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Abbraccio Schlein-Conte: così dal corteo antifascista di Firenze riparte il campo largo

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Bonaccini punta alla presidenza del Pd. La neosegretaria riapre da oggi il tesseramento. Possibile farlo online
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FIRENZE - Bacioni giallorossi da Firenze, a favore di flash. Tutto il circo mediatico era lì per loro: Elly e Giuseppe. Che coppia. All’inizio si smarcano. Ognuno parte per sé. Schlein è in testa al corteo, “soffia” a Conte il corteggiatissimo segretario della Cgil, Maurizio Landini, e sotto braccio sfilano, accanto al sindaco Dario Nardella, fino al palco di piazza Santa Croce. L’ex premier si mette in coda, rincorre. Un po’ come nei sondaggi post primarie. Poi però si trovano. Stretta di mano. Abbracci. Foto ricordo. Sprazzi di campo largo che un po’ si rivede, davanti alle “urne dei forti” della basilica cantata da Foscolo. Il matrimonio lo officia Landini.


Mozziconi di dichiarazioni, nella ressa di cameraman e cronisti: "Troveremo dei temi – dice Schlein davanti al leader M5S - un’agenda comune, per lavorare insieme all’opposizione". Conte le offre le magliette che hanno s…

FIRENZE - Bacioni giallorossi da Firenze, a favore di flash. Tutto il circo mediatico era lì per loro: Elly e Giuseppe. Che coppia. All’inizio si smarcano. Ognuno parte per sé. Schlein è in testa al corteo, “soffia” a Conte il corteggiatissimo segretario della Cgil, Maurizio Landini, e sotto braccio sfilano, accanto al sindaco Dario Nardella, fino al palco di piazza Santa Croce. L’ex premier si mette in coda, rincorre. Un po’ come nei sondaggi post primarie. Poi però si trovano. Stretta di mano. Abbracci. Foto ricordo. Sprazzi di campo largo che un po’ si rivede, davanti alle “urne dei forti” della basilica cantata da Foscolo. Il matrimonio lo officia Landini.


Mozziconi di dichiarazioni, nella ressa di cameraman e cronisti: "Troveremo dei temi – dice Schlein davanti al leader M5S - un’agenda comune, per lavorare insieme all’opposizione". Conte le offre le magliette che hanno stampato gli attivisti grillini, scritte sulla scuola e sulla costituzione da difendere. Se le scambiano, come i capitani di due squadre rivali, che però pensano di gemellarsi. Schlein, a margine, si spinge più in là. Illustra quello che sembra un programma su cui riannodare il filo giallorosso: "Noi ci saremo su questi temi concreti".

Segue elenco: "Difesa della scuola pubblica, difesa della sanità pubblica, salario minimo, difesa della Costituzione, battaglia contro l’autonomia differenziata. Credo che abbiamo molti spunti per fare un buon lavoro comune".

Parla già quasi da leader di coalizione. Ringrazia i Verdi di Angelo Bonelli e la Sinistra di Nicola Fratoianni, entrambi presenti: "Su alcune battaglie fondamentali dobbiamo lavorare insieme sia in Parlamento che nel Paese". Resta però la distinzione sull’Ucraina. Schlein alla fine lo rimarca: "Non è mai stato in discussione il nostro pieno supporto al popolo ucraino ad un anno dall’invasione criminale voluta da Putin". La postilla è una strizzatina d’occhio alla galassia pacifista da cui proviene e che l’ha sostenuta ai gazebo: "Credo che la sinistra debba continuare a perseguire un mondo di pace, mobilitarsi in questa direzione chiedendo all’Unione europea un forte impegno ed anche un forte protagonismo politico diplomatico. Le due cose non sono in contraddizione".

E al New York Times aggiunge: "Non sono d’accordo con il M5S" sul no alle armi, ricordando che il Pd ha votato per spedirle anche quest’anno «perché ora è necessario».
Conte di guerra non parla. Gli chiedono: vuole dare lezioni di pacifismo alla nuova segretaria? Ride, ma svicola. Parla invece del rapporto con i dem da ricucire. Dei nuovi equilibri da quando l’ex attivista di Occupy Pd si è presa il Nazareno. "Il problema – dice Conte - non è il primato o la leadership della sinistra. A noi come M5S interessa lavorare per rafforzare l’azione politica delle forze progressiste. Se col nuovo vertice del Pd si rafforzerà questo orizzonte, ben venga". Non è una dichiarazione d’amore per il nuovo corso di Schlein, ma è un inizio.


Con la leader del Pd, l’ex premier parla una decina di minuti. Mani davanti alla bocca, per nascondere il labiale. Temi affrontati: scuola, sanità, Costituzione, fanno sapere i rispettivi staff. La promessa alla fine: "Ci vediamo presto". Probabilmente alla Camera, in un luogo neutro, dove nessuno debba riconoscere all’altro il ruolo di padrone di casa e quindi di traino del nuovo campo largo.


La sensazione è che il palco di Firenze segni l’inizio di una collaborazione. Ma anche di una competizione serrata. I due ballano sulla stessa mattonella elettorale, o quasi. Si contendono il rapporto con la Cgil, appannaggio storico della “ditta”, su cui i contiani avevano lanciato l’Opa. Si contendono il mondo ecologista: l’ex premier mercoledì volerà a Bruxelles per entrare nei Verdi a Strasburgo. E così anche la passeggiata in piazza Santa Croce diventa un test di gradimento. L’applausometro premia la nuova segretaria dem, che sfrutta a pieno l’effetto novità.

"Con Elly il Pd è tornato centrale - commenta Nicola Zingaretti - ma dobbiamo essere uniti, solo così possiamo mettere paura alla destra". La neo-leader di certo ha fiutato l’aria. E mentre stringe sulla nuova segreteria - Stefano Bonaccini vuole fare il presidente, non il vice-segretario - è pronta a sfruttare l’onda: ieri, dopo la manifestazione, ha riunito in call tutti i segretari cittadini del partito. Con un annuncio: da oggi sarà riaperto il tesseramento del Pd. Per calamitare il popolo dei gazebo che l’ha scelta e magari riequilibrare il peso dell’area riformista, che tra gli iscritti aveva prevalso. Altro segnale: le iscrizioni, per ora, si faranno solo online. Come nel M5S.