Da Prodi a Meloni, da Caserta alla Calabria: quando il Consiglio dei ministri va in trasferta
di Laura Mari , di Laura MariDa Caserta all'Abruzzo, da Napoli a Cutro, il Consiglio dei ministri è andato spesso in trasferta fuori da Palazzo Chigi. Sebbene infatti dal 1961 le riunioni si tengano a Roma, da Romano Prodi a Giuseppe Conte passando per Silvio Berlusconi sono stati diversi i premier che hanno scelto di convocare "in trasferta" il Cdm. Ultima, in ordine di tempo, la presidente Giorgia Meloni che nei giorni scorsi da Abu Dhabi ha fatto sapere che il prossimo Consiglio dei ministri si terrà nel pomeriggio del 9 marzo a Cutro, luogo della recente strage dei migranti.
Prodi, Berlusconi e i Cdm in Campania
È a Romano Prodi che si deve la prima scelta di una nuova location per la riunione tecnica dell'esecutivo. L'11 gennaio del 2007, infatti, l'ex premier scelse Caserta per ospitare il Cdm e definì la scelta come "un evento di significato storico".
L'anno successivo, nel pieno dell'emergenza rifiuti a Napoli, l'allora presidente Silvio Berlusconi decise di portare la presenza del governo nella città campana. Fu così che il 5 maggio e il 10 ottobre convocò due vertici tecnici del governo a Palazzo Reale e chiosò: "Sono felice per la scelta di aver tenuto il primo Consiglio dei ministri operativo a Napoli, l'obiettivo è di portare il governo dove esiste un'emergenza da risolvere tempestivamente, e non viceversa".
E purtroppo il 23 aprile del 2009 ci fu il terremoto in Abruzzo e il Cavaliere convocò il Consiglio dei ministri a L'Aquila, dove fu licenziato il decreto legge che erogava le risorse in favore delle zone terremotate dell'Abruzzo e stabiliva lo spostamento della sede del G8 dalla Maddalena a L'Aquila.
Conte a Reggio Calabria
Prima di Meloni, l'ultimo presidente del Consiglio a convocare una riunione del Cdm fuori da Roma è stato l'attuale leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Il 18 aprile del 2019 scelse per il vertice la prefettura di Reggio Calabria per affrontare la questione dell'emergenza sanitaria della Regione e approvare misure straordinarie. E farlo, sottolineò, "a chilometro zero".