✕

Governo, Mario Sechi dal 6 marzo sarà il capo ufficio stampa: ecco chi è

Mario Sechi (agf)
Lo definiscono come una sorta di generale di ferro, che esegue i dettami dei suoi superiori, nel suo caso gli editori ma a breve anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Uno che non ama molto perdere tempo e che va dritto al punto
1 minuti di lettura

La presidenza del Consiglio dei ministri comunica che, a partire dal prossimo 6 marzo, sarà effettiva la nomina di Mario Sechi quale capo dell'Ufficio stampa e relazioni con i media. Lo rende noto Palazzo Chigi.

Chi è Mario Sechi

Lo definiscono come una sorta di generale di ferro, che esegue i dettami dei suoi superiori, nel suo caso gli editori ma a breve anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Uno che non ama molto perdere tempo e che va dritto al punto. Un profilo adatto per Palazzo Chigi, dove la leader di FdI vuole rafforzare una comunicazione che oggi fa capo ad alcuni dei suoi fedelissimi collaboratori.

Mario Sechi, classe 1968, sardo, ha iniziato la sua carriera all'Indipendente sotto la direzione di Vittorio Feltri. Quest'ultimo, appresa nei giorni scorsi l'indiscrezione della possibile nomina del suo ex allievo alla guida della comunicazione di Palazzo Chigi, gli ha subito dedicato un ritratto al vetriolo. Un racconto in prima pers…

La presidenza del Consiglio dei ministri comunica che, a partire dal prossimo 6 marzo, sarà effettiva la nomina di Mario Sechi quale capo dell'Ufficio stampa e relazioni con i media. Lo rende noto Palazzo Chigi.

Chi è Mario Sechi

Lo definiscono come una sorta di generale di ferro, che esegue i dettami dei suoi superiori, nel suo caso gli editori ma a breve anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Uno che non ama molto perdere tempo e che va dritto al punto. Un profilo adatto per Palazzo Chigi, dove la leader di FdI vuole rafforzare una comunicazione che oggi fa capo ad alcuni dei suoi fedelissimi collaboratori.

Mario Sechi, classe 1968, sardo, ha iniziato la sua carriera all'Indipendente sotto la direzione di Vittorio Feltri. Quest'ultimo, appresa nei giorni scorsi l'indiscrezione della possibile nomina del suo ex allievo alla guida della comunicazione di Palazzo Chigi, gli ha subito dedicato un ritratto al vetriolo. Un racconto in prima persona nel quale, in soldoni, Feltri si vanta di aver preso dalla strada il giovane Sechi che "dormiva addirittura in un treno alla stazione centrale" e di averlo assunto per dargli da vivere. In realtà lo stesso Feltri ammette le qualità di Sechi nel giornalismo economico e politico tanto da portarlo con se al Giornale di via Negri, promuovendolo prima alla guida della redazione ligure, poi alla guida ben più prestigiosa della redazione milanese fino a quando Maurizio Belpietro lo nomina suo vice direttore a Libero. "Certo la prima dichiarazione pubblica che fece accanto a Belpietro fu, adesso manderemo in pensione Vittorio", scrive Feltri, che evidentemente se l'è legata al dito.

 

Sechi, che nel frattempo va a dirigere per qualche anno dal 1998 al 2001 l'Unione Sarda e poi il Tempo dal 2010 al 2013, diventa anche vicedirettore di Panorama e comunque cresce mediaticamente anche come personaggio televisivo, invitato prima in molte trasmissioni di Mediaset, ma anche molto spesso da Bruno Vespa a Porta a Porta. L'Eni, sotto la guida dell'amministratore delegato Claudio Descalzi, da azionista dell'Agenzia giornalistica italiana, lo nomina direttore dell'Agi. Carica che ricopre tutt'ora. E in casa Lega qualcuno sussurra che ci sia anche la nomina di Sechi tra le cose non gradite fatte da Descalzi all'Eni. Di sicuro in casa Lega ricordano la candidatura di Sechi nel 2013 con Scelta Civica di Mario Monti, un liberale come lo stesso giornalista ama autodefinirsi. In politica non è andata bene, non venne eletto. Nel giornalismo di destra invece grandi soddisfazioni. E adesso con Palazzo Chigi arriverà l'incoronazione dalla prima presidente del Consiglio donna e di destra destra.