Schlein a Crotone: "Pd troppo timido sui migranti. Ora lotta dura, siamo qui per questo"
dal nostro inviato Lorenzo De Cicco , dal nostro inviato Lorenzo De CiccoCROTONE - "La sinistra è stata troppo timida sui migranti? È vero. Ora cambiamo però, faremo una lotta dura, per difendere i diritti delle persone. Siamo qui per questo", dice Elly Schlein. Nella prima uscita da leader del Pd fa quasi un mea culpa. Non per sé, che timida sul punto non è stata mai, ma per il partito. Per non avere contrastato abbastanza la deriva securitaria della destra, fa capire. La neo-segretaria è atterrata da poco a Lamezia. È diretta a Crotone, al palazzetto dello sport dove sono allineate le bare dei 67 migranti morti nel naufragio di Cutro.
Lungo la strada dall'aeroporto si ferma a un bar. Nella pausa caffè, la riconoscono. La fermano per un selfie tre operai, la tuta sporcata dalla polvere dei calcinacci. "Abbiamo votato Giorgia Meloni. Ma alla prossima scegliamo te". Forse è vero, forse no. Clic. Si avvicina Kiros, un ragazzo etiope di 34 anni. "Sono sb…
CROTONE - "La sinistra è stata troppo timida sui migranti? È vero. Ora cambiamo però, faremo una lotta dura, per difendere i diritti delle persone. Siamo qui per questo", dice Elly Schlein. Nella prima uscita da leader del Pd fa quasi un mea culpa. Non per sé, che timida sul punto non è stata mai, ma per il partito. Per non avere contrastato abbastanza la deriva securitaria della destra, fa capire. La neo-segretaria è atterrata da poco a Lamezia. È diretta a Crotone, al palazzetto dello sport dove sono allineate le bare dei 67 migranti morti nel naufragio di Cutro.
Lungo la strada dall'aeroporto si ferma a un bar. Nella pausa caffè, la riconoscono. La fermano per un selfie tre operai, la tuta sporcata dalla polvere dei calcinacci. "Abbiamo votato Giorgia Meloni. Ma alla prossima scegliamo te". Forse è vero, forse no. Clic. Si avvicina Kiros, un ragazzo etiope di 34 anni. "Sono sbarcato a Lampedusa 10 anni fa. Ora sono sposato, ho due bimbe. Grazie per quello che dici, ma la sinistra finora non ha lottato abbastanza". "Hai ragione", risponde lei. E promette una "lotta dura".
La scelta di Crotone come prima trasferta è un segnale in questa direzione. Al Palamilone Schlein arriva quando il presidente Sergio Mattarella è in volo di rientro verso Roma. La segretaria ha già scelto di non parlare davanti alla selva di taccuini e telecamere che subito la rincorre, fuori dalla camera ardente. Rimane in silenzio mentre le piovono addosso le domande sul governo, sull'assenza di Meloni, sul ruolo di Matteo Salvini. Non vuole rilasciare dichiarazioni. Ha attaccato il governo, duramente, l'altro ieri. Al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiesto in faccia le dimissioni a Montecitorio. Ma adesso no. Non a pochi metri dalle bare. Non vuole che l'omaggio alle vittime possa finire strumentalizzato, inquadrato come una passerella. "Era un dovere essere qui", dice solo a un ragazzo che la ringrazia. E qui si ferma. Potrebbe aggiungere: a differenza di altri, che non sono venuti. Come la premier. O come Piantedosi che è venuto e proprio da qui ha scagliato le sue accuse scomposte ai migranti che s'imbarcano spinti dalla disperazione.
Schlein parla, invece, e a lungo, con i volontari dell'associazione Sabir che stanno offrendo assistenza ai superstiti. Assicura che chiamerà la prefettura per capire come sia possibile aiutarli e come velocizzare le autorizzazioni per chi vuole portare via i corpi, per seppellirli. Nella camera ardente, si ferma davanti alle bare, in silenzio. Poi parla con una donna afghana, col viso tumefatto, segni dell'approdo di domenica. È scampata alla morte, a differenza dei due figli. "Sono affondati davanti ai miei occhi. Uno è ancora disperso, l'altro è qui. Vorrei solo seppellirli e andare in Germania", racconta aiutata dal traduttore.
Schlein le prende la mano, incarica un dirigente locale di raccogliere i contatti. "Ti aiutiamo". Poi esce. Zero dichiarazioni. Si rimette in viaggio, mentre una delegazione di parlamentari del Pd, da Matteo Orfini a Nico Stumpo, va a visitare il Cara di Isola di Capo Rizzuto, l'ex base Nato che accoglie le vittime tratte in salvo. Dopo, tutti ripartono verso Roma, dove Schlein ha altre questioni politiche da sbrigare. A cominciare dalla segreteria da formare: venerdì vedrà lo sconfitto delle primarie, Stefano Bonaccini, per chiudere un accordo sulla gestione unitaria del partito. In ballo ci sono gli equilibri della direzione nazionale (34 membri a Schlein, 26 alla minoranza) e la presidenza, che il governatore emiliano potrebbe incassare.
A Roma, soprattutto, restano gli sviluppi politici della tragedia calabrese. Il Pd ha presentato l'interpellanza urgente sull'operato dei ministri Salvini, Giorgetti, che col Mef controlla la Finanza, e Piantedosi. Il titolare del Viminale sarà alla Camera per un'informativa il 7 marzo. Manca però quella del ministro Salvini. "C'è stata una falla nei soccorsi - dice Orfini - Ma dobbiamo una risposta ai superstiti, che al Cara ci hanno chiesto: perché non siete venuti a salvarci?".