Febbraio è stato un mese caldo per il governo tra provvedimenti legislativi non particolarmente graditi da cittadini ed imprese, come quello varato per rivedere le agevolazioni del Superbonus 110%, lo scontro sul pericolo fascista generato dall'aggressione di alcuni studenti a Firenze, per finire alla tragedia di Cutro, dove ancora si contano i morti del naufragio.
In questo periodo le attenzioni degli elettori si sono concentrate verso l'operato dell'esecutivo forse addirittura in misura maggiore rispetto a quanto avvenuto dopo la legge di Bilancio. È inevitabile, quindi, che quanto accaduto abbia influito sul gradimento di alcuni ministri, prevalentemente su quelli più esposti in relazione al dibattito pubblico divisivo che si è sollevato. Infatti la classifica di febbraio, diversamente da quella del mese precedente, è più interessante leggerla nella valutazione delle variazioni da un mese all'altro che non nell'ordine di graduatoria.
Il ministro Lollobrigida (Agricoltura) si conferma al primo posto, con il consenso stabile al 45%, la seconda posizione viene conquistata in ex aequo da Sangiuliano (Cultura) e Fitto (Affari europei) con il 41%. Al di là del linguaggio da competizione, volutamente esasperato, ciò che è interessante valutare è la variazione del livello di fiducia nei confronti di alcuni ministri che in quest'ultimo periodo si sono imposti all'opinione pubblica su temi anche molto divisivi. È il caso per esempio del capo del Viminale Piantedosi che, forse, colpito dalle polemiche sulla gestione della tragedia di Cutro, oltre che per alcune affermazioni fatte sull'incoscienza dei migranti, ha visto diminuire il suo livello di fiducia di ben 4 punti calando da un cospicuo 49% al 45% degli ultimi giorni. D'altronde il peso della vicenda della gestione del naufragio in questa flessione è evidente visto che per la maggioranza degli italiani (il 56%) la tragedia è stata dovuta prevalentemente alla carenza dei soccorsi mentre per il 30% è stato un evento inevitabile.
È interessante analizzare come si divide l'opinione in relazione al partito di appartenenza. Infatti se era scontato che gli elettori di Pd e M5S puntassero in larga maggioranza il dito contro l'inefficienza della macchina dei soccorsi, meno prevedibile era che questo sentimento fosse condiviso anche dalla maggioranza dei votanti di Forza Italia (57%).
Stessa sorte anche per il ministro della Pubblica istruzione Valditara la cui fiducia cala di un identico 4% in seguito alla sua presa di posizione contro la dirigente scolastica che aveva scritto una lettera agli studenti su un possibile pericolo fascista che si annida nell'indifferenza. Anche in questo caso, appare evidente come il calo di consenso sia da mettere in relazione alla vicenda di Firenze visto che il 44% degli italiani si sente più vicina alle posizioni della preside contro il 26% che invece approva quanto detto dal ministro. In generale, comunque, 13 rappresentanti dell'esecutivo fanno registrare una flessione a fronte di 5 che aumentano il proprio consenso.
Analizzando invece il sentiment collettivo, indipendentemente dalle performance dei singoli ministri, è da notare che la contrarietà dell'invio delle armi in Ucraina si consolida (46% contro 32) mentre registra un favore molto alto e trasversale politicamente (71%) l'ipotesi di istituire il salario minimo.
Per la revoca delle agevolazioni fiscali del Superbonus invece la differenza di opinione è meno distante tra i contrari e favorevoli (47% contro 38). Infine è ancora presto per comprendere se il risultato delle primarie Pd avrà un impatto nel mercato elettorale, però dai primi dati presentati lo scorso martedì a Porta a Porta dall'Istituto Noto Sondaggi pare proprio di sì, visto che la neo segretaria Schlein potrebbe attrarre una quota di delusi dal Pd che ultimamente avevano trovato riferimento politico nel M5S. Infatti, subito dopo la vittoria della prima segretaria donna, i democratici aumentano del 3%, superando il M5S che invece scende di 2,5 punti. La partita è solo all'inizio.
(L'autore è direttore di Noto Sondaggi)