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Spataro: "La strage di Cutro? Il clima politico ha inciso. La Guardia Costiera ora recuperi la sua autonomia"

Armando Spataro 
L'ex procuratore capo di Torino, oggi nel "Comitato per il diritto al soccorso in mare", interviene anche su Cospito e carcere duro: "Non capisco perché il 41 bis dovrebbe essere cancellato. Ancora oggi questo è un obiettivo dei mafiosi"
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Armando Spataro usa parole nette. La strage di Cutro? "Il clima politico-culturale influisce. I cittadini si impegnino, in una vera riscossa". La responsabilità del mancato salvataggio? "Quelle le accerta la magistratura. In ogni caso, non si comprende come mai la Guardia Costiera non abbia attivato la procedura di soccorso". E su Cospito, e la polemica sul 41 bis? "Non sono d'accordo con chi lo ritiene incostituzionale. E davvero non capisco perché la norma dovrebbe essere cancellata: ancora oggi quello è un obiettivo dei mafiosi". Oltre ad essere stato magistrato di punta dell'antiterrorismo, e già procuratore capo a Torino, Spataro oggi è membro del "Comitato per il diritto al soccorso in mare", ente presieduto da Luigi Manconi: e ha finanziato, con Gherardo Colombo tra gli altri, l'acquisto della nave di RescQ-Peopple Saving, una ong sostenuta da cittadini e associazioni.    …

Armando Spataro usa parole nette. La strage di Cutro? "Il clima politico-culturale influisce. I cittadini si impegnino, in una vera riscossa". La responsabilità del mancato salvataggio? "Quelle le accerta la magistratura. In ogni caso, non si comprende come mai la Guardia Costiera non abbia attivato la procedura di soccorso". E su Cospito, e la polemica sul 41 bis? "Non sono d'accordo con chi lo ritiene incostituzionale. E davvero non capisco perché la norma dovrebbe essere cancellata: ancora oggi quello è un obiettivo dei mafiosi". Oltre ad essere stato magistrato di punta dell'antiterrorismo, e già procuratore capo a Torino, Spataro oggi è membro del "Comitato per il diritto al soccorso in mare", ente presieduto da Luigi Manconi: e ha finanziato, con Gherardo Colombo tra gli altri, l'acquisto della nave di RescQ-Peopple Saving, una ong sostenuta da cittadini e associazioni.    

 
 
Armando Spataro, lo scorso dicembre lei aveva già visto gravi conseguenze nel decreto anti-ong. E sul Dl 1 del 2023 aveva detto: "Non resta che rispolverare la disobbedienza civile". Ora, sulla strage di Cutro, che idea si è fatto?
"Parlai in effetti di necessità di disobbedienza civile al momento del varo del 'decreto anti-soccorso', l'unica denominazione appropriata per quel provvedimento: lo feci pensando all'assurda previsione del divieto di un secondo consecutivo soccorso in mare - senza previa autorizzazione amministrativa - per le navi private delle Ong che ne avessero già effettuato uno e non avessero ancora sbarcato i naufraghi salvati. Così come è assurdo, tra l'altro, che tali navi debbano essere inviate, per gli sbarchi, in porti lontanissimi dal luogo del salvataggio, anziché in quelli più vicini. Ma posso fare due premesse?".

Prego.
"Su quanto avvenuto a Cutro, indaga e deciderà l'Autorità giudiziaria per accertare responsabilità penali. E sul piano istituzionale, nessuno può seriamente pensare che l'attuale maggioranza di governo o altre autorità abbiano voluto lasciare morire i migranti afghani, siriani e pakistani".

Detto questo. Le linee politiche pesano?
"Sì, penso che il clima politico-culturale che stiamo vivendo possa indurre persino pezzi delle istituzioni ad ignorare doveri giuridici fondamentali - come quello del soccorso ad ogni costo nei confronti di chi ne ha bisogno-  e a rifugiarsi nelle prassi burocratiche".

Quindi, tornando alla strage: quale elemento, o quale anomalia, l'ha colpita di più?  
"La persistente mancanza di chiarezza sulle ragioni per cui non è stata subito attivata - dopo la segnalazione dell'agenzia europea Frontex - la procedura di "ricerca e soccorso", la cosiddetta "Sar": Search and rescue, cioè "Cerca e soccorri". Lo stesso ministro per le Politiche del mare Musumeci ha detto che può essersi verificata "una falla nella filiera".

