Renzi e Calenda accelerano, stasera la prima pietra per il partito unico
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Renzi accelera. Nella sua e-news settimanale Matteo Renzi getta il cuore oltre l'ostacolo. Scrive che "il 26 febbraio 2023 si è concluso il percorso iniziato il 19 settembre 2019 con la nascita di Italia Viva. E io sono triste? No, ne sono entusiasta". Tutto sta per cambiare dopo la vittoria di Elly Schlein su Stefano Bonaccini alla guida del Pd.
Ora sul partito unito dei riformisti con Carlo Calenda, anche Renzi c'è. E accelera: in autunno il progetto dovrebbe essere cosa fatta. Ribadisce: "Acceleriamo sul partito unico per la grande svolta, lavoreremo su simbolo, manifesto e nome".
Se la scommessa è quella di prendere pezzi del Pd, ebbene il Terzo Polo forse deve aspettare. Però Renzi è sicuro che più che l'esodo dei dirigenti, ci sarà l'esodo degli elettori dem già alle europee del 2024.
Per il partito dei "riformisti, i liberali, i democratici e i popolari&qu…
ROMA - Renzi accelera. Nella sua e-news settimanale Matteo Renzi getta il cuore oltre l'ostacolo. Scrive che "il 26 febbraio 2023 si è concluso il percorso iniziato il 19 settembre 2019 con la nascita di Italia Viva. E io sono triste? No, ne sono entusiasta". Tutto sta per cambiare dopo la vittoria di Elly Schlein su Stefano Bonaccini alla guida del Pd.
Ora sul partito unito dei riformisti con Carlo Calenda, anche Renzi c'è. E accelera: in autunno il progetto dovrebbe essere cosa fatta. Ribadisce: "Acceleriamo sul partito unico per la grande svolta, lavoreremo su simbolo, manifesto e nome".
Se la scommessa è quella di prendere pezzi del Pd, ebbene il Terzo Polo forse deve aspettare. Però Renzi è sicuro che più che l'esodo dei dirigenti, ci sarà l'esodo degli elettori dem già alle europee del 2024.
Per il partito dei "riformisti, i liberali, i democratici e i popolari" è arrivato il momento di poggiare la prima pietra.
Questa sera si riunisce il comitato politico del Terzo Polo, dove si decideranno le tappe. Dovrebbe esserci anche Renzi, pur non facendone formalmente parte e questo dà la misura dell'importanza dell'appuntamento.
L'organismo è ristretto, presieduto da Calenda e dalla vice presidente Elena Bonetti, renziana, ex ministra delle Pari Opportunità, ex dem. Ci sono poi i nomi di peso, cinque per Italia Viva (Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Davide Faraone e Luigi Marattin) e cinque per Azione (Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini, Mario Raffaelli, Enrico Costa, Andrea Mazziotti,), oltre ai capigruppo Raffaella Paita e Matteo Richetti.
Il percorso del partito riformista, già accidentato, dovrebbe avere una accelerazione che per una volta i due soci Renzi e Calenda condividono.
Certo alcuni paletti vanno messi. Lo fa Bellanova, lunga esperienza e concretezza, ex ministra dell'Agricoltura e vice ministra dello Sviluppo economico, un passato da sindacalista, dice: "Fare un partito non è come apparecchiare la tavola. Né un partito si crea per incoronare il leader. Occorre fare crescere e amalgamare i gruppi dirigenti, storie, percorsi, territori. Non è solo la leadership a contare". E' l'affondo.
Tra Renzi e Calenda le tensioni sono all'ordine del giorno, però entrambi sanno bene che l'unione fa la forza e proprio in questo momento non possono permettersi liti. Paita, la capogruppo al Senato, ragiona: "La strada è tracciata. Vogliamo costruire dal basso una casa riformista e liberale che sia la risposta al populismo di destra e sinistra . Ci misureremo alle elezioni europee con una agenda precisa: europeismo, atlantismo, garantismo, crescita, merito, semplificazione. Il Pd ha scelto una strada che sarà competitiva sui 5Stelle ma di certo non sarà con Schlein la casa dei riformisti".
Rosato, dopo l'addio di Beppe Fioroni al Pd di Schlein, ammette: "Non mi stupisce, e sì, le nostre porte sono aperte" Aperte, aggiunge, a tutti i cattolici tra i quali Giorgio Merlo, oltre a Fioroni, che hanno organizzato un network dei cattolici democratici. "In una settimana tutto è cambiato, quindi i rallentamenti che potevano valere solo cinque giorni fa, ora non valgono più", è la riflessione di Rosato. Per il quale "un partito insieme di Italia Viva e Azione è un percorso irreversibile".
Sulla necessità di allargare insiste Osvaldo Napoli, vicino a Calenda, ribadendo che è "l'ora dei riformisti". Allargare significa accogliere associazioni e anche +Europa, se la nuova leadership di Riccardo Magi, neo segretario, e Federico Pizzarotti, neo presidente, vorrà. In Friuli Venezia Giulia dove si vota per le regionali il 2 e 3 aprile Italia Viva-Azione-+Europa si presentano insieme con i tre simboli a sostegno di Alessandro Maran.
Edit - In una prima versione del titolo di questo articolo si riferiva del futuro scioglimento di Italia Viva, una sintesi giornalistica eccessiva e che abbiamo corretto dopo la pubblicazione dell'articolo.