspettando in fila il mio turno per votare. E poi i rappresentanti di entrambi i candidati, mi hanno accolto gioiosamente. Li ho ascoltati mentre dicevano che c'era una novità che l'ha provocata: non è stato un confronto tra i soliti".
Lo pensa anche lei?
"Io ho visto la freschezza dei partecipanti, il segno di un allargamento. E questo lo si deve a Schlein, perché ha avuto il merito di avere rinfrescato, aperto le porte, fatto entrare aria nuova. Entrambi gli sfidati poi sono persone capaci e meritevoli di fiducia".
Per lei non è la prima volta alle primarie dem, tuttavia con quale spirito è andato?
"Non è la prima volta che voto alle primarie, non faccio parte dell'aria nuova. Sono andato con la convinzione che fosse importante per la democrazia italiana evitare il flop, per cui molti gufavano".
Chi vota?
"Voto Schlein. Su di lei ho un giudizio positivo, ma da tempo, quando le primarie per la segreteria dem erano lontane. Feci un dibattito a Bologna con lei, Prodi e Bersani che muoveva dall'intreccio tra questione ambientale e sociale, centrale nel mio ultimo libro. Scoprii grande sintonia. Elly ha avvicinato il partito ai giovani, incarna il ricambio generazionale e di genere".
Il Pd è a un bivio: o cambia o muore? Ci sono similitudini con la "sua" svolta della Bolognina?
"È a un bivio, sì. L'interpretazione giornalistica, piuttosto rudimentale, parla di una area più politicista e di continuità (Bonaccini) e di un'altra più movimentista e che si rivolge più a sinistra (Schlein). Ma il problema è di evitare il cristallizzarsi di due unilateralità. Per quanto riguarda la Bolognina, anche il Pd deve buttare il cuore oltre l'ostacolo, ma sono situazioni profondamente diverse".
Quindi quale consiglio dà al/alla neo leader?
"Che non si può creare una coabitazione a freddo, ma occorre al nuovo Pd una fusione tra pragmatismo e utopia del possibile dentro cui collocare i passi, anche piccoli, di un riformismo che sia però guidato da una visione. Come dice Gianni Cuperlo c'è un limite delle primarie".
Quale è?
"Il limite delle primarie è che si decide sui nomi, però manca il dibattito delle idee. Vicino al gazebo, un gruppo di giovani dem ha distribuito un volantino il cui titolo è "le primarie non salveranno il Pd", che continua affermando che il giorno dopo il voto ci saranno un vinto e un vincitore, ma il partito rimarrà diviso. Allora il nuovo segretario deve affrontare le ragioni che hanno portato a votare per l'altro. Ci vuole una costituente delle idee, il Pd deve discutere delle idee".
Insomma non le è piaciuta la discussione fin qui?
"Non si devono presentare i temi come le perle di un rosario. Occorre abbandonare la logica dei tweet e sposare quella del discorso politico. Bisogna capire che bollette, salario minimo, ius soli ad esempio, sono collegati in un discorso unitario che affronti le tre grandi emergenze planetarie: guerra, migrazioni bibliche, catastrofe ambientale, in cui si colloca il baratro profondo della disuguaglianza che domina il pianeta".
Battere la destra di Meloni si può?
"Non so in quanto tempo, ma si può e si deve, però trovando la propria identità ideale e politica. È finito il tempo di chiedere a un partito per definirsi se si allea con Calenda o con Conte".