Le prime 24 ore di Schlein al Nazareno: pronto un manifesto con tre pilastri per rifondare il Pd
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Al Nazareno la musica è già cambiata. Nel comitato di Elly Schlein suona a palla Occhi di gatto. Cartone animato, fine anni '90. Certo, si canta anche la più ortodossa Bella Ciao, ma c'è pur sempre una pattuglia di Millennials che ha appena preso le chiavi di casa del Pd, e pazienza se Cristina D'Avena è andata alla festa di FdI. Tradizione e spruzzate pop, dunque. Anche se la neo-segretaria dem non ha troppo tempo per canterellare. Nel primo giorno da leader, il cellulare squilla in continuo. Telefonata col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi con la premier Giorgia Meloni. Si fa vivo Giuseppe Conte: auguri e l'impegno a "vedersi presto", per riannodare il filo giallorosso che si è smagliato l'estate scorsa. A un certo punto chiama perfino Carlo Calenda, che appena riagganciato tornerà a picconare i dem. Enrico Letta, quando la riceve al Nazareno per il passaggio di consegne, le regal…
ROMA - Al Nazareno la musica è già cambiata. Nel comitato di Elly Schlein suona a palla Occhi di gatto. Cartone animato, fine anni '90. Certo, si canta anche la più ortodossa Bella Ciao, ma c'è pur sempre una pattuglia di Millennials che ha appena preso le chiavi di casa del Pd, e pazienza se Cristina D'Avena è andata alla festa di FdI. Tradizione e spruzzate pop, dunque. Anche se la neo-segretaria dem non ha troppo tempo per canterellare. Nel primo giorno da leader, il cellulare squilla in continuo. Telefonata col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi con la premier Giorgia Meloni. Si fa vivo Giuseppe Conte: auguri e l'impegno a "vedersi presto", per riannodare il filo giallorosso che si è smagliato l'estate scorsa. A un certo punto chiama perfino Carlo Calenda, che appena riagganciato tornerà a picconare i dem. Enrico Letta, quando la riceve al Nazareno per il passaggio di consegne, le regala un melograno "simbolo di prosperità, fortuna e salute - spiega l'ex capo - ciò che il nostro partito con Elly sicuramente avrà". Sorrisoni a favore di flash. Tutt'altro clima rispetto all'avvicendamento con Matteo Renzi a Palazzo Chigi. La nuova segretaria gira nei corridoi, saluta i dipendenti uno per uno. Poi si chiude in uno stanzone con la squadra che l'ha aiutata nella scalata al primo partito di opposizione. Entra in punta di piedi, ma ha già l'aria della padrona di casa, anche se i galloni di leader se li appunterà formalmente solo fra un paio di settimane, il 12 marzo, quando è convocata l'assemblea nazionale dei democratici.
Schlein però va di fretta. Vuole far partire il nuovo corso. Durante la campagna per le primarie non ha badato a sondaggi e pronostici, era convinta di farcela. Dunque ha in testa già un manifesto, per guidare il Pd. "Di metodo e merito", dice ai suoi. La prima mossa è riaprire il tesseramento, per calamitare gli elettori che si sono messi in coda ai gazebo, ma che non hanno in tasca la tessera. "Dopo la straordinaria partecipazione alle primarie vogliamo aprire il prima possibile il nuovo tesseramento", racconta. "Già ci arrivano tanti messaggi, è una occasione unica per aprire le porte affinché il popolo delle primarie sia coinvolto sulla scelta della nuova segretaria ma anche per entrare pienamente a far parte di questa comunità". Sembra una risposta anche ai critici, a chi le ricorda di avere perso la gara con Bonaccini fra gli iscritti.
Punta ad allargare la sua community, poi. Una rete modello Obama, 30mila iscritti per ora, con cui comunica ogni giorno. Per lo più ragazzi, e donne, che da volontari l'hanno accompagnata fino in vetta al Pd. Quelli che gli altri "non hanno visto arrivare", per usare le parole scelte dalla leader. Forze fresche per un partito che ha un disperato bisogno di ricambi, anche nei territori. Ma senza strappi. Schlein sembra consapevole dei rischi di scissione. Usa parole al miele, dunque, anche per chi non l'ha sostenuta. "Il Pd resterà unito - assicura ai suoi - Dal centro alla sinistra". Dai pacifisti a chi vuole la cannabis libera, fino ai cattolici dem. "Lo sforzo è lavorare per la massima unità, tenere insieme questa comunità democratica. Avrò cura della storia di questo partito, dobbiamo essere custodi dei valori del Pd e proiettarli nel futuro".
Unità, dunque: "Il mio metodo sarà plurale e condiviso". Ma anche chiarezza di linea. "A Meloni faremo un'opposizione durissima, senza sconti". Proverà così anche a contrastare l'astensionismo montante delle ultime elezioni. "Dobbiamo riappassionare le persone alla politica, è fondamentale per rigenerare la nostra democrazia - ragiona Schlein nelle riunioni con i fedelissimi - sono gli strati più poveri e fragili della popolazione a disinteressarsi. E poi a pagarne il prezzo".
Il manifesto programmatico della nuova inquilina del Nazareno ruota attorno a tre temi e sembra avere molti punti di contatto con l'agenda del M5S di Conte, come ieri faceva notare il capogruppo alla Camera dei grillini, Francesco Silvestri. Eccoli, i tre punti: lotta alla precarietà dunque salario minimo, una battaglia che per una volta sembra mettere d'accordo tutto il fu campo largo tratteggiato da Letta, dai 5 Stelle al Terzo Polo di Calenda. Poi lotta alle diseguaglianze, che significa spinta sui diritti civili, dal matrimonio egualitario per le coppie omosessuali al ddl Zan (Alessandro Zan è nel blocco di testa dei suoi sostenitori, papabile di un posto nella segreteria), ma anche diritto alla sanità pubblica. Centralità alla scuola. E poi la battaglia climatica, che secondo la segretaria va di pari passo con la lotta per le tutele sociali. Serve però un cambio di approccio, Schlein l'ha capito, per evitare di sembrare schiacciati su posizioni minoritarie, in una ridotta ambientalista che, vedi i Verdi italiani, da noi finora ha sempre stentato a trovare proseliti in percentuali massicce. Sembra questo l'assillo della nuova leader dem: "Non basta dire: combattiamo il cambiamento climatico. Le battaglie per la transizione ecologica devono diventare popolari, socialmente desiderabili". Quindi incentivi per chi acquista green, convenienze, non solo slogan. E c'è poi la grande questione, la guerra in Ucraina, su cui però non sembra volersi discostare molto dalla via indicata da Letta: "Sostegno a Kiev, per garantire agli ucraini il diritto di difendersi dall'aggressione criminale di Vladimir Putin. Ma va rafforzato in tutti i modi lo sforzo diplomatico dell'Ue per arrivare a una pace giusta". Lei, nel frattempo, proverà a fare quello che a nessun predecessore è riuscito: pacificare il Pd.