Quale autorità poteva intervenire?
"Per me resta incomprensibile come, in assenza di navi delle Ong nella zona ove il disastro si andava profilando, la Guardia Costiera non abbia attivato la procedura citata. Né si può sostenere che le vedette della Guardia Costiera avrebbe corso anch'esse dei pericoli a causa delle condizioni del mare: non è affatto così. Come ha rilevato l'ammiraglio in congedo Vittorio Alessandro, il caicco rovesciatosi vicino Cutro mostrava una bassa linea di galleggiamento e procedeva verso costa su un mare in peggioramento: ciò rappresentava già una situazione di emergenza che imponeva il soccorso obbligatorio. Anche io, dunque, mi auguro che la Guardia Costiera recuperi in pieno la sua autonomia decisionale e di azione".

Questa linea, che cancella il peso delle vite in mare, è cominciata con i decreti Sicurezza?
"Mi lasci dire intanto che con il termine "sicurezza", diventato quasi un brand pubblicitario, si vorrebbero giustificare scelte politiche inaccettabili. C'erano stati prima i "pacchetti sicurezza" del 2008 e 2009 in epoca berlusconiana, poi i "decreti sicurezza" del 2018 e 2019 (quest'ultimo solo di poco migliorato da quello del 2020). Provvedimenti con cui - al di là delle intervenute decisioni della Consulta -sono state introdotte vere e proprie lesioni dei diritti fondamentali degli immigrati, come limitazioni alle loro possibilità di ottenere l'asilo o la protezione internazionale, o quelle alle attività lavorative delle associazioni che curavano la loro assistenza".

E il ruolo dell'Unione?
"L'Europa si è troppo spesso autolimitata per non scontentare i Paesi sovranisti. Ma così rischia di procedere in stile "tutto chiacchiere e distintivi". In sintesi: tanti bei documenti su quello che occorre fare per sgravare i paesi di primo approdo dai doveri connessi all'accoglienza, salvo vedere continui rinvii sulla loro elaborazione finale ed approvazione".

Ma è credibile che l'Europa si attivi per impedire le partenze dai Paesi africani o mediorientali?
"Non si comprende cosa significhi. Da un lato, si ignora la dimensione mondiale del fenomeno migratorio, che coinvolse in passato l'Italia in misura ben maggiore; dall'altro, si dimenticano diritti insuperabili. Per citarne uno: l'articolo 13 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, "ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese" Principi presenti anche nella nostra Carta".

Cosa direbbe oggi al governo?
"Mi permetterei di chiedere di non dimenticare né queste norme primarie, né tutte le Convenzioni internazionali in materia di soccorso ed accoglienza. Ma mi rivolgerei anche a tutti i cittadini che credono nel dovere di solidarietà: si impegnino con forza, in una sorta di riscossa che li induca a  ritrovarsi dalla parte dei "sommersi" in mare e sulla terra,  uniti a chi - non per sua scelta - è diverso da noi, a chi lascia la propria patria solo per la speranza di una vita dignitosa. Ce lo chiedono anche il Papa ed il nostro Presidente della Repubblica".

Spataro, un'altra tesa polemica riguarda il caso Cospito. Nella sua Torino, tre giorni fa, violenze, disordini e arresti, dopo che la Cassazione ha confermato il 41 bis per l'anarchico.
"Intanto dire che sia stata questa decisione a determinare aggressioni di piazza non è corretto. Tali attività criminali sono ascrivibili alla "galassia anarchica" che ha solo cercato e trovato uno spunto per altre violenze. Ogni attività criminale di questo tipo può determinare preoccupazioni, ma non si deve enfatizzarle: sono ben note le capacità delle nostre istituzioni di farvi fronte".

Il suo collega Colombo ed altri giuristi, oltre che esponenti della sinistra, ritengono il 41 bis incostituzionale. E lei?
"Io non sono affatto di tale idea, e del resto autorevoli commentatori si sono sul punto divisi. Il 41 bis, non è pena, non è aggravante, ma una norma dell'ordinamento penitenziario e non è necessario essere capi di un'organizzazione per esservi sottoposti. Il 41 bis è stato uno strumento utile contro terrorismo e mafia e ha contribuito a rendere efficace il loro contrasto: fu varato per impedire che i detenuti per gravi reati, tra cui quelli di mafia e terrorismo, continuassero a mantenere collegamenti con i gruppi criminali di cui facevano parte. Non a caso la sua cancellazione fu inserita nel famoso papiello di Riina, ed è ancora oggi un obiettivo dei mafiosi detenuti. Non riesco quindi a capire perché la norma dovrebbe essere cancellata e perché sia incompatibile con la Costituzione, che prevede anche la protezione e la difesa delle istituzioni e dei cittadini. E' scontato ovviamente che le prescrizioni di volta in volta disposte devono rispettare principi di dignità ed umanità che riguardano anche pericolosi criminali, come pure l'Onu ha raccomandato".