Rai: dai gioielli alle crociere fino a Instagram, verso le sanzioni per Sanremo. In arrivo la decisione dell'Agcom sulle multe per la pubblicità
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitalePotrebbe costare molto caro alla Rai lo scarso controllo sul Festival di Sanremo. Nel mirino dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non c’è solo l’affaire Instagram, ovvero la grande vetrina offerta (gratis?) al social network di Meta. Sarebbero una decina i casi sospetti di pubblicità occulta trasmessa sui prodotti più vari: auto, gioielli, vestiti, crociere. Reclamizzati – stando all’indagine in corso – in violazione del Tusmar, il Testo unico dei servizi radiotelevisi. Pesanti le sazioni previste: da 10mila a 258mila euro per ogni singolo caso.
Al prossimo consiglio dell’Agcom in programma l’8 marzo si attende la relazione del direttore servizi Media Giorgio Greppi: è lui ad avere in mano la pre-istruttoria avviata all’indomani della rassegna canora. Se, come sembra, saranno ritenuti fondati, i rilievi verranno subito contestati alla Rai, con cui poi si aprirà un lungo conten…
Potrebbe costare molto caro alla Rai lo scarso controllo sul Festival di Sanremo. Nel mirino dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non c’è solo l’affaire Instagram, ovvero la grande vetrina offerta (gratis?) al social network di Meta. Sarebbero una decina i casi sospetti di pubblicità occulta trasmessa sui prodotti più vari: auto, gioielli, vestiti, crociere. Reclamizzati – stando all’indagine in corso – in violazione del Tusmar, il Testo unico dei servizi radiotelevisi. Pesanti le sazioni previste: da 10mila a 258mila euro per ogni singolo caso.
Al prossimo consiglio dell’Agcom in programma l’8 marzo si attende la relazione del direttore servizi Media Giorgio Greppi: è lui ad avere in mano la pre-istruttoria avviata all’indomani della rassegna canora. Se, come sembra, saranno ritenuti fondati, i rilievi verranno subito contestati alla Rai, con cui poi si aprirà un lungo contenzioso. Più che un’ipotesi, una certezza: anche se gli uffici decidessero di archiviare, infatti, il consiglio potrebbe chiedere di procedere lo stesso. E poiché il mandato del governo sulla Tv di Stato è chiaro, ciò si tradurrebbe nella classica goccia in grado di travolgere sia il direttore dell’Intrattenimento prime time, Stefano Coletta, accusato dalla destra di omessa vigilanza sullo show, sia l’amministratore delegato Carlo Fuortes, da tempo sulla linea del fuoco della maggioranza che avrebbe voluto destituirlo già da un po’. Se il manager dovesse resistere ancora, i diversi addebiti con relative multe in arrivo dall’Agcom - che naturalmente Viale Mazzini si prepara a confutare una per una - potrebbero regalare il pretesto giusto per sbarazzarsene.
Oltre all’istruttoria aperta per violazione delle norme a difesa dei minori, con riferimento al siparietto hot improvvisato in fascia protetta da Rosa Chemical e Fedez, quelle più spinose riguardano proprio la pubblicità occulta. Il sospetto del Garante, che ha già chiesto alla Rai tutti i contratti di sponsorizzazione firmati per la kermesse sanremese, è che le violazioni siano state molteplici. Se difatti venisse provato che per alcuni prodotti finiti sotto la lente dell’Agcom esiste un contratto ben pagato - vale per Instagram come per Costa crociere, dalla cui nave partivano i collegamenti col palco, o per certi marchi di vestiario inquadrati con insistenza – l’azienda dovrebbe rispondere per non averlo adeguatamente segnalato agli spettatori. Se invece il contratto remunerato non ci fosse, allora il Servizio radiotelevisivo pubblico non avrebbe incassato il dovuto. Si configurerebbe cioè un mancato incasso e il rischio concreto di danno erariale. Lo stesso evocato all’ultimo Cda – per singolare coincidenza - da Igor De Biasio, consigliere in quota leghista.
Per Fuortes si fa sempre più dura difendere il suo fortino. Da ieri, da quando cioè il Consiglio di indirizzo del Maggio Fiorentino ha ratificato le dimissioni del sovrintendente Alexander Pereira, è diventato afissiante il pressing della destra perché lasci il suo incarico e vada a guidare la fondazione lirica toscana. Ora gli restano pochi giorni per decidere se accettare la proposta del sindaco Dario Nardella. Fino adesso ha detto sempre no. Ma le tante grane incombenti – incluso il voto a breve sul nuovo piano industriale, a rischio sfiducia - potrebbero infine fargli cambiare idea.