Fico: "Una macchia non aver salvato quei migranti. Grave errore l'assenza di Meloni"
di Conchita Sannino , di Conchita SanninoRoberto Fico, sei giorni dopo, a stringersi intorno alle vittime di Cutro arriva solo, in silenzio, il presidente Sergio Mattarella.
"Una strage che lascia sgomenti. Pensare che a poche centinaia di metri dalla nostra costa non si sia intervenuti a salvare quelle vite è una macchia che resterà. Al dolore, si è aggiunta l'indignazione. Perciò sono grato in maniera speciale al nostro Capo dello Stato. La sua visita è un segnale alto, davvero importante".
Pensa anche lei che la premier, e i suoi vice, avrebbero dovuto arrivare a Crotone?
"Non c'è dubbio, la premier avrebbe fatto bene a farlo subito: anche per vedere, capire".
Da cosa è indignato?
"Dal modo inaccettabile …
Roberto Fico, sei giorni dopo, a stringersi intorno alle vittime di Cutro arriva solo, in silenzio, il presidente Sergio Mattarella.
"Una strage che lascia sgomenti. Pensare che a poche centinaia di metri dalla nostra costa non si sia intervenuti a salvare quelle vite è una macchia che resterà. Al dolore, si è aggiunta l'indignazione. Perciò sono grato in maniera speciale al nostro Capo dello Stato. La sua visita è un segnale alto, davvero importante".
Pensa anche lei che la premier, e i suoi vice, avrebbero dovuto arrivare a Crotone?
"Non c'è dubbio, la premier avrebbe fatto bene a farlo subito: anche per vedere, capire".
Da cosa è indignato?
"Dal modo inaccettabile con cui ha reagito il governo. Dalle parole del ministro Piantedosi sulla "mancanza di responsabilità" di chi andava incontro alla morte coi suoi figli. Ecco perché non daremo tregua sulla ricerca delle responsabilità. Ascolteremo la sua relazione in aula, attendiamo l'esito di indagini che spero saranno approfondite, celeri".
Piantedosi ha poi corretto quelle frasi, sgradite alla stessa Meloni.
"Lo credo bene. Quelle parole identificano una visione della società aberrante, qualunque sia la toppa che si tenta maldestramente di cucire, dopo. In poco più di quattro mesi, questo esecutivo ha mostrato il suo volto: pura destra".
Lei da presidente della Camera è stato più volte a Lampedusa e, in pieno duello con l'allora ministro ed alleato Salvini, all'hotspot di Portopalo. Che idea si è fatto sul buco nei soccorsi, e sul ruolo di Guardia Costiera e Finanza?
"Qualcosa non ha assolutamente funzionato nella catena di comando. Perché resta un fatto: nessuno era presente accanto a un barcone segnalato da Frontex, negli ultimi cento metri di traversata sotto condizioni avverse. Ad oggi, i corpi Statali per la sicurezza e i ministri Piantedosi e Salvini non sono d'accordo neppure sullo stato del mare: era forza 5 o 8? E i loro mezzi potevano uscire o no con quel mare? Tutto questo è grottesco".
La segretaria Pd Schlein ha chiesto le dimissioni di Piantedosi. Vi unirete?
"Piantedosi dovrà chiarire tutto, noi non faremo sconti ed è positiva l'unione delle principali opposizioni su questo tema. Il governo in queste settimane ha inanellato delle preoccupanti cadute: sulla giustizia per il caso Donzelli-Delmastro, sulla nota del ministro che attaccava una preside e non l'assalto dei neofascisti a Firenze, ora sui migranti. Diciamo che su Nordio, Valditara, Piantedosi, c'è un serio problema di inadeguatezza".
Lei si è subito congratulato con la leader Schlein, domenica. Non teme la concorrenza col suo M5S?
"Non esiste il tema concorrenza. Il Pd attraversava una profonda crisi, tanti suoi elettori chiedevano una identità e un rigore più forti: lei può aprire una nuova stagione nel Pd, le ho augurato buon lavoro. Ma poi sarà su temi e terreni concreti che bisognerà costruire convergenze. Noi abbiamo realizzato il reddito di cittadinanza, approvato lo spazzacorrotti, siamo intervenuti sul precariato. Ci battiamo per salario minimo e riduzione dell'orario di lavoro. Si può lavorare insieme su questo? Se sì, lo faremo a beneficio dei cittadini".
Emerge però che alle primarie, per i 22 per cento, erano vostri ex elettori. Non vi preccupa?
"No, non sono preoccupato, e tra l'altro ci sono sondaggi differenti fra loro. Sono convinto che il lavoro serio e coerente paghi sempre".
Sarà a Firenze con Conte e Schlein, domani?
"Solo per impegni pregressi non ci sarò: in quelle ore incontrerò in Calabria tanti amministratori, attivisti e cittadini per la battaglia contro l'Autonomia differenziata. Ma quella di Firenze è una iniziativa importantissima, è bene che si ritrovino insieme il nostro leader e la segretaria del Pd".
Un anno di guerra dall'invasione in Ucraina: ora vi aspettate dal Pd un cambio di linea?
"Il Movimento ha una posizione chiara. Serve parlare maggiormente di pace e diplomazia, certo un concreto aiuto al popolo ucraino non lo si dà soltanto fornendo armi".
Tornando a Roma. Nell'ottica del nuovo dialogo con i dem, proverete a fermare il termovalorizzatore nella capitale?
"Il Pd ha fatto una inaccettabile forzatura nei modi e nel merito imponendo l'inceneritore a Roma, durante il governo Draghi. Spero soltanto che assuma posizioni ecologiste più nette e chiare".
Vi ritroverete invece uniti nello stop, in Campania, al terzo mandato di De Luca.
"Certo, per noi nulla cambia: siamo da sempre all'opposizione di De Luca e davanti a una proposta di legge per il terzo mandato, voteremmo contro, punto. Se poi col Pd vogliamo estendere alla Regione l'esperienza che ci ha portato insieme al Comune di Napoli, grazie anche al rapporto di stima col sindaco Manfredi, ci sarà un adeguato confronto".
Anche perché alcuni guardano a lei come candidato governatore di un eventuale campo largo.
"Se qualcuno pensa a me, lo ringrazio. Ma io non penso alle regionali, ora. Troppo lontane, c'è tanto da fare a Roma, e sui territori, qui ed ora".