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Pd, Meloni chiama Schlein: "Pronti al confronto senza paure. Mi aspetto una opposizione durissima"

Giorgia Meloni a "Cinque minuti", il programma di Bruno Vespa (agf)
La premier ha telefonato alla neo segretaria dem dopo il comunicato di complimenti dell'altra notte
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"Ci sono passata", sorride Giorgia Meloni con Elly Schlein. "Sono stata all'opposizione per una vita. E nessuno più di me conosce la portata del lavoro che ti aspetta". Primo pomeriggio, attorno alle 14.30. È la premier a chiamare la nuova segretaria del Pd. Dieci minuti. Si fiutano, praticamente non si conoscono. "Volevo innanzitutto augurarti buon lavoro". Cordialità, come da protocollo. E una battuta della presidente del Consiglio sulla straordinaria novità che ha portato due donne ai vertici della politica italiana, che suona più o meno così: "Cosa abbiamo combinato?".



Non c'è tempo per entrare troppo nel dettaglio dei dossier. Ma una promessa la premier sente di poterla fare, prima di chiudere: nei passaggi più delicati, quelle in cui è in ballo l'interesse nazionale, Palazzo Chigi informerà l'opposizione. Il riferimento è al dossier ucraino.…

"Ci sono passata", sorride Giorgia Meloni con Elly Schlein. "Sono stata all'opposizione per una vita. E nessuno più di me conosce la portata del lavoro che ti aspetta". Primo pomeriggio, attorno alle 14.30. È la premier a chiamare la nuova segretaria del Pd. Dieci minuti. Si fiutano, praticamente non si conoscono. "Volevo innanzitutto augurarti buon lavoro". Cordialità, come da protocollo. E una battuta della presidente del Consiglio sulla straordinaria novità che ha portato due donne ai vertici della politica italiana, che suona più o meno così: "Cosa abbiamo combinato?".



Non c'è tempo per entrare troppo nel dettaglio dei dossier. Ma una promessa la premier sente di poterla fare, prima di chiudere: nei passaggi più delicati, quelle in cui è in ballo l'interesse nazionale, Palazzo Chigi informerà l'opposizione. Il riferimento è al dossier ucraino. Di certo, contattando Schlein, ne fa cenno anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.


A sera, Meloni torna sulla telefonata durante la trasmissione "Cinque minuti": "Mi aspetto una opposizione durissima, come l'ho fatta io". E siccome Schlein ha promesso di diventare un problema per il governo, la presidente del Consiglio aggiunge: "Per noi la democrazia non è stata un problema mai, semmai lo è stato per la sinistra. Se è fatto sulle idee, il confronto è una buona notizia". La verità è che neanche a Palazzo Chigi si aspettavano questa vittoria. Avevano previsto di confrontarsi con Stefano Bonaccini, calcolando uno schema politico assai diverso. Al mattino, la prima reazione compiaciuta si traduce in una indicazione chiara: "Schiacciare Schlein a sinistra". L'idea è quella di mostrarsi come unico baluardo di stabilità, sostenendo che il Pd ha smarrito la vocazione maggioritaria consegnandosi al contismo. È un sentimento che si rintraccia nelle parole del meloniano Carlo Fidanza: "Il suo programma è antifascismo militante, ambientalismo ideologico, immigrazionismo, agenda arcobaleno. Il tutto con la benedizione del filo-cinese Prodi e del profeta woke Soros".

Ma dura poco. Perché Meloni capisce in fretta che questo approccio non pagherebbe. E perché intuisce un altro dettaglio importante: la segretaria del Pd gode di una presa importante nell'elettorato under 40. Per questo, pianifica semmai di incalzarla sui dossier, a partire da quello dell'Ucraina (senza però potersi spingere a ipotizzare un voto parlamentare, a causa della sensibilità leghista e del Cavaliere per le ragioni di Putin). In tv, comunque, torna sulla guerra e sul rischio che gli italiani voltino le spalle alle ragioni di Zelensky: "Sento dire che non abbiamo i soldi per gli italiani e li spendiamo invece in armi. È una bufala".

Chi fa sapere senza riserve di apprezzare il profilo di Elly Schlein è intanto Silvio Berlusconi. Con un'apertura di credito che, secondo i più maliziosi, sembra voler anche ridimensionare la portata della novità incarnata dall'alleata Meloni. "Sono consapevole delle differenze che ci separano, ma mi auguro che il confronto, pur tra politici avversari, sia costruttivo e orientato al bene del Paese". Chi invece non nasconde di sentirsi agli antipodi è la ministra alla Famiglia Eugenia Roccella. "Con Schlein vince la sinistra del 'dirittismo' da Ztl - attacca - È la stessa filosofia di Podemos in Spagna e Alexandria Ocasio-Cortez negli Usa. Con lei si sono avverate le profezie di Pasolini, che temeva un'omologazione della sinistra, un conformismo dei diritti".