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La difesa di Mantovano sulla tragedia di Cutro: “È stato fatto tutto il dovuto, chi ha altre prove denunci”

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Il colloquio con il sottesegretario di Palazzo Chigi: “Da Frontex nessun allarme. Piantedosi? Contano i fatti, non le parole. Folle dire che non volevamo salvare: all’improvviso il mare è peggiorato”
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ROMA - Le 15 spaccate. A due metri dal portone di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano si blocca di colpo. Quelle sessantasette vite si potevano salvare, sottosegretario? "Dalla ricostruzione, emerge che nessun allarme è stato lanciato. E invece da giorni leggo su alcune testate una tesi che sostanzialmente dice: siete voi che non avete voluto salvare quelle vite. Questa, me lo lasci dire, è una follia. Ma siamo impazziti?". Non è questa la tesi. Semmai, si fa spazio un sospetto: la regia politica non avrà imposto direttive troppo stringenti alla Guardia Costiera, rendendo l’intervento di soccorso possibile solo in casi di estremo pericolo? "Non è così. È chiaro che tutti i componenti del governo vogliono sempre salvare le vite".


L’uomo che ha in mano l’esecutivo ha appena terminato il suo pranzo. Gestisce il palazzo praticamente da solo, in queste ore: Meloni è in India, silente. Mantovano…

ROMA - Le 15 spaccate. A due metri dal portone di Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano si blocca di colpo. Quelle sessantasette vite si potevano salvare, sottosegretario? "Dalla ricostruzione, emerge che nessun allarme è stato lanciato. E invece da giorni leggo su alcune testate una tesi che sostanzialmente dice: siete voi che non avete voluto salvare quelle vite. Questa, me lo lasci dire, è una follia. Ma siamo impazziti?". Non è questa la tesi. Semmai, si fa spazio un sospetto: la regia politica non avrà imposto direttive troppo stringenti alla Guardia Costiera, rendendo l’intervento di soccorso possibile solo in casi di estremo pericolo? "Non è così. È chiaro che tutti i componenti del governo vogliono sempre salvare le vite".


L’uomo che ha in mano l’esecutivo ha appena terminato il suo pranzo. Gestisce il palazzo praticamente da solo, in queste ore: Meloni è in India, silente. Mantovano si ferma in piazza Colonna a conversare. Le sue dichiarazioni pesano, come ha spiegato lui stesso pochi giorni fa: "Parlo poco, perché non serve. Le mie parole sono la carta copiativa di quelle del premier". Rompe il silenzio del governo dopo sei giorni in cui ogni sillaba sulla tragedia di Crotone è stata affidata ai racconti pasticciati di Matteo Piantedosi. E dal titolare del Viminale è inevitabile partire: "Il punto non è se avrei detto o meno quello che ha detto il ministro. Il punto non sono i suoi toni. Il punto è se è stato lanciato un qualunque segnale di allarme: per quello che mi consta, no".


Ecco, Mantovano illustra il paletto attorno a cui ruoterà la ricostruzione del governo in Aula il prossimo 7 marzo. Ma la domanda a cui rispondere, sottosegretario, non è piuttosto se qualcuno poteva comunque intervenire e non l’ha fatto? "Giusto. Ma è per questo che le dico che Frontex non ha lanciato alcun allarme. Cosa dice la loro segnalazione? Che c’è un’imbarcazione con una persona visibile. E indica la possibilità che possano essercene altre sotto bordo. Questo non è un allarme. Vale anche se si fosse trattato di una normale barca da diporto. Altrimenti dovremmo intervenire per ogni imbarcazione".


Proviamo a continuare a seguire la ricostruzione di Mantovano, perché attorno a questi nodi Piantedosi farà ruotare la versione dell’esecutivo. La premessa è che la segnalazione di Frontex delle 22.26 non rappresenta un allarme. Eppure, la Guardia di Finanza interviene: perché? "Ma lo fa molto dopo", precisa il sottosegretario. Giusto, ma cosa è cambiato? E soprattutto: perché non farlo prima? "Perché non c’era alcun segnale di allarme e perché quella barca poteva essere di chiunque". Resta il fatto che a un certo punto i finanzieri provano a raggiungere l’imbarcazione per un intervento di polizia, ma falliscono a causa del mare agitato. Perché, dunque, non si muove prima la Guardia Costiera, di fronte al rischio di mare grosso? "Perché le condizioni del mare sono peggiorate più tardi, poco prima del naufragio".

È un puzzle intricato, su cui indaga anche la magistratura. E non basta. C’è un altro elemento, secondo Mantovano, che servirà a dimostrare l’assenza di segnalazione di pericolo. Ruota sempre attorno a Frontex. "Che non ci fosse allarme lo dimostra il fatto che il velivolo che raccoglie le foto non ha continuato a seguire quella imbarcazione, dopo aver inviato la comunicazione".


Eppure, resta intatto il dilemma: si è fatto davvero di tutto? O è possibile che l’aver detto di intervenire soltanto quando c’è l’immediato pericolo imponga poi di non intervenire anche quando il pericolo è probabile? E perché la Capitaneria non ha scortato una nave che magari non stava affondando in quel momento, ma che rischiava di farlo, come poi è accaduto? Alcuni dubbi sono stati sollevati anche dal comandante della Guardia Costiera Vittorio Aloi, quando ha sostenuto che le condizioni del mare avrebbero permesso a quelle vittime di poter essere salvate. "Se sa qualcosa - risponde Mantovano - lo dica ai magistrati. Credo che gli inquirenti abbiamo raccolto le carte e stanno ascoltando alcune persone".

A dire il vero, sarebbe utile anche capire da Matteo Salvini – e non solo da Piantedosi - i passaggi sulla catena di comando: "Chiunque interverrà in Parlamento, lo farà per tutto il governo e tenendo conto di tutto il quadro". Il silenzio del leader della Lega è destinato a durare.